% File: .tex % % \documentclass[a4paper]{article} %%% Orientamento %%% %\usepackage[landscape]{geometry} %%% %%% %\usepackage{xr-hyper} \usepackage{amath} %\externaldocument[TOP-]{topologia}[../../topologia/topologia.pdf] \ifpdf %\newcommand{\TOP}[1]{\T{[TOP,\ref{TOP-#1},pg.\pageref{TOP-#1}]}} \else %\newcommand{\TOP}[1]{\T{[TOP,x.y.z,pg.xx]}} % add label debugging if we are not compiling pdf. \let\oldlabel\label \renewcommand{\label}[1]{ [#1] \oldlabel{#1}} \fi \begin{document} \title{Una definizione scientifica di Dio} %\title{A precise definition of God} %\author{Andrea Lo Pumo} \pagenumbering{roman} \maketitle{} \begin{abstract} Noi figli della cultura scientifica non abbiamo un Dio: l'universo e' una mera collezione di atomi che interagiscono tra loro. Il concetto di Dio e', tuttavia, interessante e utile. In questo testo, sara' presentata una definizione di Dio accettabile da chiunque si senta parte della cultura moderna di orientamento scientifico. \end{abstract} \clearpage \tableofcontents \clearpage \pagenumbering{arabic} \section{Definizione} \begin{defn} Dio e' la proiezione dell'amore dell'uomo. Amore proprio e altruistico.\\ Ovvero, Dio e' la proiezione della sana tendenza egoistica e altruistica dell'uomo.\\ Dio e' anche una figura che rappresenta la capacita' naturale dell'uomo di adattarsi e adattare a se' la realta' fisica in cui vive. \end{defn} \begin{rem} \label{dettaglioDefinizione} Esplicitamente: \begin{enumerate} \item un uomo che ama, ama se stesso. Quindi, per un uomo credente, Dio e' una figura che ama lui stesso. \item un uomo che non e' ne' narciso, ne' egocentrico, ama gli altri. Quindi, per lui, Dio e' una figura che ama gli altri, anche se gli altri non portano alcun vantaggio per quest'uomo. Ad esempio, anche se questi altri non vivono con lui o non sono suoi amici. \item se un uomo ed alcuni altri uomini amano se stessi, si amano e sono credenti, allora si potra' piu' semplicemente dire che, per loro, Dio e' una figura che ama loro stessi.\\ Da questo momento in poi, l'oggetto del discorso e' centrato su un tale gruppo di uomini. \item Gli uomini ricevono segnali sensoriali dal mondo esterno. Tramite il loro cervello, elaborano questi segnali e (inconsciamente e cosciamente) creano un modello che descrive e predice tutti gli stimoli che ricevono. La realta' che loro percepiscono e' una realta' che loro stanno creando dentro di se'. Essendo Dio la proiezione della loro capacita' di modellizzare la realta' fisica e fare buon uso di tale modello (al fine di amare), Dio sara' una figura che definisce e regola la loro realta', allo stesso modo di come loro fanno. \\ Quindi, loro diranno frasi del tipo: ``Dio crea il cielo, la terra e le forme, e tutte le cose visibili e invisibili''.\\ Per approfondire, leggi Appendice \ref{realtaSensoriale}, pagina \pageref{realtaSensoriale}. \end{enumerate} \end{rem} \begin{rem} Il verbo amare e', in un certo senso vago e acquista significato se posto in relazione agli uomini che amano.\\ Ad esempio, se questi uomini sono dediti alla carita', per loro amare vorra' dire essere caritatevoli. Se loro, invece, sono dediti alla guerra, per loro amare sara' ``vincere, insieme, le guerre''.\\ Quindi, anche ``Dio'' e' una parola che, senza considerare chi ne parla, e' privo di un chiaro senso.\\ Nel primo caso di questo esempio, Dio sara' piu' vicino al Dio del cristianesimo, nel secondo caso sara' piu' simile a Dio Marte dei romani. \end{rem} \begin{rem} \label{uomoNonEstDio} %% Se un uomo ama se stesso ed altri uomini, ma non tutti gli altri uomini lo amano, non si potra' dire ``Dio e' per loro una figura che ama loro stessi''. Tuttavia, se l'uomo accetta di amare in maniera caritatevole, e se ci riesce, allora, si potra' sempre Un uomo non e' sempre amore e solo a volte riesce ad amare pienamente l'altro o se stesso. Non sempre, riesce a vivere serenamente nella sua realta' fisica.