SONETTO

Stando jernotte in cameretta, e lì

Allo splendor, che un lumicin mi fa,

Cantando i guai, che il Creditor mi dà,

M'apparve Apollo, e mi parlò così:

Ti basti omai scherzato aver fin quì,

Se ti punge d'onor cupidità,

Canta opre degne d'immortalità,

Indi torvo guatommi, e poi sparì.

Alto stupor m'invase, ed arrestò

La voce entro la gola, e mi cadè

Di man la Cetra, e il lume si smorzò.

Ma pure alfin tornando alquanto in me

Quì, dissi, omai la buona notte io do

Al Creditor per sempre, e a' Giulj tre.

IL FINE.

INDICE DE I SONETTI

A
 
Altri canti il valore, e la pietà pag. 1.
A un Pittor dissi un giorno: Io vò da te 44.
Augel, che lo Sparvier lungi mirò 53.
Amici rallegratevi con me 62.
Alza la grave mazza il Fabro, e dà 89.
Antichissimamente costumò 95.
Avanti il Creditor viemmi ogni dì 112.
Armato tutto il Creditor, non già 121.
Ascolta i bei ricordi, che ti do 134.
Ascolta o Creditor de' Giulj tre 143.
Allorchè questi il Padre Tebro udì 155.
Amor nascosto entro il mio cor così 174.
 
B
 
Ben cento volte ho replicato a Te 148.
Balenar veggio spesso a mezzo dì 178.
 
C
 
Chi crederia, che arida selce, e che 4.
Che sia il debito un mal, dubbio non v'ha 10.
Canta lo stanco passaggier, che a piè 17.
Che tengo certa indubitata fè 57.
Chi agli affamati il voto ventre empì 61.
Chiunque a' rai del giorno i lumi aprì 82.
Come il dono di Paride, che un dì 86.
Cometa, che pel Ciel cinta sen và 90.
Crisofilo, che sempre amor provò 98.
Crisofilo mio caro, io so che tu 99.
Come caldaja, o pentola che sta 103.
Crisofilo impegnossi in pochi dì 114.
Che pensi o Creditor che stai così 120.
Crisofilo fra le altre sue virtù 136.
Cessate o fieri venti, or che di quà 157.
Certa antica moneta in un Burò 164.
Che mai l'ambizioso Uom non tentò 192.
Chiunque il suon de' miei lamenti udì 199.
 
D
 
Di bella lode ardente avidità 5.
Dunque mentre mi chiedi i Giulj tre 12.
Dimmi, che giova, o Creditor, che tu 26.
Dica chi vuol, l'attrazzion si dà 65.
Di tanto orrore un sogno tal mi fu 106.
Dicon, ch'era una volta in Friggia un Re 110.
Dal frigido Lappon, vanne fin là 144.
Di che stupirsi il Creditor non ha 145.
Dica pur, chi dir vuole: eccolo quì 150.
Dacchè partì Crisofilo di quà 158.
Dicesi, che taluno adoperò 161.
Di sbrigarmi oramai speme non v'è 166.
Dacchè l'imagin della tua beltà 175.
Dunque pieni di dolce ilarità 180.
 
E
 
È Fola ciò, che dicesi dei dì 33.
È cosa natural, ch'io sogni ciò 37.
 
 
F
 
Finchè guai non mi afflissero, finchè 8.
Felici tempi in cui Berta filò 41.
Fiera gente vid'io, che non ha Fè 45.
Finchè ti splenderan sereni i dì 72.
Forse al tempo, che Davide regnò 104.
Forse viver non puoi senza di me? 126.
Felice il Mercadante, che non sta 127.
Forse talun si sdegnerà con me 194.
Folle colui, che ne' più lieti dì 197.
 
G
 
Guardami il Ciel! che brutto sogno oimè! 105.
Giacchè quest'aere, che spirando vo 152.
 
H
 
Ho inteso dir di Ciceron, che fu 124.
 
I
 
Io, che folle vantava un tempo fa 9.
Io non potrò dimenticar mai più 13.
Io mi sognai, saran due notti o tre 25.
Il caro foglio Ergasto mio, che tu 54.
Insegnano i Filosofi, che se 69.
Impallidisce il misero Bassà 70.
Il bel costume di operar così 75.
Inusitata generosità 77.
Io non bramo il Tesor d'Attalo Re 101.
Il numero ternario un non so che 137.
Importuno il tafan così non è 146.
Io mi protesto, che non so ciocchè 151.
Io t'assicuro, o Creditor, che se 165.
 
L
 
Lungi o favole o sogni altri già fu 3.
L'uso scema il piacer. Cosa non v'ha 29.
L'amor sincero, che ravviso in te 55.
Là presso il Polo, nei più corti dì 81.
Lo stupido Barbier, che a Mida un dì 88.
La lingua d'oc, dett'anch'oggi così 108.
La prima volta, che il Nocchiero udì 122.
L'Imagine di Nisa un tempo fa 173.
La rigida stagion omai partì 188.
La soverchia in parlar prolissità 190.
 
