Avvicinandosi la fine del carnevale, a qualche membro della Società delle belle donne, che faceva parte anche di un’altra Società danzante detta Dei brutti uomini — tanto per poter gettar sei notti per settimana in luogo di tre sole — venne in mente di proporre che le due Società avessero a fondersi, per dare unite, nella settimana grassa, una festa da ballo monstre.
Le due Società rivaleggiavano quell’inverno a chi dava le più splendide feste.
Se i membri dell’una si ritenevano, in buona fede, il fiore dei ballerini della borghesia — i membri dell’altra si proclamavano la crème del bon ton.
Riconoscendosi degne l’una dell’altra, la proposta fu accolta con entusiasmo da ambe le parti, e venne fissato il mercoledì grasso per la festa della fusione o dei fusi o dei confusi, come dissero i soliti spiritosi — festa che fu, secondo le previsioni, affollatissima, elegantissima, ecc., ecc.
Noi ne faremmo la descrizione, se non l’avesse già fatta allora, subito, l’indomani, un compiacente e riconoscente cronista, il quale pagò la sua porzione.... sproporzionata di buffet, col mettere nel suo foglio l’iniziale del nome di tutte le belle donne...., enormità che ebbe per conseguenza una scissura terribile fra le belle e le brutte — con qual delizia dei mariti o in qualsiasi altro modo congiunti, lo dicano quelli che hanno provato le strida dell’orgoglio d’una bella offesa o le atrabiliari, cavernose, tragiche declamazioni d’una brutta conculcata!
Ma nè festa nè scissura ci interessano punto. Quel che ci preme è seguir Maddalena, ossia avvicinarci a lei.
È una sera che segnerà una gran data nella vita sua e di altri — non si può perderla di vista un solo istante.
Eccola nel solito salotto giallo, attorniata dalla sua corte maschile che pende dalle di lei labbra. — Ella ha già dichiarato che non ballerà, perchè s’è fatta male a un piede, l’ultima festa — e perciò s’è messo un abito di velluto nero.
Ah! quell’abito di velluto nero.... ossia.... Insomma, il tutto insieme di Maddalena quella sera.... fece un gran male!
Era proprio la toilette che più conveniva al suo genere di bellezza e che ne faceva spiccare tutte le rare qualità, come non mai in alcuna delle feste precedenti — anche perchè era la prima volta ch’ella veniva scollata.... fino a quel punto.
Era il non plus-ultra dell’arte di offrire e dì celare quei tesori.... che in questo mondo fanno sprecare tanti tesori...
Su quel seno alabastrino, d’una freschezza che faceva pensare ad una neve rosea, la luce, piovendo dalle lumiere, giocava per mostrare delle trasparenze azzurrine. I suoi capelli avevano delle fosforescenze che parevan dire: — Baciate qui!.... — e tutta lei un profumo che faceva piegar le ginocchia.
Gli uomini, guardandola, strabuzzavano e mandavano dei sospiri, mormorando: — Ci vuol pazienza! — e le donne, facendo dei confronti fra loro e lei, sorridevano del sorriso stereotipo delle feste da ballo — e se alcuno vantava le bellezze di lei, il miele che usciva dalle loro labbra, era sempre miele.... ma pareva avesse un po’ sofferto.
Chi soffriva più di tutti a quella vista era Oreste, che, appoggiato al caminetto, contemplava, pallido per l’emozione, Maddalena, la quale sembrava non l’avesse ancora veduto. Egli attendeva con intollerabile pazienza che la festa cominciasse, per poter avvicinarsi a lei. Non voleva confondersi nella folla di quegli adoratori.... perchè, quella sera, l’impressione di tanta beltà, sotto un aspetto nuovo, era stata così forte, ch’egli vaneggiava fra sè.... e voleva rinnovare l’attacco.... minacciandola di uccidersi se ella perdurasse a non aver pietà di lui. —
— Ma andatevene una volta! — gridava egli mentalmente a tutta quella gente — andatevene, se non volete che io commetta qualche eccesso....! —
Finalmente egli fu esaudito.... Giungeva la prima onda di lontane armonie. Una polka apriva la festa.
I cortigiani s’inchinarono a Maddalena per correre sul campo di battaglia, ed ella restò sola fra due giovinetti di mezzo pelo.
Allora, guardato l’uno e poi guardato l’altro, sbadigliò.
— Oh! — fece, dopo, mostrando avvedersi proprio in quel punto della presenza di Soranzi, e sorridendogli con un lieve moto d’invito. — Egli comprese e mosse verso di lei.... — I due giovinetti compresero del pari e mossero verso l’uscita, maledicendo all’importuno.
