Era il crepuscolo d’una sera d’aprile.
Nel cielo purissimo, uscivan le prime stelle. Respirando quell’aria tiepida e olezzante, i giovani sentivansi agitati da strani sussulti, e.... gli altri ricordavan, melanconicamente, il tempo trapassato delle vibrazioni simpatiche.
Nella graziosa villina che, da alcuni giorni, un signore aveva presa in affitto, sulla sfonda del piccolo lago di V...., regnava un perfetto silenzio.
Ma non era deserta.
In giardino, seduto, presso la vetriata semiaperta, un uomo tremava convulsamente e guardava smarrito il cielo con occhi lagrimosi.
A pochi passi da lui, nella sala, giaceva una giovinetta svenuta.
Ad una finestra del secondo piano si vedeva del fumo e una massa bruna.
Aveva forme di donna.
Quella.... donna fumava tranquillamente la sua cigarette.
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Tutto ciò è orribilmente immorale — ma noi saremmo molto lieti, se, in tutti i casi in cui i genitori vendono le loro figlie.... la paura della fame fosse, da una parte, l’incentivo al delitto.... e dall’altra, vi fosse la passione vera.
Ma, come sa chi ha viaggiato attraverso questo gran mondezzajo di carne umana — in genere, non si vende che per ingordigia o per assicurarsi la poltronaggine. — Quel lavoro costa tanta fatica e rende così poco; e i bisogni sono tanti! —
Vi sono poi le vendite legali, ossia per contratto.... di nozze — ma quelle sono vendite sacre.... e la moralità pubblica, che vede rispettate le convenienze sociali, s’inchina.... «Mah! là.... col matrimonio si fa la famiglia!» Si è venduto.... è vero — in quella casa potranno esservi torture, lagrime, odj, mostruosità, ribellioni, tradimenti, crimini.... ma sulla casa sta scritto: — Famiglia. — E ci dite poco voi?!
Dopo tutto, consoliamoci, pensando che nè la morale, nè i romanzi non impediranno mai a nessuno di sentirsi il capriccio di comperare. E quando uno compera, trova sempre chi vende. E guaj se l’industria e il commercio rovinassero! Povero mondo.... allora!
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La fiducia espressa da Costanza nel ravvedimento del marito sarà parsa più che arrischiata. Che essendo perfettamente onesta, ella non potesse credere alla serietà di quel deviamento, sta bene — ma che avesse a promettersi il ritorno del colpevole emendato, ecco quello di cui sarebbe difficile capacitarsi, quando non si pensasse che la gente tre volte buona è sempre.... maravigliosa.
Una moglie buona, soltanto due volte, doveva piuttosto temere che, preso il volo e il gusto alla vita indipendente, non avesse, secondo ogni probabilità, a preferire il cambiare d’oggetti al ritornare sotto il tetto conjugale.
Ebbene, invece, le parole di Costanza furono profetiche.
V’è una chimica anche in amore e, guai se gli elementi non hanno proprietà che possano combinarsi. Pensate alle migliaja di matrimonj fatti a furor di cervelli, e.... sciolti l’indomani o quasi, con egual furore — o peggio che sciolti.
La mente ricorre, involontariamente, a certe esaltazioni al trono fatte a furor di popolo in.... amore — coll’immediato correttivo di quattro pugnalate, visto che l’esaltato di jeri era d’ostacolo alla nuova esaltazione del domani.
Eppure il furor di jeri era sincero! Almeno....
Ma, veniamo ad Oreste, il quale, quando scrisse quella bella lettera al suocero, avrebbe dato certamente del pazzo a chi gli avesse detto che egli era vittima di null’altro che d’una illusione prodotta da una straordinaria effervescenza del sangue, e che ne sarebbe presto stato persuaso da sè stesso.
Non bastava che il fuoco acceso fosse furioso — eran necessarj anche gli alimenti per mantenerne la violenza — e, invece, difettarono, mentre sopravennero in copia materie, le quali non potevan che spegnerlo.
La convivenza di quel tre esseri era un assurdo. Se Soranzi non lo sentì prima, lo sentì dopo.