M
 
Mai l'Uom felice in vita sua non fu 15.
Mentre la greggia pascolava un dì 20.
Mi ricordo aver letto in un Rabbì 27.
Mentre l'Eco mi chiede i Giulj tre 31.
Menzogna filosofica non è 49.
Ma il Creditore mio de' Giulj tre 58.
Ma quand'Egli si ostina a dir di no 60.
Mentre il mio Creditor dei Giulj tre 130.
Meco t'adiri, e vuoi saper perchè 139.
Ma per ragion di fatto io sosterrò 142.
Ma come un tempo Oreste, il qual poichè 153.
 
N
 
Non è il debito un mal, che abbia con se 28.
Nocchier, che lungamente s'avvezzò 36.
Non ci perdiamo d'animo però 63.
Non poche volte ho inteso dir, da chi 78.
Nocchier, che 'l vasto mar solcando va 94.
Non già per impugnar la verità 107.
Non di tanto piacer Priamo esultò 163.
Non isdegnarti, se la tua beltà 167.
Nisa, quell'orsacchin, che l'altro dì 169.
Nisa, se mai ricuperar potrò 177.
 
O
 
O bambolin che nella prima età 16.
Or che d'Europa tra fiere ostilità 22.
Oppressa dai gran debiti allorchè 23.
O sia qualche diabolica virtù 30.
Or che il lucido Sol da noi partì 34.
O sonno placidissimo, che se' 35.
O Crisofilo mio da un tempo in quà 50.
Or dunque, Ergasto mio, sappi, che io vo 56.
Oh quanto scioccamente vaneggiò 102.
O inutile travaglio, o vanità 113.
Opra da discret'Uom giammai non fu 129.
Or dunque, amici, un caro addio vi do 154.
O felice avventura, o novità 156.
O Nisa mia, non ti piccar però 168.
Omai sei volte il Sol dal Gange uscì 170.
O Nisa bella, or che vicin ti sto 181.
Or qual mi ingombra insolita virtù 183.
Odimi Osmino: Come pria tu puo' 184.
 
 
P
 
Placido scorre un fiumicel laggiù 40.
Propizio il Ciel m'assista, e di lassù 42.
Per legge di natura ciascun de' 51.
Per occultarmi al Creditor, poichè 74.
Prima i rapidi fiumi andranno in su 83.
Passaggier, che soletto inerme, e a piè 85.
Pellegrin, che smarrissi, e s'internò 97.
Pallon, che la parete a colpir va 116.
Pera colui, che primo a noi portò 119.
Postier vi sono lettere per me? 160.
Possente Bacco, almo piacer sei tu 182.
Poichè la pioggia Autunnal cadè 195.
 
Q
 
Quando un atto spessissimo si fa 11.
Quel, che ha più di vigore, e attività 38.
Quindi è, che ognor rammento il luogo, e il dì 39.
Quel, che sì fieramente imperversò 47.
Quando il Sol più cocenti, e dritti in giù 71.
Qualor tetra mestizia m'assalì 73.
Qual Uom, che lunga prigionia soffrì 80.
Qual'armonia dal Ciel fra noi calò 96.
Qual geme afflitta, e misera Città 159.
Questo è il luogo fatal, Tirsi, ove un dì 185.
Quando del Mondo nella prima età 189.
Questi, che al vento in van spargendo vo 196.
 
R
 
Ronzin, che i sproni al fianco ognor soffrì 92.
 
 
S
 
Se già negli anni di mia gioventù 2.
Senza quella sublime alma virtù 6.
Se a rimirar qualche augelletto sto 18.
Se colla produttrice alma virtù 21.
Se un natural perpetuo moto egli è 32.
Se morte un brutto scherzo non mi fa 43.
Se tu avessi la verga di Mosè 48.
Se su le gambe, su la faccia, o su 52.
Se interrogasse alcun quelli, che già 67.
Spesso al mio Creditor vien volontà 76.
Se un risalto febbril si desta in me 79.
Se Dedalo ingegnoso ai fianchi unì 84.
Sempre per infallibil terrò 87.
Spesso in mezzo alle mie calamità 91.
Si mostra il Creditor spesso con me 93.
Soffrir d'aspro Padron la senettù 100.
Saggio Guerrier, che forza, ed arte usò 109.
Secondo la diversa qualità 118.
Stansi i bitumi oziosi, e i solfi giù 125.
S'armi fortuna pur contro di me 131.
Se là, dove il Pastor recinto fe 133.
Se pur così non m'interpelli, acciò 140.
Se il Ciel tutte versasse addosso a me 147.
Se in compagnia di vaghe Ninfe io sto 149.
Se mai d'un rio sul verde margo, o appiè 171.
Se d'altre Ninfe in compagnia sen va 176.
Sorgi omai dalle piume, Elpin, che già 179.
Soffia aquilon, e il Ciel s'irrigidì 187.
Se facessi più prove, che non fe 193.
Stando jernotte in cameretta, e lì 200.
 
