Giulio non s’era contentato di abbeverare di fiele il Soranzi, ma certo ormai che v’era qualche cosa fra quei due, era andato a contare il tutto a Severina e quindi anche a un crocchio di brutti uomini. Mezz’ora dopo tutta la festa sapeva che la Minella e il Soranzi se la intendevano.... cosa del resto naturale in chi da fanciulla, ecc., ecc. — Una donna che ha conosciuto un Giulio, — dicevano alcuni in faccia a Giulio stesso, il quale ne godeva tutto — che cosa può mai essere? —

Maddalena capì esservi alcun che di mutato nell’opinione pubblica a di lei riguardo, perchè tutti la guardavano con evidente curiosità — ma.... poteva anche essere a motivo della sua toilette.

Chi invece sapeva tutto e n’era dolentissimo, perchè una parola venuta all’orecchio del marito poteva aver delle conseguenze gravissime, era Oreste, che aveva ricevuto delle congratulazioni, quali misteriose e quali niente affatto....

Non essendo, per caso, fatuo, nè vano, le avea respinte.... con tutta la gentilezza e l’umiltà che si richiedevano — ma contenendosi a fatica.

— Ecco — si diceva — fra me e quella donna v’è niente, e io pel mondo sono suo amante. — A tale ingiustizia, le parole di Giulio gli diventavano menzogne, e la sua tenerezza per lei si accresceva. Avrebbe voluto avvicinarla, ma n’era trattenuto dagli occhi di tutta quella società che egli sentiva rivolti sopra sè stesso. Per far qualche cosa, entrò nella sala da gioco.

Maddalena, che da più d’un’ora non lo vedeva, dopo aver girato per le sale con aria indifferente, ma cercandolo, si decise a domandar a qualcuno se avesse visto, per caso, il signor Soranzi.

L’interrogato era una bella barba bianca, tutto compito e punto pettegolo — per cui, benchè conoscesse la cronaca della serata, rispose con perfetto ossequio:

— Se lo desidera, sta giocando al bigliardo. Vuol che glielo vada a prendere?

— No.... basterebbe ch’ella gli dicesse che mio padre ha dovuto partire. Mi fa questa finezza?

— S’imagini! —

Soranzi comprese il sottinteso, in due colpi perdette la partita e corse da Maddalena.

— Finalmente! — fe’ ella mostrando una gran gioja nel rivederlo e porgendogli la mano — credeva che foste proprio in collera per alcune parole inconsiderate che mi sono sfuggite in un momento di vivacità....

— No.... anzi, quelle vostre parole mi hanno reso felice....

— Felice?

— Sì.... il perchè di questo ve lo dirò....

— Un giorno; non è così?

— Appunto. Ho un’altra cosa importante da dirvi, ma quella ve la dirò subito. Sappiate che Giulio e sua moglie devono essere stati ben imprudenti e ben cattivi.... perchè stasera si dice quello che prima non si è mai osato forse di pensare.

— Cioè?

— Cioè, che.... io.... che noi, insomma, ci amiamo.

— È tutto qui? — domandò Maddalena senza nemmeno aggrottare le ciglia, anzi sorridendogli adorabilmente.

— Come! se è tutto qui? — esclamò Oreste maravigliando. — Cosa volete che si dica di più?

— Eh! lasciate un po’ che dicano! — continuò ella. — Ma ecco l’ora di cena.... Volete essere mio cavaliere servente?

— Ma come! non temete?

— Che cosa? Ah! ah! Ma se dicono già di peggio.... — A proposito.... di peggio o.... di meglio?

— Voi che ne pensate?

— Io....? — mormorò Maddalena con civetteria, e appoggiatasi a lui, con passo molle, l’occhio raggiante sempre fisso in volto ad Oreste, che non ci capiva più nulla, attraversò tutte le sale, fino al buffet, ove ella lo fece sedere ad un tavolino che bastava appena per due persone.

— Vedete se ho paura? — disse Maddalena. — Mi fanno la guerra.... l’accetto.

— Ma vostro marito?....

— Quando verrà gli faremo un po’ di posto. —

Cenarono e risero.... Ella gustò diversi calici di Frontignano — aveva il capriccio del Frontignano, quella sera — egli non bevette che acqua — ma quando s’alzarono l’ebbro era lui, ebbro dello spirito, delle carissime imprudenze di lei, delle occhiate che gli parevan piene di promesse.

