Abbiamo detto che Maddalena, dopo quel piccolo e innocuo sfogo in casa di Severina, ne partì guarita. Il disprezzo aveva ucciso in lei amore e dolore.... Uscendo da quelle camere le pareva di non aver mai conosciuto nè Giulio, nè Severina. Felice natura! Buona stoffa!
Qualche altra ragazza avrebbe pensato al suicidio — ed ella, non eran scorsi otto giorni che cominciava a ringrassare.... non poteva più vedere il caffè tostato, odiava il sale e gli agrumi, e quanto alle bibite spiritose, si limitava già ad un uso ragionevole.
Aveva tutto obliato, tanto che una sera li incontrò per via e non sentì al cuore la più lieve puntura, nè al cervello la più piccola onda di freddo o di caldo.
E quando lesse sur un cartellino alla porta che l’appartamento, di Severina era da affittarsi «anche al presente,» ebbe un sorriso di compiacimento. — E quando, pochi giorni dopo, Severina traslocò, non volle nemmeno fermarsi in casa, e per poter star fuori tutto il dì, trascinò i Papetti ad una scampagnata, in cui finalmente fu fatta la pace, per sempre, fra le potenze, senza umiliazioni da nessuna parte, ma con abbracci e inaffiamenti analoghi.
La sera stavano sotto tutti e tre.
A diciassette anni, però, non si caccia un amore senza sostituirvi un nuovo amore o qualcos’altro. Quelle che vanno al Conservatorio, per esempio, possono ingolfarsi nell’arte.... che permette poi molti altri surrogati — ma Maddalena che non andava al Conservatorio?
E sentiva un vuoto, un malessere, una impazienza, una noja, una smania senza scopo.... avrebbe voluto non vedersi più in quella città.... cambiar aria.... fare un’altra vita....
Fu allora che si pentì d’aver perduto volontariamente l’occasione di maritarsi. Oh! il suo sacrificio aveva proprio avuto una bella ricompensa! Se quel maggiordomo si fosse presentato di nuovo.... ella l’avrebbe accolto a braccia aperte. Ma ora tutto era guastato, ed il suo orgoglio non le permetteva certamente di mandargli a dire che aveva mutato pensiero.
Allora disse: — Il primo che mi capita, foss’anche lo spazzacamino, purchè possa mantenermi, lo sposo. Lodevole risoluzione.... e tutt’altro che rara. E si può anche aggiungere che, sapendosi di una donna che è giunta a tal grado di.... filosofia...., è quasi lecito dire che cosa sarà un giorno.
Quando si è in simili disposizioni e si è belle ragazze non si ha che a fare un po’ la civetta e.... lo spazzacamino, con un briciolo di pazienza, si trova.
E lo trovò anche Maddalena, e più presto di quanto sperava.
Il signor Paolo Minelli....
Un momento.... omettevamo di menzionare un incidente.... insignificante, per verità, in sè stesso, ma che per una certa relazione che ha col resto del racconto, non vuol essere taciuto.
I signori Soranzi, proprietarj della casa in cui abitavano i Papetti, avevano un figlio — unico — che si chiamava Oreste, e «faceva» l’ultimo anno di legge all’università. Venuto a passare in famiglia le feste di dicembre, gli avvenne, la mattina del giorno di Natale, d’incontrare Maddalena che, colla madre, tornava dall’aver ascoltato le indispensabili tre messe.
Vederla, restar stupefatto e invaghirsene fu una cosa sola. Durante gli studj universitari, egli aveva perduto di vista Maddalena, che prima, d’altronde, e per la troppa giovinezza e per il suo modo di vestirsi e di acconciarsi, non attirava certo lo sguardo.
Ma rivederla ora nel fiore de’ suoi vezzi, colla fisonomia animata dal primo amore di cui gustava, solo da un mese, il primo miele, ricordarsi d’un.... bruco e trovare una splendida farfalla.... come non restarne colpito?
L’effetto del colpo si vide subito. Ogni festa egli salutava l’università e veniva a bearsi un momento gli sguardi nella bella fanciulla.
Egli salutava — ella chinava il capo per quella deferenza convenzionale che ha l’inquilino pel padrone di casa, e tutto finiva lì.
Era meno di niente, ma bastava a lui per riscaldarsi sempre più. È quel che avviene a ventiquattro anni.
Voleva parlarle.... voleva farsi meglio capire da lei — ma come fare? Ella era sempre accompagnata.
Finalmente una domenica — di marzo — essendo per caso sul balcone, vide Maddalena uscire.... sola. Non era scorso un minuto ch’egli si trovava al fianco della fanciulla, tutto ansante, e stava già per levarsi il cappello e dirigerle la parola.... ma ella a quell’atto finse di non riconoscerlo, si fece rossa di dispetto — egli credette di pudore — calò il velo, e affrettando il passo verso una chiesa poco lontana, vi entrò....
