Si ballava tre volte la settimana alla Società delle belle donne. Il martedì e il giovedì, la veglia non si protraeva però oltre il tocco. Il sabato solo, la festa durava fino all’alba vegnente.
Maddalena nelle prime feste si abbandonò con tutta la foga della sua gioventù e robustezza in preda alla molteplice voluttà di turbinare fra due braccia d’uomo a suon d’orchestra. Nuova voluttà per lei, chè da quando aveva lasciato la scuola non aveva più mosso piede. Era instancabile e stancava tutti. Eppure non era più pesante di una piuma.... quando danzava.
Ma in capo a qualche settimana parve annoiarsi di quel trottolare. Non aveva affatto estinto quella smania nel sangue di un moto continuo e vertiginoso, ma siccome, man mano la stagione inoltrava, le feste si facevan sempre più affollate, si finiva a ballare tutt’al più due minuti ogni mezz’ora e a passar il resto in processione attraverso le sale, sospirando, talora invano, altri due minuti — il che per lei era ultra nojoso. Non avendo delle ragioni particolari per ballare ad ogni costo, preferiva ritirarsi, con qualche amica, nel salotto giallo, riservato appunto alla conversazione delle signore, e che Maddalena chiamava la sua oasi. Infatti, essendo l’ultima delle sale sociali ed avendo l’ingresso difeso da una spessa portiera, vi si godeva una frescura, una quiete, un silenzio ch’erano un vero ristoro per chi veniva dalle torride sale in cui ferveva la danza.
Là su quelle poltroncine presso quel tenue fuoco che scoppiettava nel caminetto, coll’accompagnamento della sordina del gas, nasceva spontanea la conversazione e si sentiva il bisogno delle confidenze.
Ma è difficile che alle signore, tanto più se belle, venga fatto di restar sole.... Oltrechè la donna ha.... non sappiamo cos’ha.... ma qualche cosa ha certo che attira l’uomo sulle sue orme, quel ritrarsi così in disparte non poteva non destare sospetti e curiosità nei signori uomini, che invasero ben presto il salotto giallo. Sulle prime quelle signore n’ebbero stizza, ma dopo ci pigliarono diletto. La conversazione di molte gentili persone dei due sessi, che avevano a pensar solo a darsi buon tempo, se non era più intima, diveniva certamente più animata ed arguta.
Nel salotto giallo si formavano dei gruppi e si scherzava amabilmente. V’era un gruppo però che la vinceva sugli altri per numero e brio — quello della presidentessa. Ella aveva saputo attorniarsi delle donne più sapienti e degli uomini più scettici e più caustici.
All’intorno, come spettatori, v’era una schiera di giovinetti del primo corso di galanteria, i quali non dicevano niente per rispetto ai maestri, e che, con quei loro colli torti per l’attenzione e lo stupore, e con quei visi imberbi senz’altra espressione fuor quella delle cravattine bianche, facevan l’effetto delle foglie incurate che circondano un mazzo di fiori.
Quanti frizzi! quanti razzi! quante scoperte filosofiche e anche geografiche!
Ma ad alta voce si diceva quel che si può dire in una festa da ballo ad alta voce. Quel che si usa dire a bassa voce non lo si diceva che dopo cena, il sabato, fra quei quattro o cinque signori e signore dei più matricolati.... nessun marito presente. Allora si diceva l’indicibile con una grazia, un sapore, un buon gusto, che avrebbero deliziato Fiammetta.... Quello era il campo d’azione di Maddalena.... ma noi non possiamo, sgraziatamente, entrar in particolari, perchè erano tutta gente discreta e non divulgavan nulla, nemmeno una parola!
Si dice: per ballare, ma realmente le Società che si costituiscono per ballare, si costituiscono per amare.