\\ Se, pero' il suo amore e' sufficiente, allora si puo' continuare a dire che il suo amore e' Dio.\\ Questo si puo' dire in diversi modi. Un modo e' dire che Dio e' la proiezione all'infinito del suo amore: Dio e' una figura che rappresenta come sarebbe l'uomo se fosse solo amore e se fosse, senza sforzo alcuno, capace di vivere nella natura.\\ Un altro modo e' dire che Dio e' l'uomo, tutte le volte in cui e' piu' amore che distruzione\footnote{La distruzione, contrario di costruzione, non e' sempre negativa. Qui si intende ``distruzione insensata''.}, tutte le volte in cui riesce a vivere senza prendersela con se stesso, con gli altri o con la Natura. Le volte in cui l'uomo non e' cosi', e' solo ``uomo'', non ``Dio''.\\ Un altro ancora e' dire che Dio e' una figura ultra-terrena e che, a volte, si manifesta negli uomini. Si manifesta, quando gli uomini amano. \end{rem} \begin{rem} Un lettore credente chiedera': allora Dio non esiste?\\ Quanto detto afferma che, per chi e' credente, Dio esiste a tutti gli effetti. Se il loro amore ``esiste'', qualsiasi cosa sia una proiezione del loro amore ``esiste'' pure.\\ Un esempio e' la cartina geografica. La cartina e' ``vera''. I laghi, le montagne e le strade che rappresenta sono veri e le distanze che si misurano sulla cartina, moltiplicate per la sua scala, sono distanze vere. In questo senso, la geografia che e' disegnata nella cartina geografica esiste ed e' vera.\\ Chiaramente, se si da' massima priorita' alla scienza, si dovranno abbandonare le credenze nei miracoli soprannaturali della propria religione. I miracoli di cui parla una religione, saranno da interpretare piuttosto come metafore. A tal proposito si legga Catherine M. Wallace \url{https://www.catherinemwallace.com/images/pdf/OfMiraclesandMetaphors.pdf} (in Inglese). Questo testo, dice che i miracoli di Gesu' non sono da prendere alla lettera secondo la visione scientifica del mondo moderno, ma piuttosto sono da vedere come storie che, tramite una descrizione di (immaginari) eventi fisici, descrivono eventi interiori che accadono nei personaggi. Le miracolose trasformazioni fisiche che Gesu' opera sui vari personaggi, sono piuttosto straordinarie trasformazioni spirituali. Questo e' anche confermato dallo stile degli scrittori antichi che, per rappresentare la vita interiore dei personaggi, usavano dettagli fisici e azioni fisiche. Inoltre, l'autrice, nei miracoli di guarigione, non esclude la possibilita' di guarigione di malattie psico-somatiche. \end{rem} \begin{rem} Fin'ora si e' parlato di un gruppo di uomini credenti. Eppure, per qualsiasi gruppo di uomini che si amano, una qualsiasi figura che sia una adeguata proiezione del loro amore e', per loro e per chi li ama, Dio.\\ Esempi di figure (trascendenti) sono: ``la Verita' '', ``la Fratellanza'', ``la Nazione'', ``l'Universo'', ``la Madre Terra'', ``il Tutto'', ``l'Uno''.\\ Similmente, un gruppo di uomini puo' vedersi rispecchiato in una moltitudine di Dei. In questo caso, ogni Dio rappresenta un determinato aspetto del loro amore.\\ Gli uomini della cultura scientifica hanno, implicitamente, un loro Dio: l'Universo. Se non credono nell'Universo, credono nella Verita'\footnote{Come fa l'Universo o la Verita' ad essere proiezione del loro amore? Per la Verita', osserviamo che gli interessati alla scienza non sono interessati a verita' arbitrarie. Sapere quanti fiori margherita ci sono in un'aiuola e' una verita', tuttavia, non e' interessante. La classe di verita' che suscita interesse sono le verita' utili, belle, profonde, che fanno riflettere, etc... Quindi, sono verita' che portano l'uomo a contatto con la \fem{sua} natura umana e che migliorano la \fem{sua} vita.}.\\ Per gli uomini realisti, Dio e' la Realta'.\\ Per gli uomini atei Dio e' l'unione del loro se', degli altri e della realta' fisica.