Noi possiamo valerci di qualunque mezzo per arrivare al possesso d’una donna.... purchè quel mezzo resti poscia invisibile. Ora, Maddalena sarebbe sempre presente!.... Maddalena, che non avendo più bisogno di fingere nè con l’uno nè coll’altra, si esprimeva col suo cinismo abituale. Ma questo era intollerabile, oltrechè disonorevole pel suo stesso sentimento — questo sfigurava persino la Silvia, la quale non ci aveva colpa, ma non poteva impedire che l’aureola infernale, da cui, agli occhi di Soranzi, appariva cinta la testa di Maddalena, lasciasse cadere su di lei una luce uggiosa, a dir poco.
Un altro acerrimo nemico di quell’amore era il valore intrinseco di Oreste, di fronte al non valore di Silvia. Oreste vide subito che quella fanciulla era niente altro che bella. Forse per l’estrema giovinezza, o per l’insufficiente educazione, o per l’ignoranza della vita — come essere sociale era zero. Tutto quello ch’essa poteva fare per lui, pel suo amore, era.... abbracciarlo. Era molto, ma troppo poco per un uomo del carattere, dell’educazione e dell’età di Soranzi.
Bella bambina.... ma bambina.
Si poteva educarla — ma corrisponderebbe poi alle cure? — La educherò io, — si disse per un momento, ma ne comprese tosto l’impossibilità.
Forzato a tener celata al mondo la sua conquista, come educare.... quando l’educazione vera sta nel viaggiare attraverso la vita degli altri?
Come educare.... quando quella madre distruggerebbe sempre l’effetto delle sue serie ed oneste parole?
Ed egli continuerebbe dunque a vivere così, — per finire fra quelle due donne, spregiato e spregevole a’ suoi stessi occhi?
A peggiorare ancora la situazione s’aggiunse, dopo un mese, il timore per Oreste che l’amore di Silvia non fosse che una fiamma prodotta dall’età e dall’occasione.... e per conseguenza il pensiero che qualunque altro uomo «presentabile» messole al fianco dalla madre le avrebbe fatto la medesima impressione. In ciò non s’ingannava, come si è potuto agevolmente indovinare.
L’animo di lei, infatti, non aveva alcuna di quelle manifestazioni dinotanti la miracolosa metamorfosi, che è la prima opera del primo amore.
Un incidente imprevedibile venne poi a dare l’ultimo colpo all’affetto già incertissimo di Oreste e a fargli prendere la risoluzione di troncare per sempre ogni rapporto con quelle due donne. Un giorno, Maddalena, per cui la temperanza non era forse la virtù principale.... passati oltre il solito certi limiti, già tutt’altro che limitati, non sapendo più bene quello che si dicesse, mise fuori dei progetti e si permise delle sollecitazioni, che fecero balenare alla mente di Oreste il sospetto che egli fosse stato la vittima della congiura di due furbe matricolate.... S’ingannava.... ma il sospetto v’era — e siccome, quanto più un sospetto è irragionevole, tanto più facilmente diventa in breve una certezza, da cui non si riesce a liberarsi, egli fuggì da quella casa, che da tal momento diventava un inferno.
Una mattina non lo trovarono più. Aveva lasciato un biglietto, in cui diceva che i suoi affari rendevano necessaria per alcuni giorni la sua presenza in città — intanto non si movessero dalla villa....
— Ha fatto bene — disse Maddalena — questo terzetto cominciava ad annoiarmi. Un po’ d’intermezzo non fa mai male. —
Otto giorni dopo, quando lor pareva che l’intermezzo si prolungasse di soverchio, giunse alla villa un vecchio signore di venerando aspetto, il quale chiese di parlare colla signora Maddalena, da solo a sola.
Quando ella sentì dal suocero di Soranzi — chè era lui — che bisognava rinunciare a rivedere Oreste, per le tali e tali ragioni, montò su tutte le furie. Un altro individuo avrebbe preso il suo cappello e battuto in ritirata, per paura di qualche brutto servizio. Ma il suocero era tetragono e troppo interessato, d’altronde, al miglior scioglimento di quella commedia, per lasciarsi intimorire. Alla prima sosta che Maddalena fece per prender fiato, disse con flemma due paroline, che le tolsero la voglia di continuare sul medesimo tuono, e, quando la vide più trattabile, seppe farle comprendere che il miglior partito — anche perchè il più utile — era per lei quello di rassegnarsi.... sotto date condizioni.
Maddalena, vedendo che non v’erano più speranze, pensò solo a far pagar cara la sua rassegnazione — e crediamo che Soranzi abbia dovuto ricordarsene per un bel pezzo!