Non sofistichiamo sulla parola, che è molto elastica, e può significare tutto quello che si vuole, e conveniamo che non può essere che così. Come, infatti, supporre che gente bella, giovane, ardente, di vario sesso, se ne stia insieme di frequente, per molte ore, volando abbracciata, mangiando, bevendo, ridendo, discorrendo, in un’atmosfera torrida, profumata.... godendo di tutte le voluttà dei cinque sensi, — senza che l’anima prenda un po’ parte alle ebbrezze del corpo? Ora, quando l’anima, ossia questo complesso di fantasia e di cuore, viene riscaldata dalle fiammelle che si svolgono dagli spiriti accesi della materia.... la prima cosa che fa: è amare. Preghiamo nuovamente di non sofisticare.
Noi abbiamo tanto buona opinione della umanità, da assicurare che riunendo a caso uomini e donne che non si sono mai veduti, e facendoli mangiare, bere e ballare, dopo un’ora — qualche coppia anche più presto — parleranno d’amore, e quindi.... Dunque è naturale che lo stesso avvenisse nella Società delle belle donne e con minore difficoltà, perchè, meno un certo numero di socj nuovi, tutti i membri si conoscevano, come sappiamo, da tempo — e perchè, qualche vincolo più o meno poetico già esisteva o era desiato.
Il romanzo di alcune giovinette continuò colla speranza del buon scioglimento, ossia conclusione — cominciò quello di altre — alcune signore ancor oscillanti si decisero — altre che s’erano già decise prima, mutarono avviso — questo non vuol dir che si pentirono! — altre, invece, replicando una volta ancora la prova del fuoco, ne uscirono illese, colla coscienza tranquilla, ma sospirose. Quanto a Maddalena, lo si sapeva che non era una donna facile, ma non si credeva poi che fosse una virtù di ferro, come mostrò di essere in mezzo a tante seduzioni. I giovani più abili e fortunati in fatto di galanteria, tentarono l’assalto.... e furono tutti sconfitti da’ suoi sorrisi beffardi.
Nè le adulazioni, nè i sospiri, nè le offerte.... di un’anima! ecc...., nulla le fece impressione. Tanti bellissimi giovani.... e nessuno fu tanto avventurato da farle ripetere quelle famose parole: «Eccolo.... è lui!»
Tale inqualificabile indifferenza sorprendeva i respinti, i quali, pratici nel fare i conti sulle esigenze del sangue delle donne e sulle solvibilità dei mariti, trovavano che ella avrebbe dovuto essere molto esigente, perchè v’era poca solvibilità — ma era forza accontentarsi di sorprendersi.
Se però Maddalena si mostrava indifferente per tutti i suddetti, non mancava di divertirsi a suo modo. Il suo modo era quello di farsi fare la corte dai giovinetti.... Ella godeva mezzo mondo vedendo i loro ansiosi sguardi frugarla da per tutto, godeva destando sfrenati desiderj, ch’ella incoraggiava con occhiate magnetiche e con parole equivoche.... per poi.... udita una timida dichiarazione, liberarsi con uno scoppio di riso.... o con un consiglio materno, che li faceva diventar rossi rossi, sudare, fuggire.
Ma nessuno sapeva nulla di nessuno, perchè nessuno aveva.... alcun che di buono a dire — e così Maddalena, alla sua età, passava per una donna superiore, e Minelli pel marito più invidiabile.
Ed ella stessa si credeva invulnerabile, perchè insensibile, ed era certa di poter continuare sempre a burlarsi degli uomini e a ridere delle debolezze delle donne.
Ma invulnerabile ed insensibile non voglion dire inaccessibile!
Maddalena faceva i conti senza l’imprevedibile e specialmente senza sè stessa.
Questo parrà strano, ma se fosse così, lo si vedrà.
Una sera, dopo i primi valzer, in quel momento di confusione che nasce in una sala da ballo allo svanir dell’ultima battuta, Maddalena sentì toccarsi il braccio. Era un’amica che, con una delle solite smorfie:
— Chérie — le disse — c’è qui il signor Soranzi, che desidera tanto l’onore di conoscerti.