\\ Quindi, per un qualsiasi gruppo di uomini che si amano, si puo' sempre ricercare una figura che rappresenti il loro amore. Questa figura, e' Dio. \end{rem} \begin{rem} A che serve un Dio?\\ Per un uomo, il concetto di Dio puo' essere uno strumento per essere contento della vita sua e di quella degli altri e per desiderare di migliorarle. Esplicitamente, puo' servirgli a conoscere meglio la natura umana; per venerare e ringraziare la vita; per ascoltare e coltivare i desideri propri e altrui; per riflettere sulle sue e altrui capacita', sui limiti e sulle opportunita' della vita.\\ Se da' uguale importanza allo ``spirito'' e al ``corpo'', puo' essere anche una fonte di domande e di ispirazione per conoscere e fare esperimenti sulla natura fisica. E' vero che tutte queste cose si possono gia' fare senza il concetto di Dio, tuttavia, il concetto di Dio amplia le possibilita'. La matematica insegna che introdurre dei concetti puo' semplificare la ricerca di una soluzione. Ad esempio, i numeri complessi sono ``fittizi''\footnote{infatti, sono semplicemente coppie di numeri reali considerate secondo certe regole. Tali regole definiscono cosa vuol dire addizionare o moltiplicare tali coppie. Con queste regole, coppie di numeri reali si possono considerare dei numeri a tutti gli effetti. Il risultato e' quello ampliare il concetto di numero. Esempio quotidiano: se si parla di ``autoveivolo'' come tutte le cose a quattro ruote e con un motore, allora, non solo le macchine utilitarie sono autoveivoli, ma anche gli autobus o i tir. Inoltre, il pensiero ``un autoveivolo non troppo largo puo' camminare in autostrada'' e' vero e riguarda sia le macchine, gli autobus e i tir. E' da notare che e' un pensiero piu' corto e semplice di pensare separatamente ``le macchine possono camminare in autostrada'' e poi ``gli autobus possono camminare in autostrada'' e infine ``anche i tir possono farlo''.}, eppure sono utilissimi in matematica, fisica e ingegneria perche' permettono di semplificare molti calcoli e danno l'opportunita' di pensare a soluzioni o di porsi delle domande che prima non sarebbe stato naturale pensare o porre.\\ Dio e' un concetto che arricchisce il linguaggio e la struttura del pensiero, permettendo di ragionare su questioni globali e universali (es. il mondo, l'amore) ma al tempo stesso locali e personali (``io in relazione al mondo'', ``io e chi amo'', oppure ``il mio collega in relazione al mondo e a chi ama''). Cio' che segue e' un confronto tra un esempio di ragionamento laico e un esempio di ragionamento mistico. I due ragionamenti dicono la stessa cosa, sia materialmente che emotivamente. \begin{exemp} Ragionamento puramente laico: \begin{enumerate} \item Io devo lavorare per vivere. Ma e' faticoso e, in parte, logorante. \item Mi sono dato da fare e sono stato fortunato, ho sempre cercato un lavoro migliore e ho avuto molte opportunita'. \item Ora pero', e' meglio fermarsi. \item Il lavoro che faccio adesso e' tutto sommato sufficiente. Continuero' cosi', non pensero' piu' a cercare di cambiare lavoro. \item Sara' ogni giorno lo stesso, faticoso e devitalizzante, ma non c'e' di meglio. \item Ma andra' bene! \item Sono contento di poter fare quello che mi piace nel tempo libero. E soprattutto, di stare con chi voglio bene dopo il lavoro e nel tempo libero. \end{enumerate} Ragionamento puramente mistico: \begin{enumerate} \item Dio, perche' devo lavorare per vivere? E' faticoso e arrivo distrutto la sera. \item Tu sei sempre stato con me. Mi hai dato molte opportunita', e ogni volta che ho desiderato avere di meglio, non me lo hai negato. \item In effetti, ora e' il momento di smettere. \item Sono contento di dove sono adesso. \item Sara' ogni giorno lo stesso, faticoso e stressante, ma non c'e' di meglio in questa terra. \item Tu mi ami e io ti amo, se questo e' quello che mi chiedi, continuero' a stare con te. E tu continuerai a donarmi le attivita' belle che mi piace fare nel tempo libero. Ma ancora piu' belli saranno i momenti che passero' con chi voglio bene. \end{enumerate} E' da notare come il ragionamento mistico, seppure identico nella sostanza a quello laico, e' piu' intimo e colloquiale. Anche se sembra meno preciso e, senza aver letto prima il ragionamento laico, non si capirebbe a pieno, per l'uomo che sta' compiendo questo ragionamento ha, invece, completamente senso.