— Proprio adesso — dicevano — che si poteva.... nossignori!.... —
Oreste sedè a fianco di Maddalena, e, prendendole la mano, mormorò con voce tremante:
— Finalmente!.... —
Ella lo guardò seria, poi distolse gli occhi da lui e stette pensosa.
Pareva turbata.
Era il caldo più sensibile del solito? era il suo stesso profumo.... sempre quel profumo? era l’effetto d’una musica eccitante udita da lungi, in quel silenzio? era un subitaneo moto del sangue ardente, che si faceva giuoco dei di lei propositi.... o era abilità?
Probabilmente pensava solo a quello che voleva dire e udire, e perciò dimenticava sempre la sua mano in quella di lui.
Ma quando una più forte pressione la fece accorta di tale dimenticanza, si riscosse, parve sorpresa di quell’istante d’abbandono, tornò la Maddalena delle altre sere, ritirò la mano, e, ridendo, disse:
— Alle volte non si sa proprio quello che si fa....
— Ecco, vi siete già pentita di avermi reso, un momento, felice.
— Come! eravate felice?
— Non vi amo io forse....? E quando si ama, non si è felici per uno sguardo, per una stretta di mano?
— Siete poco esigente.
— Non mi permettete di più.
— Che cosa volete mai....? No.... basta! non voglio che parliate.
— Ma no.... sentite.
— Se dite una sola parola, me ne vado.
— Ed io voglio che m’ascoltiate! — egli le aveva afferrato un braccio, ma non era necessario. Ella aveva allora finito di convincersi che non era un semplice capriccio l’amore confessato da Oreste; e quella sera sentiva, per lo meno, la curiosità di un linguaggio ispirato dalla passione.
— Ascolto.... — disse freddamente, fingendosi offesa da quella violenza a cui ella pareva assoggettarsi per pura prudenza; e ascoltò cogli occhi al suolo, immota.
— Sentite, Maddalena, io sono stanco di vivere a questo modo. Voi dite che non potete amare.... vi fate beffe di tutti, ridete vedendo quali sentimenti ispirate.... è verissimo; ma io non credo che voi non possiate amare.
— Amo mio marito.... — disse seccamente Maddalena.
— No....! —
Si guardarono, egli cogli occhi lampeggianti.... ella peggio che sdegnata, sdegnosa. Dopo una breve pausa, in cui Oreste mise alla tortura il cervello per trovare la maniera di animare quella statua, ripigliò:
— Voi non amate nessuno ancora.... tutti lo sanno; ma questo è solo perchè non credete ad alcuno. Quando troverete uno che sappia.... che possa convincervi della veracità della sua passione, voi lo amerete! Ebbene.... che cosa volete che si faccia per convincervi?.... andiamo! qual prova pretendete da me?
— Io non pretendo niente.
— Guardate, Maddalena, che qualche giorno voi mi ridurrete alla disperazione! — ma tosto calmandosi con uno sforzo, supplicò:
— Via, siate buona.... ditemi.... che cosa devo fare per meritare il vostro amore.... Voi diffidate.... voi temete che, appagato ciò che si chiama capriccio.... io non v’abbandoni! Come mi giudicate male....! Guardate se non è vero.... Volete lasciare vostro marito....? volete che partiamo....? Dettate le vostre condizioni.... Tutto io accetterò ciecamente.... Ma non fatemi soffrire di più!
— Amo mio marito.
— Amate vostro marito.... e m’ascoltate!? — gridò Oreste quasi fuori di sè....
— M’avete trattenuta.
— Maddalena.... voi non avete cuore....
— Io non avrei cuore.... se vi amassi.
— Ma perchè.... perchè?
— Perchè il mio amore vi sarebbe fatale.
— E sia fatale!... mi faccia morire! morirò almeno per avervi posseduta.... non perchè forzato a rinunciare a voi!
— Addio. — Ella s’alzava.
— No.... non voglio. — Oreste la tratteneva di nuovo.
— Md voi mi compromettete!... guardate! —
Qualcuno era dietro la portiera, la quale oscillava.
Maddalena si diede subito un contegno, fingendo abbottonarsi i guanti. Intanto Oreste mormorava: — Perdono! — ed ella rispondeva affettuosa e sorridente: — Siate savio adesso! —
Qualcuno era entrato, e quando Maddalena, al fruscìo de’ passi sul tappeto, alzò lo sguardo, trasalì suo malgrado....
Ritto, appoggiato al caminetto, riconobbe Giulio. — Giulio di fronte a lei, che la mirava sogghignando.
Oreste s’accorse del moto di Maddalena, e guardò a sua volta quell’individuo.
— Ah! vedo — fece egli piano a Maddalena — lo conoscete?
— Io.... no.... cioè, non ho alcun rapporto con lui, ma lo conosco di vista.