— Oh! l’onore è mio.... — rispose con accento di sorpresa Maddalena, rivolgendosi e squadrando il giovine che s’inchinava muto e arrossente.... Quando egli rilevò la fronte, e i loro occhi s’incontrarono, un sorriso benevolo, quale di rado ella ne aveva per gli uomini, le spuntò, e naturale, quasi affettuosa, continuò:
— Non siamo conoscenze nuove.... mi pare.
— Allora io sono perfettamente inutile qui — disse l’amica, ridendo — ma.... mi raccomando! — e senz’attender altro li lasciò.
— Perchè vi siete fatto presentare....? — fe’ Maddalena, posando la mano sul di lui braccio e segnandogli con un gesto grazioso la via da tenersi.
— Era incerto sull’accoglienza che avreste potuto farmi.
— Che cosa temevate.... da una povera donna?
— Temeva che, a motivo di un certo incidente della mia vita.... mi aveste mal giudicato e quindi tenuto il broncio.
— Oh!.... che idea!
— Se vi foste ritenuta offesa, però, n’avreste avuto tutte le ragioni.... benchè io possa pienamente giustificarmi.
— Perchè doveva offendermi?
— Ma.... scusate — fece Oreste con sorriso stentato — quale effetto produsse in voi....?
— Nessuno.... Cosa volevate mai che sentissi? Mi arriva una lettera inattesa.... in cui un signore, che, sotto tutti i rapporti, io era ben lontana dall’imaginare potesse occuparsi di me, mi dice che....
— Che vi ama!
— Sì.... al tempo imperfetto.... adesso è imperfetto.... già! Sss.... ora parlo io.... Ecco la mia oasi, sediamo qui, se non vi spiace. Ma forse voi avete degli impegni, chi sa quante signore vi aspettano con impazienza....
— Nessuna m’aspetta, perchè io sono venuto solo per voi....
— Ah! ah! ah!
— Non credete?
— Credo.... credo.... Torniamo al nostro discorso.... Che vi diceva? ah! dunque.... ricevo una lettera inattesa....; mio padre la prende e va per sapere se quello che c’è scritto sta bene — gli rispondono che sta male.... Cosa volete mai che pensi io?.... penso che chi ha scritto è stato un po’.... troppo giovine.... e buona notte! Tutto è avvenuto così telegraficamente che non ha lasciato traccia.... Davvero, m’è parso un gioco di prestigio. Eccolo qua.... marcia, sparisci.... non c’è più! ah! ah!
— Nemmeno una punta di rammarico....?
— Ora non posso dirvi nè sì nè no. Se vi dico che la punta c’era.... faccio torto a mio marito.... se vi dico che non c’era.... vi dispiace.... vedete quindi.... —
Il giovine stette qualche momento sopra pensiero e mesto, poi mormorò:
— Pensare che per pochi mesi soltanto vi ho perduta per sempre!
— Non capisco.... ma forse è meglio.... e a che gioverebbe poi capire?.... Ritorniamo in sala?
— No, lasciatemi dirvi solo questo..... Ho bisogno d’essere perfettamente giustificato ai vostri occhi..... Via, siate buona, vi chiedo così poco! — Quando io vi scrissi quella lettera.... credetelo.... io vi amava perdutamente.... È inutile che io vi riferisca la scena violenta che ebbi con mio padre... potete imaginarvela... Dovetti cedere! E come non cedere, quando egli minacciò di rinnegarmi piuttosto che riconoscervi per mia moglie?
— Ah! è lusinghiero per me! — disse gajamente Maddalena.
— Non dovete offendervene.... ogni padre ha le sue idee fisse e non crede alla bontà delle idee dei figli, i quali, secondo i genitori, mancano sempre d’esperienza quando vogliono agire per impulso di cuore. — Il suo rifiuto, del resto, non implicava una opinione sfavorevole a vostro riguardo.
— Voglio ben crederlo.