\\ Forse non c'e' un ragionamento migliore dell'altro. Sicuramente, ogni ragionamento ha una sua impronta e porta a una esperienza diversa della realta'. Forse, in alcuni casi e' piu' produttivo un ragionamento laico, in altri uno mistico. \end{exemp} \end{rem} \begin{rem} Come raggiungere Dio?\\ Ognuno di noi ha una sua intuizione sull'argomento, puo' scegliere la figura che piu' gli aggrada (Verita', Universo, Budda, Gesu', o qualsiasi altra, anche di sua invenzione) e puo' mettersi in cammino per sviluppare questa sua intuizione.\\ E' da millenni che l'uomo compie questa operazione, e quindi, uno puo' anche avvalersi dei testi che sono stati prodotti nel corso dei secoli. Idealmente, uno potrebbe frequentare comunita' praticanti, tuttavia, sorge il problema di non finire nella trappola di una setta. Oppure, di non finire nella pratica di una dottrina vecchia e morta, slegata dal mondo moderno e dalla vita pratica e reale di oggi.\\ Piu' semplicemente, secondo la definizione data, non basterebbe volere bene se stessi? E se si sceglie un Dio centrato sull'Amore, non basterebbe volere bene pure gli altri? E se si da' importanza anche alla vita materiale, non basterebbe essere contenti di poter mangiare e vivere sotto un tetto?\\ A volte la vita e' difficile, e non risulta facile volere bene se stessi o gli altri. Oggi esiste la psicoterapia, strumento valido per contrastare le sfide interiori del mondo moderno e per combattere le difficolta' in maniera sana, ovvero senza rivolgersi all'alcol o altre droghe, senza diventare cinici o interiormente aggressivi verso il prossimo, senza diventare narcisi e fare dei sacrifici inutili e pesanti (come ad esempio comprare a tutti i costi una macchina costosa, oppure, diventare a tutti i costi Manager, o Ingenere o altro.)\\ Se poi, si vuole eccelere in questa ricerca, ``Dio'' si trova anche in cio' che non nomina per niente la parola ``Dio'': nella letteratura, nella poesia, nella matematica, nella filosofia, nella scienza, nella politica, nella psicologia, nello sport, nei divertimenti, nei viaggi, nell'amore, nel lavoro onesto e giustamente retribuito.\\ Si trova anche nelle associazioni dove le persone si rispettano e collaborano: associazioni culturali, associazioni sportive, centri sociali, club.\\ Si trova anche nel proprio gruppo di amici.\\ Si trova anche nella propria solitudine. \end{rem} \pagebreak \section{Sull'amore caritatevole} Il testo che segue non e' un discorso completo, e' piu' una collezione di appunti. \begin{rem} La dottrina Cristiana (e altre dottrine) basano il proprio credo sul concetto di amore caritatevole (agape). Amore caritatevole vuol dire amore disinteressato. Altre forme di amore non sono disinteressate, sono sia egoiste sia altruiste. Ad esempio, l'amore in una coppia o l'amore tra amici. Un coniuge sta' con l'altro coniuge, oltre per dargli attenzioni e affetto anche per ricerverlo. Lo stesso fa un amico con i suoi amici, lui sta' con loro anche perche' ha un guadagno: sta' meglio che stando da solo.\\ L'amore disinteressato e' ``dare senza chiedere grazie''. Ma non dare per essere contenti di aver fatto una bella cosa, ma perche' si sentono i bisogni e desideri altrui e si ritiene, personalmente, che essi siano importanti.