— L’avete veduto forse presso quella vostra amica Severina....
— Appunto.
— Lo credevate anche voi suo fratello?
— Sì.... sicuro.... come mai avrei potuto dubitarne....? Ma perchè mi fate questa domanda?
— Perchè.... ora è suo marito.
— Ah! sì....? — e Maddalena pensò con rammarico alla sua vendetta non riuscita.
— Sì.... ma....
— Ma cosa?
— Ma la maldicenza vuole ch’egli abbia fatto un matrimonio di speculazione.... tutto quello che si può dire di speculazione.... nel senso spregevole. Capite?
— Non è difficile.
— Voi ne dovreste saper qualche cosa.
— Io ho avuto solo una brevissima relazione con Severina. Ai miei parenti non piaceva che la frequentassi; dicevano che non era un’amicizia conveniente.... non so poi perchè.
— E voi che pensate di quella donna?
— Era una donna gentile.
— Ma la vostra opinione quanto a carattere?
— Non saprei.... La sola impressione che io ne ho conservata è quella delle sue gentilezze.... ma, come v’ho detto, l’ho conosciuta così poco.
— Non avete domandato ai vostri genitori la ragione della loro contrarietà?
— Sì.... M’hanno detto che una donna, la quale non ha occupazione di sorta e ama il lusso, non è una buona amicizia.
— E dopo il vostro matrimonio non l’avete più veduta?
— No.... Ma si potrebbe sapere perchè v’interessate tanto per....?
— Ve lo dirò un giorno....! — fe’ Oreste coll’accento di chi ha provato una bella soddisfazione.
— Ecco un’altra cosa che mi direte un giorno.... Io voglio sperare che ne verrà una terza e poi una quarta....
— Certo.
— Quando?
— Un giorno.
— Brutto cattivo.... Oh! egli s’è seduto.... Allontanatevi un momento. Forse si ferma semplicemente perchè sospetta.... Quando sarete uscito, s’allontanerà. Del resto, a minuti vi sarà il riposo.... ed è meglio che non ci trovino ancor insieme.
— Vi obbedisco.... —
E Oreste, che s’era alzato, s’inchinò ed uscì.
Maddalena, al moversi di Oreste, lanciò un’occhiata alla sfuggita a Giulio per scoprire sul suo volto se v’era o no qualche sospetto. — Quale non fu la sua ira nel vedervi, e ancor più beffardo, il sogghigno di prima!
Offesa, volle respingere l’insulto coll’insulto, e al sogghigno oppose un’espressione di sprezzo, con cui le pareva di doverlo annientare.
Fu un’imprudenza.
Giulio non capì l’espressione, vide solo uno sguardo insistente, e pensando che Maddalena avesse allontanato Oreste per far posto a lui.... con fatuo sorriso e con una cert’aria di degnazione mosse verso lei.... ma fu un tantino sorpreso quando la vide alzarsi tutta seria e avviarsi verso l’uscio....
— Maddalena.... — pregò egli allora — Maddalena!
— Maddalena?.... — fece ella rivolgendosi rapidamente come punta da uno spino, guardandolo fredda e severa.
— Sì, Maddalena! — rispose egli insinuante, — che ha troppo spirito per non perdonare un peccato veniale di gioventù.
— Mi direste questo davanti a vostra moglie?
— Oh! mia moglie!... — L’ebete, triviale sorriso di Giulio nel dir questo, sarebbe stato una rivelazione per Maddalena, quand’anche ella avesse ignorato la abbiettezza di quei due esseri.
Ella guardò quell’uomo che aveva tanto amato, e pensò: — Se mai io non avessi scoperto ed egli mi avesse sposata, chi sa cosa m’avrebbe proposto.... o imposto, un giorno! —
— Facciamo la pace adunque?.... — e così dicendo, tutto mellifluo s’avanzò d’un passo, stendendole la destra.
Maddalena si ritrasse di due, il suo volto esprimeva ribrezzo — e disse vibrata:
— Vi proibisco non solo di avvicinarmi, ma anche di lasciar capire in alcun modo, sulla festa, che voi mi conoscete.... altrimenti, guai!
— Guai.... che cosa? — fe’ una voce alle di lei spalle.
Era Oreste che rientrava e che si fermò sorpreso, incerto, a guardar l’uno e l’altra.
Cattiva consigliera fu l’ira a Maddalena in quel punto. Ella non seppe trattenersi, e rivolgendosi a Oreste, gli disse piano con vivacità:
— Ve lo raccomando!
— Ah! — esclamò Oreste, e guardò Giulio con espressione derisoria.