— Ah! sì, credetelo.... tanto è vero.... ma questo ve lo dirò dopo. — M’era proibito di allontanarmi dall’università.... ero angustiato dagli studj.... non potei fare alcun passo verso di voi. D’altronde, dopo quel colpo di testa che doveva parervi ben ridicolo, come avere il coraggio di farsi vedere? — Erano scorsi pochi giorni, quando mio padre mi diede la notizia del vostro prossimo matrimonio.... Non vi dico che ho pianto.... perchè ridereste.... —
La voce d’Oreste, già tremolante, si spense, ed egli chinò il capo vergognando della sua debolezza. Il suo racconto era stato detto con un accento così ingenuo e sincero, che Maddalena quasi per sorpresa ne era stata interessata, e quando lo vide come avvilito, gli disse cordialmente, per toglierlo d’imbarazzo:
— E come mai non vi ho più veduto in tutto questo tempo?
— Se non aveste preso marito, io, finiti gli studj, avrei fatto tutti gli sforzi per piegare la volontà di mio padre. E vi sarei riuscito. Avevo il mio progetto e buono! Anche un figlio può minacciare.... basta la minaccia di perdersi! Ma quando seppi che vi maritavate... ricevetti tal colpo che durai fatica a rimettermi un po’ d’ordine nel cervello. Senza l’incubo dell’ultima prova all’università.... che per me voleva dire onore o ridicolo eterno.... non so che avrei fatto! Potete pensare se, finiti gli studj, pensassi pure a toccare questa città.... Viaggiai qualche mese. Quindi, allorchè bisognò pensare al ritorno, tremando all’idea di rivedervi dalle mie finestre, felice con un altro, e di essere un oggetto di derisione per voi....
— Via....
— Scrissi a mio padre che desideravo si traslocasse....
— Ah! ecco il perchè....
— Sì.... abbiamo una casa presso la stazione, siamo andati ad abitar là. Ma allora, quando tornai, sentii subito che non bastava.... era ancor troppo vicino a voi.... e dissi che voleva passar l’inverno in campagna. I miei genitori mi seguirono.... essi comprendevano molto bene lo stato dell’animo mio. Dopo l’inverno, venne la primavera.... seguì l’estate.... e nessuno pensava a ritornare, quando una sventura ci obbligò a lasciar la campagna. Mio padre, che soffriva, già da qualche anno, d’oftalmia, per un aggravamento improvviso, correva pericolo di restar cieco.... Si tornò quindi in città per aver a nostra disposizione i migliori professori.... Ma tutte le cure possibili giovarono a nulla....
— Cieco?
— Non precisamente, ma la sua vista è affievolita in modo che non può occuparsi di niente. Ora, tutti gli interessi di casa sono affidati a me. Quel che volevo dirvi poc’anzi è questo: Ora che mio padre è ridotto in così triste stato.... è un altro uomo. Mentre, prima, mi ha sempre distolto da ogni idea conjugale, ora egli vorrebbe che io prendessi moglie, perchè sente che il chiasso e le carezze dei bambini sarebbero per lui un immenso conforto. Non è egli vero che se voi oggi foste ancora libera, io potrei farvi mia ed appagare il vivo desiderio di mio padre?
— Ma egli m’ha rifiutata una volta per ragioni d’interesse.... e mi rifiuterebbe ancora.
— Non v’ho detto ch’è un altro uomo adesso? Basti dirvi che un giorno in cui mi pregava appunto di prender moglie, avendogli io risposto: — Perchè non me l’hai lasciata prendere allora.... Saremmo tutti felici! — Ma! sospirò.... allora non prevedeva.... e poi era così persuaso che il tuo amore fosse un puro capriccio giovanile, che ho voluto salvarti da un tardo pentimento. — E se adesso potessi ancora sposarla? — È un discorso inutile questo.... ma se tu trovi una brava ragazza.... sia anche senza un soldo.... purchè piaccia a te, sposala! — Non vi pare, Maddalena, che questo sia parlar chiaro?