\\ L'amore disinteressato e' anche nei confronti di se stessi: ``chiedere a se stessi impegni, promesse e sforzi solo in misura tale che possano essere adempiti spontaneamente e senza sofferenza.''\\ La tesi delle dottrine caritatevoli, ritenuta universale, e' la seguente: ``l'esistenza basata sull'amore caritatevole e' una forma di esistenza molto soddisfacente.'' Percio', dire ``credi al Dio dell'amore caritatevole'' vuol dire: basa la tua esistenza sull'amore caritatevole, e non te ne pentirai. \end{rem} \begin{rem} Quando un uomo ama un altro uomo, il suo Essere non risiede piu' fisicamente solo in se stesso. Risiede sia in se' che nell'altro uomo. Questo e' possibile grazie alla capacita' empatica dell'essere umano\footnote{\url{https://it.wikipedia.org/wiki/Empatia}}. Questa capacita' deriva probabilmente anche dalla struttura intrinseca del cervello umano, e percio' e', non solo uno sforzo intellettuale dell'uomo di capire l'altro, ma anche e, soprattutto, un istinto e una reazione automatica che l'uomo ha in presenza dell'altro \footnote{``Gli studi recenti sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, che confermano che l'empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, e' bensi' parte del corredo genetico della specie. \url{https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Empatia&oldid=110811051}} \footnote{L'empatia e' un capacita' che hanno anche gli animali mammiferi: ``An increasing number of studies in animal behavior and neuroscience indicate that empathy is not restricted to humans, and is in fact as old as the mammals, or perhaps older. Examples include dolphins saving humans from drowning or from shark attacks.'' \url{https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy}}. L'uomo vive le emozioni e la prospettiva dell'altro allo stesso modo di come vive la sua.\\ L'empatia non e' una dote infallibile. Cosi' come ogni capacita' e' soggetta a limiti fisici. Inoltre, puo' essere coltivata, allenata e raffinata. \end{rem} \begin{rem} Piu' un uomo ama se stesso, piu' e' in grado di amare gli altri. Piu' ama gli altri, piu' e' in grado di amare se stesso. Infatti, se un uomo ama se stesso, quando rivedra' in un altro aspetti di se stesso, potra' comprenderlo meglio. Esempio: se lui pratica sport e un suo amico pure, allora potra' capirlo meglio quando dira' che dopo un lungo giro in bici si e' stancato. E magari, conoscendo la sua stessa tendenza a cercare di andare oltre i suoi limiti e rivendendo nel suo amico questa stessa tendenza, potra' consigliargli la stessa cosa che ha trovato essere stata utile per lui: ``andare oltre i limiti e' una cosa eccezionale, ma e' meglio riservarla per cose eccezionali''.\\ Viceversa, se un uomo ama gli altri, avendoli amati e curato alcuni aspetti della loro persona, quando rivedra' in se stesso gli stessi aspetti, sapra' trattarli meglio, grazie all'esperienza maturata. \end{rem} \begin{rem} \fem{Il Demonio e il peccato.} Ad un uomo, possono non piacere parti del suo essere. Possono non piacere perche' se le esprimesse senza tenerle a bada incontrerebbe conseguenze nefaste per se' o per chi ama. Ad esempio, ad un uomo puo' non piacere la sua pigrizia perche' sa' che non realizzera' alcun che' di soddisfacente per se' e per chi ama se stara' a letto piuttosto che impegnarsi o mettersi in gioco. Oppure, ad un uomo puo' non piacere il suo tendere a distrarsi mentre e' impegnato nel fare qualcosa. Allora, se l'uomo distingue tra parti ``buone'' e parti ``cattive'' di se stesso e degli altri, allo stesso modo distinguera' tra proiezioni positive e negative di ognuno. Cosi', ci sara' sia la proiezione del loro amore: un Dio buono. Sia la proiezione della loro cattiveria: un Dio cattivo. Nella cultura cattolica, il primo e' Dio, il secondo e' il Demonio. In alcune pratiche mistiche, si tende a non contrapporre il bene con il male\footnote{``The mureed, who after accomplishing the training, arrives at that blessed state where he overcomes virtues and sins, and stands beyond good and bad.''