Giulio si fe’ smorto, e volendo punire Maddalena del suo scherno — disse umilmente, con sorriso maligno:
— Signora.... se Ella vuol aver la gentilezza di ricordarsene.... noi siamo due vecchie conoscenze.... due buoni amici.... —
Maddalena tremò.... Che stava per avvenire? — Oreste la interrogava collo sguardo, in attesa d’una parola, d’un cenno, per farla finita con quel villano. Ella sentiva che il cuore di lui batteva con estrema violenza, e questo accresceva il di lei timore.
— Non se ne ricorda proprio più? — continuò Giulio col medesimo sorriso.
Maddalena si strinse al braccio di Oreste, quasi implorando ajuto.
— Pare di no!.... — proruppe Oreste con accento provocante.
— È forse Lei che glielo vieta? — domandò Giulio sempre nel medesimo tuono.
— Oh! oh! mi pare che basti la signora — ribattè Oreste con uno scoppio di riso.
Giulio si morse le labbra, e preso un atteggiamento da bravo, disse:
— Scusi.... vorrebbe favorire un minuto?
— Due, se crede.
— Per carità.... prudenza! — supplicò Maddalena.
— Non temete.... si tratta di voi.... e non vi saranno certamente scandali.... —
Maddalena li seguì collo sguardo tutta tremante.... Non temeva più per sè, dopo le parole di Oreste.
In quel momento il suo cuore aveva un primo palpito — temeva per lui.... e la folla dei suoi adoratori che, finita la polka, allora tornava presso di lei, la trovò poco disposta alla ciarla e straordinariamente grave.
Se il lettore crede che Giulio volesse sfidare Oreste, si sbaglia. Egli voleva anzi comporre quel principio di litigio e dando una lezione a Maddalena, e all’amico, togliere, anche per l’avvenire, ogni possibilità di nuovi screzj con lui — perchè egli amava la sua pace.
Aveva preso per un istante l’aria da Rodomonte, perchè v’era presente una donna, ma non ci teneva affatto a passare per un accattabrighe. — Perciò bisognava commettere una bassezza, ma a lui non pareva tale, e d’altronde non era quello che potesse imbarazzarlo. Non sì tosto fu uscito dal salotto giallo, che la sua fierezza rientrò — ed egli prese invece un’aria fra il filosofo, o uomo di mondo, e il protettore, che sta per dare una lezione di savoir vivre a un povero ingenuo. — Cacciò i pollici nelle taschine del corpetto, lasciando fuori le altre tre dita a battere il tamburo, e cominciò:
— Senta.... può essere una soddisfazione per la vanità d’una signora il far nascere una contesa fra due galantuomini.... (Ad Oreste, questa imparzialità, questa indistinzione, suonò poco gradevole).... ma quanto a me, dichiaro che.... pel rispetto dovuto alla vita umana.... per risparmiare a mia moglie il dolore di restar vedova, e ai di lei genitori quello di perdere un figlio.... — Ella è il signor Soranzi.... non è vero? Ella non si ricorderà di me, ma io mi ricordo di Lei.... — Dunque, per tornare al nostro discorso.... sediamo qui, se non Le spiace, così non saremo disturbati.... — erano nella sala da giuoco ancor vuota. — Per continuare, diceva, La prego di ascoltarmi con perfetta calma. Quanto Le dirò non Le andrà molto a sangue.... oh! lo so!.... il togliere le illusioni sur una donna che.... per la quale ci interessiamo.... torna assai disaggradevole.... ma.... ma noi dobbiamo pensare che siamo in questo mondo.... e che v’è una sorpresa ad ogni piè sospinto. Però.... creda a me.... che forse ho vissuto più di Lei.... ho mangiato un patrimonio! — creda, dico, che il meglio che si può fare è di viver sempre nel disinganno proprio, e senza alcuna illusione sulle donne. Allora le donne si possono gustare per quel che sono e non per quello che noi sogniamo che siano.... e che non possono essere.... almeno, in genere, mi risulta questo....
— Ma.... — interruppe Oreste, che, durante tal preambolo, era passato dalla sorpresa alla noja, e infine all’apprensione — si direbbe che Ella creda a un rapporto qualunque fra me e quella signora.... Io Le posso giurare....
— Ah! io non ho detto niente.... nè Ella ha alcun dovere di coscienza di giurare.... che diavolo! Ella ha voluto intervenire a difendere la signora per generosità, per spirito di cavalleria.... sta benissimo. Ma Le pare che vi possa essere difesa dove non c’è offesa?
— Ma Ella ha ben veduto che la signora s’è risentita....
— Ah! sì.... nol nego.... Una signora si risente sempre se le dicono in pubblico quel che non vuol sentire.... ma che si può dirle....
— Come?! Ella persiste....