— Sì — fe’ Maddalena ridendo — ma, come dice vostro padre, adesso sono discorsi inutili. — Ora ditemi un po’, come mai vi trovate su questa festa?
— Il marito della signora che mi ha presentato è mio amico. L’altra sera discorrendosi, al caffè, del carnevale, mi ha invitato ad onorare queste feste!.... — Ci sono belle donne?.... ho domandato ridendo. — Diavolo, è la Società delle belle donne! Abbiamo.... mia moglie.... abbiamo la signora Minelli.... — Non bastava sapere che v’eravate voi....?
— Non era una ragione.
— Ma diventò una ragione quando mi disse che dopo il vostro matrimonio eravate divenuta ancor più bella. Siccome questo mi pareva impossibile.... ho voluto accertarmene.
— Ah! ah! non vi domando se è vero.
— Perchè lo sapete.... Sentite, Maddalena!
— Sss! — ecco mio marito. — Paolo.... — continuò rivolta a lui che entrava, facendogli cenno d’avvicinarsi.
Minelli andò a lei lentamente.... e Oreste lo guardava con dolorosa sorpresa — non lo raffigurava più.
Le lunghe, troppo frequenti veglie e i nuovi disordini del carnevale avevano dato un forte crollo al disgraziato. Sembrava un cencio. Curvo, cascante, la faccia angolosa, la pelle giallastra con certi tocchi verdi che dovevan far fremere una donna. Le orecchie senza sangue, parevano essere state staccate e poscia male appiccicate.
Era cosa miseranda veder quell’ombra d’uomo, balbuziente, coll’aria imbecillita, venir offrirsi al confronto, colla balda e aitante consorte.
— Ho il piacere di presentarti il signor Oreste Soranzi.... — fe’ Maddalena.
— Ah! piacere.... — biascicò Paolo, con un inchino sur un fianco.
— Lo conoscerai.... È il padrone della casa in cui ha sempre abitato la mia famiglia....
— Ah! vedo.... infatti, adesso mi ricordo. Ma.... è un pezzo che non lo vedo.... Oh! se è un pezzo.... Sicuro.... ma che bel giovinotto s’è.... s’è fatto.
— Mi diceva che il suo povero papà ha quasi perduta la vista.
— Ohi mi rincresce.... proprio. Che lo saluti tanto il papà.... e anche la mamma.... Oh! venivano sempre in negozio.... E si balla.... si balla? Bravo.... Bravo.... a ben ri.... rivederla. — E cacciatasi una mano in una tasca delle falde.... lentamente s’allontanò.
Quando Minelli fu uscito, Oreste guardò fisso, con intenzione, Maddalena, la quale sorrise.
— Ho paura che.... — cominciò egli, ma fermandosi tosto già pentito.
— Di che cosa?
— Ve lo dirò un giorno.... se ve lo dirò....; ora è troppo presto.
— Va bene.... sentiremo anche questa....
— Signora Minelli — entrò a dire una voce da basso profondo — vuol favorirmi per la quadriglia....? è promessa, se se ne ricorda....
— Scusi, signor Soranzi, la quadriglia mi chiama.... Eccomi, signor Tabarini.... —
Quella sera — martedì — la festa fu breve, e Soranzi non potè dir altro a Maddalena. Contro il solito, essa ballò sempre.
Pensieri notturni di Maddalena dopo quel primo incontro.
Cosa voleva dire Soranzi colle parole: «Ho paura che....?» Che non mi crede felice o che presto dovrò restar vedova? Forse una cosa e l’altra.... Sarebbe un secondo marito conveniente Soranzi.... Ma lo sposerei io? — È ricco, ha modi da gentiluomo, è simpatico, n’ho sempre sentito dire un gran bene fin dall’infanzia.... ma non mi seduce.... Diciamo però la verità.... chi mai potrebbe adesso farmi perdere il cervello....? Se Giulio fosse stato Soranzi o se Soranzi fosse Giulio, quale felicità.... Maledetto Giulio....