— Vedremo come finirà, — pensava — ma come può finire.... se, fra qualche ora, i lumi si spegneranno e non so quando potrò rivederla?

Ma a che cosa pensate....? — disse Maddalena — datemi il braccio.

— Pensava se e quando potrò rivedervi.

— Ah!.... — ed ella chinò il capo.

— Adesso potrei domandar io a che cosa pensate voi?

— Pensava.... oh! Dio! ma sentite....! che può mai essere accaduto....! Andate a vedere, vi prego.... v’aspetto qui.


Tutto a un tratto era nato un gran trambusto. Chi correva di qua, chi correva di là. Chi gridava per sapere, chi, temendo vi fosse una rissa, gridava per trattenere le signore curiose. Dalla salle-à-fumer, in cui non si poteva più entrare, tanta era la folla, uscivano vociferazioni d’ogni genere: — Indietro! — Non soffochino! — Non sarà niente! — È morto! — Ci vuol il prete! — No, è vivo....! ecco, si muove! — Portiamolo via!

— Silenzio! — gridò finalmente una voce stentorea. Era la voce di un medico.

— Lei, signor Alessandri, — continuò — lo faccia portar qui sopra, in casa sua, e mettere a letto. Allora si potrà far qualche cosa! Qui è impossibile.

— Benissimo.... Largo, signori! —

Si vide allora la gente rifluire e lasciar il passo a due soci, che spingevano una gran poltrona verso la guardaroba....

In quella poltrona stava adagiato un uomo, che parava un cadavere.


— Ma che c’è? — domandava intanto Maddalena a quelli che le passavan vicino.

— Non so, signora, non so davvero — rispondevano guardandola con compassione; — oppure: — Niente, niente! cose da nulla! — e via.

— Ah! finalmente saprò da voi che cosa è avvenuto! — fece ella, vedendo venire Oreste tutto turbato e dolente.

— Non ve l’hanno ancor detto?

— Ma se nessuno sa niente!

— È perchè voglion risparmiarvi un dispiacere....

— Un dispiacere? — e davanti all’ignoto ella non potè a meno d’impallidire. — Mio marito.... mio padre, forse?

— Vi prego.... non mettetevi in apprensione. È una cosa che passerà.... Vostro marito ha.... eh! insomma, non è un delitto poi!.... ha bevuto, pare, un po’ troppo.... e ora....

— Ah! tacete! — fe’ ella con moto di schifo, volgendo altrove il viso.

— Ve l’avrei taciuto.... ma era mio dovere tranquillarvi....

— Grazie.... E ora dov’è? Voglio sperare che non me lo porteranno a casa in quello stato....!

— No.... no; è già provveduto. Il cassiere della Società, che abita qui al secondo piano, l’ha ritirato in casa sua. Egli non tornerà quindi presso di voi che quando sarà fuori di pericolo....

— V’è pericolo....? — e lo sguardo di Maddalena, in dir questo, parve strano ad Oreste.

— No.... sapete bene....

— Sì.... è vero, non capiva. — E io che cosa faccio adesso.... qui sulla festa, quando tutti sanno che mio marito.... il presidente....? Ah! povera donna ch’io sono!.... Che bella felicità la mia, non è vero? — e ella rideva stridendo. — Vedete.... vedete la gente come mi guarda....! Ah! io non posso più vedermi qui.... Venite....? M’accompagnate?

— Andiamo.

— Grazie.... Ah! ricordatevi di levare le chiavi dal soprabito di mio marito....; quasi quasi non ci pensava. —

In quel momento si attaccava un galoppo — e nessuno si avvide della partenza della nostra coppia.... anche perchè seppe partir bene.

Quando si venne a sapere che la Minella era andata via, ossia a casa con Soranzi....

— Povera donna, — dissero i più. Qualcuno sogghignò; e Giulio disse adirittura: — La poesia di Soranzi la consolerà adesso della prosa di poco fa del marito. —


— Possiamo andare a piedi, — disse Maddalena, sulla soglia del portone, guardando il cielo — la notte è così serena e così tiepida!

— Badate a quello che fate....; la vostra salute potrebbe correre un serio pericolo, uscendo da un ambiente tanto caldo.