Oreste avrebbe fatto molto bene se l’avesse seguita, perchè avrebbe scoperto che facendo le viste di andar in chiesa a prender lezioni di dottrina cristiana, Maddalena entrava dalla porta maggiore.... usciva tosto dalla porticina di dietro, e di là si recava alla casa di Giulio — e tale scoperta l’avrebbe guarito perfettamente.
Invece egli si fermò per paura di far paura alla timida cervetta.... e se ne tornò a casa più innamorato di prima. — «Oh! io sono stanco di far questa vita — diceva fra sè — adesso prendo la laurea e poi la sposo. È povera.... ma sono ricco io, e basta.» —
Le cose fino al giugno andarono avanti così, anzi peggio, perchè Maddalena non ebbe più occasioni di andar in chiesa all’ora della dottrina cristiana.
Ma in giugno, verso la metà, mancando poche settimane a finire il corso, Oreste pensò che era tempo di fare il primo passo. E scritta una bella lettera di dichiarazione, la consegnò alla portinaia, perchè la facesse tenere in gran segreto a Maddalena. Quindi partì.
La risposta era desiderata per la prima domenica.
La lettera fu consegnata, e Maddalena, per quanto potesse desiderare un buon partito, fu ben sorpresa di vedere che aspirava a lei nientemeno che il figlio del padrone di casa. Da quella brava fanciulla che era, e anche per far presto — avendone abbastanza di quanto aveva passato con Giulio — diede la lettera ai genitori, i quali strabiliarono e piansero di contentezza.
Ma la gioja.... ahimè! fu breve.
Il padre Papetti, presentatosi al padre Soranzi e mostratagli la lettera del figlio dicendogli «che era venuto per prendere i debiti concerti fra genitori, come è uso in simili casi» — ebbe la sgradita sorpresa di vedersi stracciar la lettera sul muso e di sentirsi dire:
— Mio figlio è matto.... Vi rimedierò io.... Spero che, dal canto loro, la cosa non avrà seguito.... altrimenti dovrò pregarli di andarsene da casa mia. —
Papetti, esterrefatto, colpito da paralisi, non fu capace di dire più di «Sissignore....» e non si riebbe che quando, restato solo, comprese che si doveva uscire.
Il padre Soranzi partì e tornò dopo due giorni — il figlio sospese le sue gite festive — e non se ne parlò più.
Il padre Papetti disse in casa con calma e dignità che non avevano potuto intendersi sul capitolo interesse e che quindi non bisognava pensarvi altro. — «Del resto.... meglio! — aggiunse — il signorino è troppo giovane per essere un buon marito; per Maddalena ci vuole un uomo posato. E lo troverai.... sta pur sicura!»
Papetti — chi l’avrebbe mai detto? — fu profeta.
Il signor Paolo Minelli — detto Minella Bellabarba — stava di casa ed aveva anche, da venti anni, il negozio, precisamente di fronte all’abitazione di Maddalena.... quindi aveva veduto nascere, come si dice, la fanciulla. Più tardi ne aveva ammirato la serietà e la gravità, e diceva sempre a sua moglie: «Se io avessi una figlia, vorrei che fosse come quella ragazza lì.»
Ma la figlia non venne mai — anzi, anche la moglie, forse perchè si vedeva inutile, pensò bene d’andarsene anche lei.
Rimasto vedovo, dopo qualche tempo sentì che quel gran dolore che aveva messo sul cartellone funerale non lo opprimeva più.... Egli voleva ancora essere addolorato per sempre, e quindi sospirava, parlava continuamente della morta, ne vantava le virtù: — «Una donna come quella!» — ma in sostanza, più che pensare alla trapassata, sentiva delle aspirazioni verso le presenti.
Maddalena aveva allora compiuto la sua metamorfosi, e il nostro buon Minelli non potè a meno di restar colpito da quella trasformazione, per cui, conservandosi sempre quella ragazza costumata, seria, grave, ecc., aveva acquistato anche le qualità più appetibili. Quella era la perfezione, perchè ve n’era per il morale e anche per il fisico, e Minella voleva appunto che le due cose non andassero disgiunte.
Cominciò dal formar dei desiderj e, ai sospiri per la defunta, mesceva quelli per la viva.
A cinquant’anni gli occorreva una ragazza soda. Nulla di meglio di Maddalena, ch’era soda di carattere — e di carni.
Ma come aver l’animo di farsi innanzi?
Egli la conosceva....; in addietro, per molto tempo le aveva dato anche del tu — ma da qualche anno si stava sul lei.... Questo non voleva dir niente, ma egli si sentivo in soggezione. Se non avesse saputo — il Papetti non aveva potuto a meno di sfogarsi con qualcuno e la cosa s’era propalata — se non avesse dunque saputo del rifiuto dato da Maddalena a quell’altro, avrebbe avuto un coraggio da Don Giovanni.... ma così, sebbene si ritenesse ancora.... con poche ragioni, un bell’uomo — tuttavia non poteva nascondersi che cinquanta e diciassette anni, nel matrimonio, stanno male insieme. Si possono tutt’al più giocare al lotto.