Pensieri come sopra di Soranzi.
Un pensiero solo espresso da una parola sola ripetuta e vegliando e dormendo male: Maddalena!
Soranzi non mancava mai ai festini della Società, e tutti dovettero accorgersi che egli vi veniva per l’unico scopo di trovarsi con Maddalena.
I giovinotti e i giovinetti noncurati, allora cominciarono a guardar in cagnesco quel signore che non conoscevano, il quale aveva avuto semplicemente a mostrarsi per assorbire tutta l’attenzione di Maddalena e — quel che era orribile a pensarci — fors’anche le di lei simpatie — perchè le loro sedute a due erano d’una frequenza e d’una lunghezza tali da permettere di sospettarlo. — Dunque egli aveva dello spirito? — Però, pensavano che le cose non potevano essere serie.... perchè nessun atto, nessun detto meno che conveniente non era mai stato notato, neanche dai più indiscreti. — E tuttavia che si dicevano di così interessante da poter trovar piacere a star insieme tanto a lungo? — E quel Minelli che non ci trovava niente di male!
Maddalena, non solo non si curava di quello che si diceva e che non ignorava, perchè o la gelosia dell’uno o la malignità dell’altro glielo avevan lasciato capire — ma pareva facesse a bella posta di tutto per inasprire peggio e gelosi e maligni.
Tuttavia Soranzi non progrediva di un punto nella conquista di Maddalena. Ella lo lasciava discorrere di tutto, anche dell’amore in generale, ma quando egli toccava quel tal tasto.... ella faceva deviare il discorso. S’egli insisteva, ella scherzava — e una volta ch’ella volle lasciarsi costringere ad udire una dichiarazione formale, rispose seriamente una parola sola e glaciale: — Impossibile!
— Ebbene! — fe’ egli esasperato. — Sia pure impossibile...! Io vi amerò egualmente, perchè non posso vivere che a questa condizione. Avete capito? —
Ella non disse nulla, gli lanciò un’occhiata fra lo spaventato e il giojoso, che dovette lasciargli intravedere un lembo di cielo.... e non si lasciò più avvicinare per tutta la sera.
Coricandosi poi e pensando a quella escandescenza, Maddalena rideva mormorando fra sè: — Se io resto vedova stasera.... Soranzi mi sposa domani! —
Un sospiro del marito giù assonnato attrasse il di lei sguardo su di lui. Allora ebbe un moto di nausea e d’odio, e mormorò ancora: — È una posizione pagata a caro prezzo la mia.... Se.... il Signore volesse ricordarsi di me.... non sarebbe tempo? —
Frattanto finiamo d’avviluppare Soranzi.... perchè si sposa una fanciulla, si può corteggiarla maritata.... ma si può non volerla vedova.... Ora con Maddalena non si scherza più!
Soranzi non le fece più alcuna dichiarazione, temendo guastare. Egli si teneva certo, del resto, che un giorno o l’altro ella gli avrebbe corrisposto. Questione di tempo. Una donna come Maddalena non poteva non amare. Si vedeva che affettava indifferenza, che cercava nelle distrazioni mondane il mezzo di stordirsi, e rideva perchè troppo fiera per far la vittima, per mostrarsi crudelmente disillusa, disgustata di quel matrimonio contratto per inesperienza. — Ma un giorno doveva venire, in cui la sua pazienza sarebbe esaurita, in cui il suo cuore sentirebbe prepotente, invincibile il bisogno d’amare e d’essere amata. Allora egli sarebbe là.... e la salverebbe. Sì, perchè al suo amore, Soranzi annetteva anche una missione morale. Gli pareva che dandosi ad un altro ella cadrebbe nel fango — mentre, affidandosi a lui, ella sarebbe salva! — È la morale degli uomini innamorati sul serio.... e anche di quegli altri.