T
 
Tu mi chiedi denari, ed io non gli ho 19.
Tunisi, Algeri, Tripoli, e Salè 46.
Tu, che sai ben di Logica, che fa 59.
Timida Lepre, o Cavriol, poichè 68.
Tu dici, che niun mai trovar potrà 111.
Tu crederai, che irato io sia con te 115.
Tra l'affanno, e il calor smaniando sta 117.
Tra i Filosofi dell'antichità 123.
Tigre, a cui i figli il cacciator rapì 191.
 
V
 
Voi che udite le mie calamità 7.
Vaghe colline, ombrose amenità 14.
Vincolo conjugal non mi legò 24.
Vano desio, folle pensier nutrì 64.
Vero è, che questa incognita virtù 66.
Vn certo Ammirator d'Antichità 128.
Vieni: mi disse il mio destino un dì 132.
Vn Bando rigoroso affisso fu 135.
Valoroso guerrier colui non è 138.
Vom, che sempre tranquillo il tutto udì 141.
Vedesti mai, se il genitor partì 162.
Ve', quel gruppo di fior, che comparì 172.
Ve', che alla riva il marinar di già 186.
Vom di voce sottil, di mezza età 198.

IL FINE.


NOTE:

1.  

. . . . . . amphora caepit

Institui, currente rota, cur urceus exit?

Hor. de Art. Poet.

2.  Questo semplicissimo Sonetto estemporaneamente fatto diede occasione all'Opera.

3.  Cic. lib. 3. de Off.

4.  Uno de' motivi, per cui la Plebe si ritirò nel Monte Sacro fu per ritrovarsi oppressa da' debiti, per sollevarla dai quali invano avea nella Curia pubblicamente parlato M. Valerio Dittatore: Menenio Agrippa però col celebre Apologo delle membra del Corpo Umano fra loro discordi gl'indusse a riunirsi coi Senatori. Liv. Dec. pr. lib. 2. cap. 16. e 17.

5.  Num. 36. 4. Deut. 15. 2.

6.  Nomi di Arabi autori di Cabale.

7.  Questa Società chiamavasi degli Eranisti apò tù eranizin dall'impetrarsi da qualcheduno, che gli amici alcuna casa a suo pro contribuissero. Onde Gronovio nelle antichità Greche riferisce, che èranos chiamavasi quella Cena, alle spese della quale ciascun degli Amici la sua porzione contribuiva.

8.  Liv. Dec. pr. lib. 3. cap. 13. & 14.

9.  Liv. Dec. pr. lib. 5 cap. 27.

10.  Dieu, chi destinoit les hommes a la societé, la leur rendit necessaire par mille besoins reciproques. M. Debonnaire Introd. a les Lecons de la Sagesse.

11.  In udendo una Musica.

12.  Platone.

13.  Le lingue Volgari nate dalla corruzzione della latina presero ordinariamente la denominazione dalla particola affermativa. Quindi perchè la Lingua Provenzale esprimeva l'affermazione colla particola oc perciò fu detta Lingua d'oc; e perchè la Lingua Italiana si affermava colla particola , perciò da Dante cant. 33. della Comedia l'Italia fu chiamata il bel Paese del sì. E quindi ancora, perchè i Provenzali in Poesia Romanza, e i Franchi in Prosa le prodezze di Artù e degli altri Cavalieri, detti erranti, narrarono; perciò Poeti dell'oc, e Prosatori dell'ouì chiamolli Monsignor Giusto Fontanini, che potrà leggersi al cap. 30. dell'Eloq. Ital.

14.  Il Padre Daniele Autore dell'Opera intitolata: Viaggi per lo Mondo di Cartesio.

15.  Il Sesterzio minore, detto in Latino Sestertius a differenza del Sesterzio maggiore, in latino chiamato Sestertium, che valeva mille Sesterzj minori, costava due Assi e mezzo. L'Asse era la decima parte del Danaro; onde il Danaro comodamente può ragguagliarsi al nostro Giulio, l'Asse al Bajocco, e quindi il Sesterzio minore al mezzo Grosso: Non ostante molti Autori regolandosi col valore intrinseco di detto Sesterzio lo ragguagliano alla ragione di tre nostri Bajocchi.

16.  Avendo Filippo il Macedone domandato ai Bizantini il passaggio per gli Stati loro; essi gli risposero colla sola particola negativa Apoph.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.