Ma ogni qualvolta egli la vedeva, la tentazione diveniva sempre più forte.... finchè una notte dovette prendere il partito di commettere la corbelleria.... ossia di tentar di commetterla. Avrebbe rifiutato anche lui....; pazienza! Se non altro sarebbe uscito d’incertezza.... e gli sarebbe sempre restata la consolazione della volpe.
Maddalena, dacchè s’occupava tanto della sua toilette, andava spesso nel negozio Minelli — per cui il nostro innamorato ebbe presto l’occasione di parlare.
Per attaccar discorso, cominciò dal dirle che gli pareva, da qualche tempo, di non vederla più con quella sua amica.
Maddalena rispose che aveva capito non esser quella un’amica per lei.
Allora Minelli, felicemente ispirato, disse che aveva ragione, perchè una ragazza bella, buona, onesta, laboriosa come lei... insomma, questo.... insomma, quell’altro.... conchiudendo con una frase che doveva servir di addentellato — «Beato chi sposerà una donnina cara come lei!» —
Ah! Minelli in quell’istante aveva proprio l’occhio del pesce morto.... il che, con quella stortatura di collo, con quella gran barba nera e quei riflessi di luce sull’eburneo cranio, formavo un complesso abbastanza comico.
Maddalena capì che c’era qualche cosa, disse fra sè: — Il mio uomo è forse qui! — e lasciandogli allora piovere lentamente negli occhi uno sguardo languido, affettuoso, disse solo:
— Crede?
— Ah! sì.... ma bisogna anche aver un coraggio da leone per osar di aspirare alla sua mano.
— Perchè? — fe’ essa mostrando grande sorpresa.
— Dico così, perchè so che ella ha già rifiutato un buon partito.
— Non mi piaceva.... ed io ho avuto un po’ paura. —
Con che grazia disse questo. Pareva umiliata del suo stesso rifiuto.
Minelli allora, lisciandosi la lunga barba e facendosi pettoruto per mettersi tutto in rilievo — ma balbettando — sentiva avvicinarsi l’istante fatale della sentenza:
— Chi sa.... chi sa che cosa Ella desidera!... Chi sa quali pretensioni.... giustissime del resto....
— Io?.... oh! signor Iddio! — Quanta umiltà in quella scrollatina di testa e nello sguardo dolcissimo. Come a dire: «Sono gli altri che devono degnarsi di me.... non io degli altri.»
Il povero uomo sentissi conturbato da capo a piedi.... tanto che ella fece un grazioso inchino accompagnato da un «Riverisco,» ed uscì, senza che egli potesse più dir una parola.
Maddalena passò tre giorni di fila davanti a quella bottega senza entrarvi, ma ricercando evidentemente collo sguardo il Minelli, che accorreva subito sulla soglia a salutarla.... Ella, che s’era fermata per caso davanti alla vetrina, rispondeva arrossendo.
Il quarto giorno, Maddalena tornando a casa, verso le cinque, notato dall’opposto marciapiedi che Minelli era solo in bottega, attraversò la via ed entrò.
— Vede.... pover uomo? — esclamò sospiroso il merciajo — qui solo come un cane. Mentre tanti hanno moglie e non sanno che farne.... io....
— E perchè non la prende?
— Perchè amo una donna sola.... e non so come dirglielo.
— È così difficile?
— Ah! sì.... è troppo bella! —
Maddalena sembrò non capire nemmeno che si potesse trattar di lei — disse solo sorridente e buona:
— E allora.... se non glielo dice.... non lo saprà mai. —
Poi tacque e arrossì sotto il di lui sguardo luccicante.
Egli, dopo un istante d’imbarazzo..... si fece cuore. — Chinatosi, le prese una mano, che stette qualche tempo a contemplare in estasi.... poi si levò lentamente un anello dal mignolo e glielo posò sulla rosea estremità dell’anulare.... e, respirando con affanno, mormorò:
— Ecco.... gliel’ho detto.... Ora attendo la risposta. —
Ella tacque alquanto, meditabonda, mesta.... poscia con voce commossa e con due lagrime — due perle! diceva Minelli quella sera all’osteria — disse con espressione di riconoscenza:
— Grazie. —
Indi uscì.... portando con sè l’anello.
Minelli era solo, ma gridò come fosse sur un palcoscenico: «Oh! gioja!»
Un’ora dopo, egli faceva la sua prima visita ai Papetti — e, come s’è visto, fu un matrimonio a vapore.
— Per noi già non occorrono nè informazioni, nè lo studio del caratteri — diceva Minelli. — Ci siamo sempre conosciuti! —
Il mattino susseguente la domanda del merciajo, Papetti volle proprio incontrar Soranzi padre e dirglielo:
— Sa poi.... mia figlia sposa nientemeno che il signor Minelli.
— Perchè niente più? — ribattè l’altro, ironico.
— Oh! è abbastanza.
— Chi si contenta, gode. Piacere tanto! — e, salutatolo coll’indice, se ne andò.
— Che rabbia che ha! — disse Papetti fra sè con una buona fregatina.