— Se Ella prende questo tuono.... io non posso più continuare. Valeva proprio la pena che io facessi quasi una prefazione, per vedere poi che Ella non vuol comprendere, e crede più a chi La inganna che non a me, il quale sto per dirle la verità, affine di risparmiare ad ambedue dei dispiaceri inutili.... pronto, se occorre, a provarla tale verità!
— Parli pure — mormorò Oreste con voce sorda, domandandosi con paura che cosa mai potrebbe uscire da quelle labbra.
— Io ho detto alla signora Maddalena che io la conosco.... ed è vero. Io la conosco così poco, che è stata mia amante.
— Ah! — gemette Oreste.
— Glielo giuro, e, se ne dubita, venga da mia moglie, la quale Le narrerà d’una certa scena che Maddalena le fece quando io, che avevo già degli obblighi con Severina, non potendo più lusingare quella ragazza, la quale mi perseguitava col suo amore, non mi lasciai più vedere da lei. Si imaginò d’aver ricevuto chi sa qual torto dalla povera Severina, e le fece una scena ridicola, perchè avesse a romperla con me. Per fortuna, Severina è una donna di buon senso e capì subito che era la gelosia d’un amore non corrisposto....
— E questi rapporti che Ella ha avuti con Maddalena? — disse con sforzo Oreste, provandosi a sorridere....
— Oh! sa bene.... — e Giulio, appressate le labbra all’orecchio di Soranzi, vi versò certe confidenze che, come veleno, cagionarono un dolore atrocissimo al povero giovine.
Se ne avvide Giulio, e mascherando la sua compiacenza, chè era appunto l’effetto ch’egli voleva ottenere, sotto una espressione d’interessamento pietoso:
— Ella divien smorto.... Non aveva dunque torto io di dirle che Ella aveva qualche cosa, qui, per quella donna? Tanto meglio! Ella ora ha aperti gli occhi e si saprà regolare. Quel che mi premeva, era che Ella fosse persuaso che io non sono un villano, e che fra noi non ci può essere alcun motivo d’attrito. Ho tanto piacere di averla conosciuto. A rivederci. —
E se ne andò lasciando Oreste fremente di rabbia e con un’acutissima fitta sotto il cuore, che gli rendeva oltremodo penoso il respirare.
Quale doloroso destarsi!
Aver sognato una perfezione morale rispondente alla perfezione fisica, e trovare una.... civetta volgare, con un passato per sopramercato!
Altro che vittima! — E come sapeva mentire! Ella la rivale disgraziata di Severina, l’amante respinta di Giulio.... solo pochi istanti prima, osava asserire che conosceva Giulio di vista! e che aveva trascurato l’amicizia di Severina per ordine superiore....
E se della di lei giovinezza veniva a conoscere ora quel mistero. — ed era il solo, poi? — chi sa quali misteri celava la sua esistenza conjugale.... con tale marito....
«Amo mio marito....» — diceva — ma questo doveva esser vero come il «conosco Giulio di vista!»
Restava pura e semplice la bellezza.... ma, con un’anima così nera, era una bellezza orribile. Era deciso.... bisognava fuggire Maddalena.
E pronunciando il sì della decisione, s’alzò e uscì avviandosi verso la guardaroba, ma quando fu sul limitare di quella si fermò titubante. —
— Ricomincia la musica, — pensò — Maddalena sarà sola e mi aspetterà. Partire colla ferma risoluzione di non vederla più.... sta bene, ma non prendermi proprio alcuna soddisfazione, nemmeno quella di vederla arrossire.... è un po’ da collegiale che fugge. Si direbbe che ho paura di lei!.... Ella mi ha ingannato; io devo punirla.... Con dignità, sia.... ma punirla. —
Attraversò di nuovo le sale ed entrò nel noto salotto.
Tanta ira bolliva nel suo petto.... e non appena la rivide.... sentì svanire tutti i suoi propositi. Maledetta quella beltà! Maledetto quel seno!.... Ed era possibile che un involucro tanto affascinante fosse animato da uno spirito infernale?
— Facciamo l’ultima prova! — si disse.
Maddalena guardò Oreste che s’avanzava e fu colpita dal di lui pallore, ma ella non poteva rivolgergli alcuna domanda, perchè non era sola.
Egli sedette vicino a lei, dicendo:
— Buona sera, signore!
— Buona sera! — risposero le signore, che erano tre, Maddalena e due vecchie derelitte e non rassegnate; oh! lo si vedeva....
Maddalena, ansiosa di sapere che cosa fosse avvenuto, disse:
— Signor Soranzi, volete favorirmi....? è tutta sera che non vedo mio marito.
— Ai vostri comandi, signora — fece egli serio alzandosi.
Le due vecchie guardaronsi fra loro ammiccando, ed avevan ragione. Il pretesto di Maddalena poteva esser migliore, ma ella aveva fretta.