. O ancora ``those who see the truth uncovered, abandon reason and logic, good and bad, high and low, new and old; differences and distinctions of names and forms fade away, and the whole universe is realized as nothing other than Haq (Truth).'' \url{https://www.sacred-texts.com/isl/msl/msl.htm}}. Si puo' ragionare come segue: il ``male'' in un uomo, nasce dai suoi bisogni e desideri. Il problema e' nel come poi l'uomo cerca di soddisfare tali bisogni e desideri. Se nel soddisfarli danneggiera' se' o altri che vuole bene, allora, le conseguenze, in primo luogo \emph{per lui} saranno spiacevoli\footnote{e' chiaro che se danneggia gli altri, anche per loro le conseguenze sono spiacevoli. Ma se lui gli ha voluto bene, saranno veramente spiacevoli anche per lui.}. Piuttosto che impegnarsi nel distruggere il male, che equivale a distruggere parti di se stesso, un uomo puo' impegnarsi a sviluppare la sua intelligenza pratica ed emotiva\footnote{\url{https://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza\_emotiva}}. Puo' diventare sempre piu' bravo nel trovare soluzioni pratiche e orientamenti emotivi che, soddisfacendo il piu' possibile i bisogni e i desideri propri e altrui, non diano risultati spiacevoli. Per far questo, non basta solo allenare la mente o studiare. Cosi' come in ogni altra disciplina, dove la teoria e' importante ma non sufficiente, ci vuole pratica, dedizione e amore proprio e altruistico. \end{rem} \section{Raccomandazione} Chi adotta la definizione di Dio qui esposta, deve rispettare le definizioni di Dio degli altri. Non e' giusto forzare alcun uomo a usare una definizione piuttosto che un'altra. D'altronde, Dio e' un qualcosa di privato e intimo. Ognuno dovrebbbe adottare la visione di Dio piu' confacente a se', nel rispetto degli altri. In particolare, se qualcuno crede nei miracoli fisici, non e' giusto dire che non sono reali. Se lui vuole vivere senza avvalersi centralmente della ragione, ovvero senza essere puramente fedele alla scienza, cosa importa? Non e' forse importante che lui stia bene e ami chi vuole? \section{Sul cammino verso l'Essere Infinito} \label{essereInfinito} Fino a quando un uomo non e' centrato pienamente nella sua natura piu' autentica, lui non sara' pienamente amore (si e' accennato a cio' in Remark \ref{uomoNonEstDio}, pagina \pageref{uomoNonEstDio}). Viceversa, piu' e' centrato, piu' lui sara' Dio.\\ I vantaggi per lui sono: una pienezza di vita sempre piu' profonda e soddisfazioni sempre piu' autentiche. Per gli altri: essere sempre piu' veramente voluti bene, amati, ascoltati, sostenuti.\\ In termini classici, si puo' dire che l'uomo ha raggiunto il Nirvana, l'Illuminazione, la Pace, la Vera felicita', il Paradiso in terra, etc... Questo lo hanno fatto nella storia i Santi, i Maestri, i Filosofi e tutti gli uomini e le donne illustre. \begin{rem} La psicoterapia insegna, che l'abilita' principale, che e' a fondamento e nutrimento di tutte le altre abilita', e' essere in grado di volere bene se stessi e gli altri. Puo' sembrare una cosa da poco che anche i bambini riescono a fare, ma non e' cosi', soprattutto se uno vuole spingersi oltre gli ideali poveri che la societa' fondata sui rapporti di potere ed economici offre.\\ Volere bene e' un verbo astratto e abusato, ma e' molto potente. Infatti, racchiude tutti i verbi potenti e affascinanti:\\ ascoltare, comprendere, \\ curare, accompagnare, confortare, \\ stimare, lodare, criticare senza disprezzare,\\ avvalersi, mettersi a disposizione, \\ ubbidire, rimproverare, frenarsi, frenare,\\ guidare, esortare, allenare, seguire, sperare, impegnarsi,\\ pregare, chiedere senza pretendere,\\ stare con (anche se risulta difficile),\\ cooperare, lavorare,\\ festeggiare, sorridere, riposarsi,\\ ...