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Dopo, la madre si trovò sulle braccia la figlia abbandonata, alla quale bisognava pur rivelar tutto.
Come fare? La ragazza era ancora nel primo sogno d’amore, e il destarla, per sorpresa, poteva essere pericoloso. Ora, Maddalena, che aveva fatto il primo passo nella via della speculazione — e a lei era costato pochissimo anche quello — non voleva, per niun conto, che il dolore avesse, non che ad avvizzirne, pur a sfiorarne la bellezza.
Non v’era che un mezzo solo — rendere ridicolo e odioso Soranzi agli occhi di Silvia — e se ne valse, e si può agevolmente imaginare s’ella trovasse le parole acconce.
Contemporaneamente — per non distruggere, senza edificare — la erudiva nella scienza della vita, nella sua scienza, e con tale accanimento, che l’anima della povera fanciulla, in breve, non ebbe più alcun pudore.... e cominciò a sogghignare, come sua madre.
Se Soranzi, per caso, fosse ritornato, a tanto mutamento avrebbe creduto di sognare o d’aver sognato prima.
Il guasto era talmente profondo, che quando Maddalena le rivelò che Soranzi era ammogliato, esclamò: — Tanto meglio, così sarò più libera! — e quando, a certi sintomi, essendosi compreso che madre natura non s’era data alcun pensiero delle convenienze e aveva fatto il suo dovere, nacque la discussione se fosse da preferirsi l’arrischiare o il sopprimere.... si decise di comune accordo che, tutto ben considerato, era meglio....
Fortunatamente la Natura medesima parve preoccuparsi della questione di moralità, e ribellandosi.... a sè stessa.... dimostrò l’inutilità, pur di tentar un delitto che avrebbe potuto costar molto caro agli stessi rei!
Fuggiamo, fuggiamo da queste madri.... per ridere, che davvero farebbero piangere, se gli occhi, troppo abituati allo spettacolo di una folla di vergini che, in un batter di ciglio, qualunque sia l’educazione ricevuta, diventan cortigiane.... potessero ancor sentirsi offesi.
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Agitiamo l’incensiere, purifichiamo, profumiamo.
Era scorso un mese all’incirca dal giorno in cui il suocero, compiuta la sua missione, era tornato presso la figlia, in campagna.
Una sera, verso le undici, Soranzi stava scrivendo al suocero. Non aveva ancor avuto il coraggio di scrivere a Costanza, ma, all’indirizzo del primo erano già partite trenta lettere, che finivano tutte colle parole «lavoro e spero».
La penna aveva vergate, per la trentunesima volta, quelle parole, e v’aggiungeva queste altre «comincio a star male,» quando l’uscio s’aperse e una bianca visione apparve sulla soglia.... Soranzi, al lieve rumore, alzò lo sguardo e trasalì di gioja.... ma non si levò....; attendeva tremante la prima parola per sapere se gli era concesso gettarsi a’ suoi piedi per adorarla.
Ella mosse verso lui lentamente — e non tremava meno.
— È l’ora del tè.... — balbettò, quando gli fu vicina, con un filo di voce. Era l’emozione del perdono che ella accordava.
Soranzi non potè proferir accento, tanto la sentì grande.
S’alzò — ella gli porse la mano, e, silenziosi ambedue, uscirono.... e s’avviarono verso una nota portiera.
— Come....? — mormorò Soranzi fremente di voluttà.
— Il tè è servito qui.... stasera. —
Ella rimosse la portiera ed entrarono.
Le finestre erano aperte; dal giardino venivano onde d’effluvj.
Lontan lontano, gemeva una romanza.
— Che aria pura.... sana.... questa! — esclamò Soranzi, giungendo le mani.
— Respiriamola sempre?....
— Oh! sempre.... —
Assicurano che non si possa dire: «nè mai nè sempre,» ma Soranzi potè sempre dire di non essersi illuso quella sera.
Ci hanno riferito che Costanza, qualche mese dopo, benedisse quella momentanea sospensione di vita conjugale, perchè, quando fu ripresa, si potè ottener quello che prima s’era aspettato tanti anni invano.... Il nonno lo chiamò il figlio della riconciliazione.
Se c’è qualche matrimonio infruttifero e se l’esperienza invoglia....
Ma, se i mariti si rassegneranno, non crediamo che le mogli avranno il coraggio di ripeterla. È un’esperienza troppo fisico-chimica.