Usciti:
— Dunque....? — fe’ Maddalena.
— Dunque, niente.
— Come, niente?.... Andiamo, voglio sapere.
— E io vorrei non saper nulla.
— Che cosa dite?
— Dico che se in questo momento potessi perdere la memoria, sarei un uomo felice.... e così.... —
Egli chinò il capo melanconicamente.
— Insomma.... ho detto che voglio sapere — continuò Maddalena con vivacità.
— Ma che cosa volete sapere? — rispose Oreste animandosi. — Che è un vigliacco? Sì, è vero, è un vigliacco, è tutto quello di odioso che potete imaginare.... ma, e allora perchè gli avete creduto....? perchè vi siete affidata a lui? perchè avete sperato qualche cosa da lui? dite! — Ma perchè mai vi parlo io di cose che sapete meglio di me!? Quel che è stato è stato, e non può cancellarsi. Tuttavia, non temete di nulla. Il vostro segreto sarà da me custodito come se si trattasse dell’onore di mia madre. Non ho alcun diritto di esercitare un sindacato qualsiasi sulla vostra giovinezza.... Però.... avrei voluto trovare in voi una donna...
— Dite pure.... una donna onesta? La sono sempre stata.... la sarò ancora.... sapete! — esclamò Maddalena, ironica, fermandosi. Alle prime parole di Oreste, vedendosi scoperta, s’era sentita le fiamme al viso, ma ella aveva subito riacquistato il suo sangue freddo, e, all’attacco inatteso, rispondeva attaccando, a sua volta, con impeto....
— Se io potessi agire senza scandalo ve ne convincerei.... Ma e poi.... che dico io?.... credete quello che volete.... Perchè devo convincervi io di qualche cosa?.... Chi siete voi?.... un ragazzo! —
Oreste la guardò stupefatto, ma dovette abbassare gli occhi, suo malgrado, soggiogato. D’altronde, quell’ira gli piaceva, quel sentirsi investito da una donna era una voluttà nuova.... e consolante, perchè gli pareva che ella stesse per provargli la sua innocenza. Ma ella voleva provargli tutt’altro.
— Sì, un ragazzo! e ve lo provo! — continuò, meno veemente, vedendolo intimidito, ma tuttavia vivacissima. — Voi vi fate presentare e mi fate la corte.... volete ch’io manchi a’ miei doveri.... volete rapirmi!.... e perchè, un imbecille, che non conoscete, e che avete, nel medesimo tempo, delle ragioni per disprezzare, viene a dirvi chi sa quali infamie sul conto mio, voi, senza menomamente riflettere, senza neppur farmi l’onore di dubitare un solo istante della verità di tali infamie, venite ad insultarmi e a dirmi.... con qual diritto poi, sarei curiosa di saperlo: — Voi non siete una donna onesta.... — Ah! io dovevo lasciarmi sedurre, dovevo lasciarmi rapire da voi per essere una donna onesta! Ragazzo! Ragazzo! Per voi io sono una donna onesta....! quanto al rimanente, non siete voi che dovete darvene pensiero. —
Seguì un istante di silenzio — ella tremava per la concitazione — egli gioiva.
Maddalena parve raccogliersi, e, poscia, ripigliò con più calma e con una certa gravità.
— Vi hanno detto che ho commesso una leggiera imprudenza giovanile.... badiamo bene, leggiera! È verissimo.... sì, sono stata imprudente, perchè ero inesperta. La colpa quindi di chi è?.... de’ miei genitori, e specialmente di mia madre.... buona donna, sì.... ma, madre.... per ridere. Basta forse generare, dar cibo, vestito, ricovero.... per poter esser madre? Madre per il corpo forse....; ma, e all’anima chi ci deve pensare?.... basta darne l’incarico al confessore? Ma questo è precisamente quello che non si deve fare, perchè è assurdo, enorme! — Alle corte.... mia madre ha ella mai pensato ch’io avessi un cuore e un cervello? — ha ella mai veduto che io diventava una giovinetta? — ignorava ella che cosa si agita, qui dentro, nelle fanciulle? — ha ella temuto un solo istante che mi si potessero tendere insidie? — mi ha ella mai detto che cosa è il mondo? — Ma, Dio mio! se fossi anche caduta nel fango.... io sarei perfettamente innocente! Ma non sono caduta! — Che coso ho a rimproverarmi infine?.... Ho a rimproverarmi d’aver amato, all’età in cui non si può far altro che amare.... perchè tutto, in noi e fuori di noi, non parla che d’amore.... — ho a rimproverarmi d’aver creduto, per un momento, alle lusinghe del primo essere che riuscì a interessarmi. E questo cosa vuol dire? L’ho amato ed ora l’odio.... Non vi pare che l’odio cancelli tanto bene l’amore, da rifare persino la verginità