— Oh! sono ben coperta....; del resto, — aggiunse con amaro sorriso — cosa importa che io viva o muoja....?

— Non parlate così, Maddalena.... — intanto andavano — sapete pure che v’è qualcuno, il quale vive per voi, e sarebbe ben felice se voi voleste viver per lui. — Ma è forse questo che poco v’importa, e perciò.... —

Egli tacque, per una forte pressione del braccio di Maddalena sul suo — e la guardò.

Ella si era sospesa, per così dire, a quel braccio, intrecciando le mani — e lasciava trascinare la persona stanca. Il di lei capo, piegato verso il suo cavaliere, a gradi insensibili finì a reclinarsi sulla spalla di lui. Non parlava.... solo ad intervalli le sfuggiva un sospiro. Egli rispettava quel mesto silenzio, temendo che qualunque parola di conforto, in tale stato dell’anima, potesse sembrarle volgare e indisporla.

Giunsero così all’angolo della via ove era l’abitazione di Maddalena.

— Dove siamo? — esclamò ella, come svegliandosi di soprassalto.

— Qui.... presso casa vostra, — rispose egli dolcemente.

— Casa mia?.... — fece Maddalena fermandosi — e un gran sgomento le si leggeva in viso. — Ma io ho paura.... di casa mia! Come troverei riposo.... ora? Qual notte sarà questa per me? E se pur potessi dormire, sono io certa che non mi risveglierà.... Ah! quale orrore!

— Calmatevi, cara Maddalena.... sentiamo.... che volete fare fino all’alba....? comandate.

— Mio Dio.... io non so.... qualunque cosa, purchè io non mi trovi in quelle stanze spaventose. —

Seguì un lungo silenzio. Il cuore batteva a Oreste con tal violenza che pareva volesse aprirsi una strada, e sentiva al cervello come una fiumana di sangue che lo accecava.

Capiva che era il momento di ardire, e temeva di rovinar tutto con una parola mal detta.

Ma non vi fu pericolo di rovinare nulla. Maddalena, che guardava verso una piazzetta poco lontana, disse ad un tratto:

— Che cosa sono quei due lumi rossi....?

— Sono i fanali di un brougham.

— Ah! — fe’ ella pensosa, mordendosi un labbro.

Oreste tremava come una foglia e sentiva le gambe piegarsi....; ardì.... provossi a fare, come in isbaglio, un passo verso la piazzetta, e non trovando resistenza.... continuò.

Ella era più leggera di prima.

Quando furono a dieci passi da quella carrozza, egli fece per parlare, ma non potè articolare un solo accento....

Allora s’ajutò con un gesto, un punto d’interrogazione, e le additò la carrozza.

Ella non ebbe nè un moto nè una parola.

— Dove andiamo? — fe’ egli con voce soffocata.

Dove volete.... — rispose ella fiocamente.

Oreste fu abbarbagliato, come per lampo improvviso, e vacillò....

— Ma.... — balbettò egli — io non vorrei che voi.... agiste.... in un momento di.... disperazione....

— Io.... — rispose Maddalena, aprendo le braccia con un moto spasmodico di tutte le membra, parevo la Madonna dei sette dolori — io non ho più forze.... non posso più resistere.... — e singhiozzante appoggiossi a lui come cadendo.

Egli la sorresse, e mormorò:

— Tu sei un angelo! — e aperse lo sportello.


È uso di dir ad una donna: «Tu sei un angelo», quando la vediamo cadere dal cielo della mor....ale sul paradiso terrestre dell’amore.... nostro....; s’intende.


Il primo lunedì di quaresima si leggeva in un giornale:

«Ieri abbiamo detto che il signor P. M. era scomparso, lasciando una lettera, in cui manifestava la risoluzione di suicidarsi. Pur troppo, egli ha mandato ad effetto il suo tristo divisamento. Il cadavere del P. M. è stato rinvenuto stamane da alcuni contadini presso il Manicomio, entro una roggia. Nel prossimo campo si sono trovati un mantello e una bottiglia di rhum quasi vuota. Si capisce che lo sventurato ha cercato nel liquore quel coraggio che gli mancava. — Pregati dai parenti, non ci occuperemo dei motivi che spinsero il disgraziato al disperato passo.»


Il P. M. era Paolo Minelli.