Rientrando in casa, Soranzi, quella sera, trovò Giovanni in anticamera che lo attendeva e che gli porse una lettera, dicendogli gravemente:
— La sua signora non c’è; è uscita col suo signor padre.... lasciandomi questo biglietto da consegnarle, immediatamente, al di Lei ritorno.
— Va bene — disse secco Soranzi, dirigendosi verso lo studio, in cui si rinchiuse al solito.
Quindi, aperse e lesse:
«Caro genero,
«Se hai dei dolori morali, perchè vuoi che abbia a soffrire la mia povera Costanza, la quale non ti ha mai cagionato il benchè menomo dispiacere in quattordici anni di unione?
«Le hai detto di regolarsi come crede....?
«Spiegati.
«È interesse di tutti, anche tuo, che simili scene disgustose — senza ragione apparente! — non abbiano a rinnovarsi — e certamente si devono poter evitare.
«Tuo suocero.»
Risposta di Oreste.
«Carissimo,
«Sì, mi spiegherò.
«E mi sarei spiegato con mia moglie questa sera stessa, anche non invitato, perchè non ne potevo più e perchè.... mi ripugna la odiosa e ridicola commedia del marito che fa l’uomo rigido, l’uomo dei principi, l’uomo morale, il cascante colla moglie, alla luce del giorno — mentre tiene una o più amanti nelle tenebre.
«No, io disdegno ogni finzione, ogni ipocrisia — ed ho il coraggio di dire: Ieri io era un buon marito — oggi non lo sono più!
«Tu dirai che io sono un uomo disonesto, perchè calpesto i miei doveri, perchè dimentico i miei giuramenti, perchè rendo infelice la tua buonissima figlia — ed io ti do ragione. Ragione, perchè sei padre, perchè realmente è una enormità.... ma ti dico:
«Se tu sei da tanto da strapparmi questa passione dal cuore, se tu sei da tanto da rimettervi il primiero affetto che nutrivo per Costanza.... avanti!
«Riesci e io ti benedirò.
«Ma, hai capito — non di consigli ho bisogno, ma di tanaglie.... Dio, io non ci vedo più.
«Scusa, mio caro, se io ti scrivo in questo modo, se io ferisco così crudelmente il tuo amore di padre.... ma credilo, io mi sento proprio impazzire....
«E io l’amo sempre, vedi, tua figlia — ed è questo che rende più orribile ancora la mia posizione, più intollerabile l’esistenza, perchè io non posso pensare a quell’angelo, senza odio di me stesso — non posso, senza disprezzarmi, ricordare che io sono stato villano, inumano con lei.... — ma la sua presenza è la condanna della mia passione, ed io devo fuggire per non veder più quell’eterno, vivente rimprovero.
«Tu, l’uomo onestissimo, che, in tutta la tua esistenza, non hai mai avuto un istante d’esitazione nel compiere il tuo dovere — non solo non comprenderai, ma anche riuscendo a comprendere, rifiuterai d’ammettere che un uomo della mia età, e del carattere che tu conosci, possa calpestare improvvisamente tutto, per seguire una.... gonnella!
«Gli è perchè tu non sai in qual modo io sono arrivato a questo punto.
«Io so che, quando l’anima tua si aperse al primo amore, tu avesti anche la più ampia soddisfazione che il cuore umano possa bramare.
«La amasti.... e la ottenesti!
«Il tuo cuore si conservò puro, così, la tua mente conservò tutte le sue illusioni, il sangue una perfetta calma — e vivendo della vita che era il sogno della tua giovinezza, tu potesti non vedere e non curare i pericoli di cui è sempre irta l’esistenza di tutti.... — ma io?!
«Io potei, a mala pena, sognare, qualche istante, questa vita del cuore, che è indispensabile agli uomini, uomini come noi, s’intende, incorrotti. — Sognare, dico, perchè la donna, per la quale mi struggevo, dapprima mi fu rapita — e quando, incontratala una seconda volta, avrei potuto possederla.... mi fu tolta, ancora, da una tremenda sventura.
«Non chiedermene di più, perchè, ne soffro troppo.... soffro, perchè penso che se allora i miei voti fossero stati appagati, io non sarei ridotto a questo punto — soffro, perchè quella donna, delusa, allora, al par di me, ora è diventata un oggetto spregevole, mentre, a me unita, sarebbe ancor una donna onesta — soffro, perchè non posso risparmiare Costanza!
«Tu dirai: ma adunque, perchè sposasti mia figlia?
«Ti rispondo: — Ero in uno stato di prostrazione morale — il mio cuore non batteva più — mi sentivo profondamente, amareggiato e disgustato di tutto — vedevo, innanzi a me, una lunga vita morta.
«Tua figlia mi apparve come un angelo di consolazione, come una suora di carità, che avrebbe potuto, col balsamo della sua anima soave, guarire l’anima mia.
«Guarii sì.... ma non vissi.
«Tuttavia, non fui egoista.... Commosso all’affetto che tua figlia portava a quest’uomo freddo, insensibile, mi forzai, per non renderla infelice, ad aver, almeno, l’apparenza d’un altro uomo. Fu uno sforzo che mi costò.... e guaj per ambedue se mia moglie non fosse stata Costanza.... ma ella esigeva così poco.... Le bastò ch’io mi mostrassi amabile.
«A te.... non fui onesto?
«E credo che se la nostra unione fosse stata benedetta.... forse il mio cuore si sarebbe sgelato davvero e tutto — ma, nemmeno un figlio venne a rallegrare la nostra casa e tanti anni scorsero in un’atmosfera di tiepida cortesia.
«Si nasce per questo?!
«Ah! no — e io lo sentivo tanto che volli essere quello che non ero.... — volli essere ambizioso, volli fare l’uomo pubblico con tutte le sue piccole vanità, le sue passioncelle, e vi misi il maggior ardore. — Si trattava di riempire tutto il tempo che io doveva, per forza, starmene sulla terra! — Riuscii.
«Mi credeva sicuro del fatto mio, quando.... bastò una visione a distruggere tutto e ad attirarmi, colle sue irresistibili lusinghe, in un mare di fuoco.
«Ora vi sono — brucia il mio sangue, brucia l’anima mia.... dovrò starvi finchè non sarò consunto.
«E non credere che io non abbia lottato.... — ma è stato inutile. Natura non si delude impunemente. Il mio cuore e il mio sangue essendo stati violentati per tanti anni — le potenze misteriose, nell’inerzia si sono moltiplicate, agglomerate, fatte giganti.... — ora, esse voglion battaglia....
«Non rileggo.... a che varrebbe d’altronde?
«Sono come istupidito.
«L’uomo che ha vissuto, comprenda questa immensa miseria umana e consigli mitezza al padre offeso. Ma se il magistrato deve cercar pena condegna.... pensi che chi pare carnefice.... è forse solo una vittima.
«Del resto, mi sottometterò a tutto.
«Tuo genero.»
Lo suocero rispose:
«L’uomo ha compreso. — Il padre non può essere più severo della figlia.
«Ammira questa donna, che, colpita nel più profondo del cuore.... trova ancor modo di sorridere — ben mestamente.... è vero! — dicendo: — Io vedo nell’anima sua e compassiono. È vittima d’un’illusione. Guarirà. Aspetterò rassegnata sinchè egli torni a me — perchè egli tornerà! —
«Noi partiamo per la campagna, ove resteremo finchè....
«Ti regolerai in modo che nulla trapeli di questo momentaneo dissapore.
«Dico momentaneo, perchè, tutto ben ponderato, credo che mia figlia finirà coll’aver ragione.... Purchè non finisca, prima, di....»