di un’anima? — E voi siete crudele al punto da farmi un delitto di una imprudenza giovanile, e perchè? perchè sono viva.... e mi fate la corte! — Se io, allora, quando scopersi il tradimento, mi fossi uccisa o fossi morta di crepacuore.... oh! allora vi sareste unito agli altri e mi avreste compassionata, avreste maledetto a lui!.... Ma non sono morta.... e quindi io sono una donna colpevole e spregevole, ed egli è un giovinotto galante da invidiarsi, perchè sa far bene il suo mestiere. — Vi giuro però, che se, una certa notte di torture indescrivibili, non sono morta, o per lo meno impazzita, la prima a esserne maravigliata, l’indomani, fui io medesima. Ma allora, rientrata in me, dovetti ridere di me e degli altri. Soffrire?.... A che serviva?.... Voi direte scherzando: — Che donna forte!... — Sia pure. Non è una fortuna per una donna l’aver sentito una superiorità morale non comune? Non ci foss’altro vantaggio.... v’è quello di poter ridere di tutto. —
Qui Maddalena, prendendo un tono leggiermente derisorio:
— E ora che v’ho detto tante belle verità.... che cosa mi farete l’onore di pensare di me?.... Sentite.... se siete di coscienza tanto inesorabile per noi povere donne.... accettate un buon consiglio.... rinunciate fin d’ora a qualsiasi donna.... a meno che non possiate seguirla, passo per passo, dal giorno in cui schiude gli occhi fino a quello in cui la sposerete.... e ancora!.... Leggerete voi nel suo pensiero?.... Credetemi.... donne che non abbiano commesso imprudenze ne troverete....; chi sa com’erano tenute d’occhio! — Ma donne che non abbiano sognate imprudenze, dormendo.... e non dormendo, non ne troverete una! Ed è naturale. Se voi, a sedici anni, ispirato dai poeti, avete chiesto forse in ginocchio un bacio alla vostra servetta.... perchè non volete che una fanciulla non pensi al marito? Volete permetterle almeno di occuparsi del destino della sua vita, che sta tutto nella parola: Marito? E marito che cosa vuol dire? — Uomo. —
Si tacque, e si continuò a passeggiare in su e in giù, per la stessa sala, non curando, non vedendo neppure quelli che passavano, i quali invece vedevano e non erano indifferenti.
Ella attendeva la prima parola di lui.... ed egli non la trovava.
Impazientita, Maddalena uscì, infine, a dire:
— E così?
— E così, Maddalena, io non so che dire. So soltanto che ho il caos nel cervello e un male indicibile al cuore.
— Allora.... — fe’ ella, scattando, severa, imperiosa — addio.... andatevene, e che io non vi veda mai più! —
Oreste non s’era ancora riavuto dalla prima sorpresa, che Maddalena era già molto lontana.
— Sciocco.... imbecille mille volte ch’io sono! — e si batteva la fronte — è un’ora.... un’ora! che mi parla, per farmi capire che mi ama.... ed io.... io faccio l’austero, il pedante, senza dirle una buona parola.... a lei, che merita tutto! Che fuoco! Che franchezza! Che sentimento! — Ah! rimediamo.... rimediamo subito....; io non voglio.... non posso perderla. —
Se egli avesse saputo che Maddalena non aveva voluto che provarlo con quell’andatevene.... scandagliare, sapere se e qual effetto realmente aveva avuto il malaugurato incidente!
Ella ebbe dunque un sorriso di trionfo quando lo vide comparire nel salone e cercarla collo sguardo. Ora era sicura.... egli non le sfuggiva.
Allora Maddalena gli si mostrò, ed egli andava verso di lei, con aria umile e pentita.... ma ad un tratto si fermò sorpreso ed esitante. Maddalena seguì la direzione del di lui sguardo, e non fu meno sorpresa di Oreste.
Sulla soglia dell’ingresso di destra stava il padre Papetti.
Papetti cercava di sua figlia, ma era tanto stordito dal rumore della festa, dallo spettacolo per lui nuovo, dal caldo del gas, e da una bottiglia testè vuotata, che non ci vedeva quasi più — e anche quel poco come attraverso un velo grigio.
Per sua fortuna, Maddalena, punta dalla curiosità di sapere come mai egli si trovasse là, andò tosto a lui.
— Tu papà.... ad una festa da ballo? — fe’ ella piantandogli davanti come trasecolata.
— Ah! brava, cercava appunto di te.... ma qui come si fa?... Conducimi in qualche angolo, ove si possa dir due parole.... qui nè ci vedo nè ci sento.
— Che cosa vuoi dirmi di bello e di nuovo? C’è forse qualcuno che aspira all’onore della mia mano?