\\ e cosi' via.\\ Volere bene al 100\% e' difficile, perche' e' necessario risolvere i propri problemi e le proprie inerzie interiori. Ovvero, abbandonare il proprio egocentrismo, disilludersi dal proprio narcisismo. Tutti alla nascita siamo egocentrici e, crescendo, lo diventiamo di meno. Vedi \url{https://en.wikipedia.org/wiki/Egocentrism#During\_infancy}. Poi, ognuno, in questo mondo difficile, eredita problemi interiori grandi o piccoli. Ad esempio, conflitti con il padre, oppure, bassa autostima, o rigidita'.\\ Per volere bene, e' anche necessario diventare e rimanere capaci nell'arte del sostentamento collaborando con la societa' al fine di consentire il sostentamento agli altri.\\ E' necessario stare e rimanere e far stare e rimanere in buona salute.\\ L'unico impendimento a tali raggiugimenti siamo noi stessi, non gli altri. Non perche' gli altri non possano essere di ostacolo. Ma perche' rimuovere gli altri dalla propria vita non sarebbe volere bene. Quindi, se si da' la colpa agli altri, non si potra' raggiungere la meta.\\ Gli unici che possono volere bene al 100\% siamo noi stessi, non gli altri. Non perche' gli altri non sono in grado di farlo. Ma perche' e' nostra la responsabilita' di farlo. Gli altri non hanno responsabilita' se non quelle che loro stessi assumono.\\ Volere bene all'80\% e' gia' molto soddisfacente e il mondo e la vita cambia completamente. Arrivare al 90\% e' da campioni, e loro vivono in un universo differente. Arrivare al 100\% e' da geni e loro sono al di fuori del normale corso degli eventi. Forse Gesu' e gli altri Santi e Maestri delle varie culture nel mondo erano tali.\\ In realta', questo 100\% non e' un qualcosa di utopistico. E' come saremmo tutti se fossimo cresciuti in una societa' sana, senza aver ereditato casini psicologici dai genitori (che a loro volta hanno ereditato dai loro genitori)\footnote{Per approfondire, vedi il libro ``Ciao!... E poi? La psicologia del destino umano'' dello psicoterapeuta Eric Berne}. E' come saremmo tutti se non fossimo stressati da lavori logoranti richiesti da una societa' competitiva, che per quanto dispone di tecnologie futuristiche e potrebbe dare da mangiare a tutti\footnote{E' chiaro, pero', che se il numero di abitanti nella Terra aumenta sempre di piu', e' richiesta una produzione sempre maggiore. Tuttavia, perche' non pensare a non riprodursi all'infinito e, invece, ad aumentare la nostra qualita' della vita?}, richiede di lavorare sempre di piu', di essere sempre piu' bravi, di essere sempre piu' specializzati.\\ Volere bene al 100\%, essere centrati, vivere naturalmente e spontaneamente, sono tutte espressioni che dicono la stessa cosa: vivere da autentici esseri umani. \end{rem} \begin{thm} Se si riesce a volere bene al 100\%, non esiste nient'altro che Dio, non esiste nient'altra manifestazione emotiva e fisica che quella dell'amore. \end{end} \begin{proof} Infatti, se il tiranno impone la sua dittatura, e' sciocco a pensare che verra' servito con sincerita' e amore. E, rimanendo non amato, se ne fara' davvero qualcosa di un trono di pelle imbottito e di una cassaforte di droga?\\ Infatti, la cattiveria degli altri non esiste, perche' essa e' una loro incapacita' di riconoscere che noi non possiamo essere diversi da cio' che noi siamo. Se provassimo a essere diversi da cio' che ci fa' stare bene, staremmo male, e non riusciremmo a volere bene ne' noi stessi ne' l'altro. E allora, non voluto bene, l'altro sarebbe davvero felice?