— È proprio il momento di scherzare.... È vero che tu non sai....
— Ma son cose serie?
— Pur troppo.
— Oh! — ella non credeva affatto. — Allora vieni qua nel salotto.... Ti piace il giallo?
— Che domanda!.... Benedetta gente che c’è al mondo — brontolava egli mentre si attraversavano diverse sale, facendo strabiliare Maddalena — ecco.... ecco! Si hanno chi sa quali dispiaceri...., chi sa quali disgrazie ci minacciano.... e là si ride, si scherza, si balla? Ma come si fa? domando io.... come si può mettere la maschera dell’allegria sul volto.... mentre nell’anima ci dovrebbe essere la disperazione....?
— Disperazione?.... ah! eccoci qui.... e mi spiegherai.... — fece Maddalena lasciandosi cadere sur un divano.
— Sissignora, ti spiegherò.... Dunque sappi, prima di tutto, che mi si è teso un tranello.... Tuo marito credeva che col farmi bere.... io avrei cantato.... ma io non canto mai! Ci vuol altro!
— Scusa.... non capisco... mio marito?
— Sì.... tuo marito, che non avendo potuto indurmi a commettere una corbelleria a mente fredda, perchè di giorno — ha creduto che ne avrei commessa senza difficoltà un’altra, dopo qualche bicchiere di Cipro, perchè di sera, fra i tripudj e le danze.... Ci vuol altro alla mia età!
— Scusa.... non capisco ancora.... mio marito....?
— Ma non sai cosa mi ha proposto? Mi ha proposto di consegnargli la tua dote.... e se no, di prestar una garanzia equivalente, perchè ha un bisogno straordinario. In poche parole.... è rovinato....
— Mio marito rovinato?.... ma tu....
— No.... no.... è la pura verità.
— Ma se fosse rovinato, io lo dovrei ben sapere....
— Che cosa vuoi mai sapere tu?.... Stai in negozio tu? sei al corrente dei suoi affari tu? Ti dice forse qualche cosa lui?
— No. Ma appunto perchè non so niente e non mi dice niente.... devo pensare che tu t’inganni. Un marito rovinato nè può divertirsi nè può spendere per sua moglie come fa il mio.
— Ah! ah! ma, cara mia.... quando un uomo non sa far altro che bere.... non sa più nemmeno quel che si fa. Paolo ha perduta la testa.... Me l’ha detto anche Cavallazzi, il mercante sull’angolo, che è di là.... Vuoi parlargli?
— No.... grazie.
— E per colmare la misura.... mi assicurano.... che Paolo è andato.... che non c’è più speranza. Il dottore Moscatelli, che ho trovato stasera al caffè, mi dice di non metterti in apprensione, ma però di raccomandarti molta prudenza. Capisci? Per me già, mi dividerei di letto. Quando gli ho domandato: — Ma, insomma, dottore, temete proprio ch’egli possa morir presto....? — Sono certo che non vivrà a lungo — mi ha risposto. — E vuoi che io arrischi, foss’anche un soldo del tuo, quando le cose sono a tal punto? Se egli muore rovinato, non ti resta che tornar in casa, già.... e allora la tua dote non sarà forse tanto zucchero per te? — Aaah! non me la sarei proprio imaginata! — Ma siamo intesi. Ora io me ne vado, perchè è capace di tornare all’assalto, e mi rincrescerebbe dar una mortificazione al marito di mia figlia. Chi l’avrebbe mai detto, eh? Pareva il bue d’oro! Mi rincresce per te.... mah! finchè c’è tuo padre.... non temere!.... Buona notte.
— Buona notte.... — mormorò Maddalena macchinalmente.
Ella pensavo a Soranzi. Rivelazioni così inaspettate l’avevano molto turbata. Ella doveva pensare a’ casi suoi. Fra poco sarebbe vedova e povera. Il tornar in casa non le sorrideva certo! Dunque.... dunque non restava che premunirsi contro la sventura. In qual modo? Coll’assicurarsi un secondo marito.... Ora, di tutti gli uomini che la corteggiavano, chi permetteva la speranza di poterlo divenire? — Uno solo, Soranzi. — Ma quella era l’ultima festa.... quando lo rivedrebbe? E anche rivedendolo, le di lui disposizioni sarebbero.... quali? Una nuova conoscenza.... un ostacolo in famiglia.... insomma, non si sa mai.... un giovane fa tanto presto a distrarsi! Dunque, per non arrischiare di perderlo, bisognava incatenarlo e subito. — Subito....? Con qual mezzo.... con qual catena? Ah! la catena c’era.... ma....
Un diavolo, almeno uno, ci deve essere.... per ajutare le donne belle.