\\ Infatti, la natura non e' matrigna. La scienza e l'ingegneria insegnano che ella e' un essere semplice che rispetta sempre delle stesse regole e che noi siamo liberi di fare buon uso di queste regole. Con il lavoro e la fatica, si puo' vivere agiatamente in questo universo. \end{proof} \section{Appendice} \label{realtaSensoriale} \begin{rem} Un uomo riceve segnali sensoriali dal mondo esterno. Tramite il suo cervello, elabora questi segnali e (inconsciamente e cosciamente) crea un modello che descrive e predice tutti gli stimoli che riceve. Ad esempio, in base alla sua esperienza, quando vedra' un zona luminosa, di colore rosso, che emana calore, la cataloghera' col concetto di "fuoco". Non si avvicinera' a questo ``fuoco'' perche' dentro di se predice che una tale azione avra' effetti dolorosi\footnote{Questa sua conoscenza deriva o da una esperienza che ha fatto da bambino, oppure da un ammonimento ricevuto dai genitori}.\\ La realta' che lui percepisce e' una realta' che lui sta' creando dentro di se. Ad ogni segnale sensoriale che riceve da' un significato, ad esempio, alcuni segnali luminosi saranno per lui delle ``forme'' e alcune forme le pensera' come ``oggetti''. Agli oggetti attribuira' delle proprieta'. Quindi, ad esempio, se avesse piena coscienza dei suoi meccanismi cognitivi, potrebbe dire: ``dalla luce che vedo dai miei due occhi riesco a tracciare delle forme. In particolare, una forma che vedo e' compatta e ha una profondita'\footnote{la profondita' e' percepita dal fatto che ogni occhio riceve la luce da due punti differenti e da altri indizi, vedi \url{https://en.wikipedia.org/wiki/Depth\_perception}} quindi dico: ``e' un oggetto'', inoltre, noto anche le seguenti proprieta': e' tonda e grigia. Per tenerla in mano, avverto uno sforzo muscolare, quindi dico ``e' pesante''. Considerando tutto, dico ``esiste un oggetto tondo, grigio e pesante. Ho visto altri oggetti simili e ho imparato a chiamarli \emph{pietre}. Siccome, tutte le pietre che ho visto fin'ora le ho sempre ritrovate nel posto in cui le lasciavo, dico che qui dove mi trovo, esiste una pietra\footnote{In questa frase stiamo anche implicitamente considerando il suo concetto di spazio, che e' sempre un qualcosa che l'uomo crea dentro di se. Vedi \url{https://en.wikipedia.org/wiki/Spatial\_ability}}''. \end{rem} \begin{rem} Il lettore potra' chiedere: ``eppure la realta' e' oggettiva, non e' solo una cosa dentro di me. Ad esempio, quello che alcuni uomini postulano come esistente il piu' delle volte e' vero ed esiste''. Questa affermazione, e' da riesaminare in base a quanto e' stato appena detto, e si puo' riesprimere cosi': ``tuttavia, quello che alcuni uomini postulano come esistente, il piu' delle volte \emph{lo postulo anche io} come vero ed esistente.''.\\ Percio' non esiste una realta'? Non proprio. Piuttosto: la realta' non esiste a prescidere da noi stessi. E, anche, non esiste una realta' piu' vera di un'altra. Infatti, la realta' e' un prodotto della mente umana che funziona. Funziona perche' servendocene riusciamo a soddisfare i nostri bisogni e desideri.\\ La scienza consente di concepire e utilizzare una versione molto raffinata di realta'.\\ Per ribadire il concetto: questo non significa che il Sole non esiste. Piuttosto: fino a quando \begin{enumerate} \item gli uomini chiamerano quella cosa luminosa nel cielo ``Sole'' \item le leggi della fisica odierne continueranno ad essere valide e \item gli uomini concepiranno le ``onde elettromagnetiche luminose'', \end{enumerate} gli uomini potranno costruire dei ``pannelli solari''. \end{rem} \begin{rem} Anche ``le cose invisibili'' sono entita' di cui l'uomo postula l'esistenza. Ne postula l'esistenza in base ad effetti indiretti, visibili. Un esempio sono le onde radio: tramite gli effetti elettrici che si vedono in un filo di rame (antenna), possiamo parlare dell'esistenza delle onde radio.\\ Lo stesso discorso vale anche per entita' psicologiche come le emozioni. Le emozioni sono una nostra concettualizazzione di quello che sentiamo.\\ Anche gli oggetti matematici, sono entita' che l'uomo sta' creando (cosciemente a incosciamente) dentro di se'. Ad esempio, un triangolo rettangolo. \end{rem} %%%%%%% \printindex \end{document}