736. Liutp. c. 22, 29, 91, 117.
737. Rach. c. 8.
738. Cfr. Chart. I, 45, a. 887; un documento è ritenuto privo di valore legale non perchè sia falso ma perchè non è stato scritto o firmato da un notarius scriba publicus.
739. È la nota definizione datane da Rolandino nel proemio del suo Tractatus notularum.
740. Loth. 98. Per l'intervento dei notai nel placito come scabini è tipico l'esempio del giudice astense Graseverto.
Cfr. Ficker, loc. cit., III, pag. 21 e 22 e Cipolla. Di Audace cit., pag. 194-96. A Piacenza, a. 879 uno scabino è archinotarius. Cfr. Mayer Ital. Verf. cit., § 5, nota 83.
741. Lex alam. XXXVI, 1, 2; Lex Baiuw. II, 15, 1. E mi piace riportare qui anche un caso pratico contemporaneo al periodo che si sta studiando in Italia in questo volume.
Loersch H. Schröder R. Urkunden zur Geschichte des deutschen Privatrechtes. Bonn. 1881, n. 53, pag. 35. Traditio capturae ad Suuarzetmuore. Isti tradiderunt... Isti tradiderunt et nihil acceperunt... Anno ab incarnatione Domini 827 et regni Hludounici imperatoris 14 factus est Conventus publicus in loco qui dicitur Suuarzetmuor et Hrabanus abbas fuit in eo et Poppo Comes et majores natu de comitatu eius, quorum nomina sunt: Liutpraht, Uuidarold, Uuotan, Gundacar, Herimot, Friduhelm, Nidhart, Ortheri, Otto, Alspraht, Einrat, Helmolt, Ratger, coram quibus Herimot et Berahart dixerunt se in illa captura aliquam habere portiunculam, sed tamen eorum adquisitio ita difinita est et pacata, ut dominus Hrabanus abbas illis duos boves et duo pallia lanea et linea, duos gladios daret, et illi negaverunt et abdicaverunt coram suprascriptis nobilibus viris, quod ulterius in illa captura nullam communionem habeant. Coram his vero testibus datum fuit quod dominus Hrabanus abbas promisit, et negatum et traditum ab Herimote et Beraharte et Munihelme et Attamanne et Nidgere et Lungane.
Seguono i nomi di 23 testimoni dei quali i primi due monaci.
742. Mentre si conserva il sistema dell'allegazione apud publica gestis municipalibus (cfr. doc. edito dal Savigny Stor. cit., I, pag. 348); il testamento di Beltramo dell'anno 615 e quello di Adoindo del 642 è in forum delato, turbis circumstantibus a indice reseratum recitatunque (Id. ibid., pag. 116); le donazioni sono fatte in mallo publico (cfr. Dachery. Spicilegium sine collectio veterum aliquot scriptorum. Parigi, 1723, pag. 878, luglio 874) e l'assemblea generale acquista sempre maggiore importanza.
743. Lex Wisig. VIII, 5, 6 — IX. 1, 8; 2, 5 — VI, 2, 3 — XII, 2, 14 — VIII, 4, 14 — VII, 4, 7 — III, 4, 17 — VI, 2, 4 — VII, 2, 6 — VIII, 1, 3 — IX, 2, 2 — IX, 3, 3 — XII, 2, 4. Per i suoi rapporti con l'origine del Comune cfr. De Hinojosa E. Origen del Régimen Municipal en Léon y Castilla in «Estudios sobre la historia del derecho espanol» Madrid, 1903, pag. 5 e segg.
744. Cfr. pag. 1 e segg. e pag. 72 e segg.
745. La cosa è tanto nota che è inutile citare la numerosa bibliografia a questo riguardo. Basti ricordare per tutti Pertile loc. cit. II, 1, pag. 15-16; Leicht P. S. Antiche divisioni delle terre a Cividale. Estr. dalle Mem. Stor. Cividalesi 1907; Luzzatto G. Vicinie e Comuni in «Riv. ital. di Sociologia» 1909, fasc. 3-4, che ne riporta numerose prove e Tamassia N. Due documenti napoletani del 1139, che è importante perchè oltre a indicare e a servirsi di buon materiale, prova il perdurare ininterrotto delle antiche divisioni territoriali cittadine in regioni ed in quartieri dipendenti dalle singole porte anche in provincie esenti dalla dominazione langobarda.
746. Anche questo è notissimo. È da osservare che lo stesso avveniva anche in territori non langobardi. Belisario fece ribattezzare a Roma la porta di S. Sebastiano ponendola sotto la protezione dei due santi orientali Giorgio e Conone (Diehl O. Études cit. pag. 262) e che qualche volta la porta riceveva il nome di un santo venerato in una chiesa fuori delle mura. Ciò che è una prova novella dell'intimità del vincolo che univa il suburbio alla città. — Tale è il caso della porta di S. Stefano a Vercelli. Cfr. Adriani loc. cit., pag. 628, nota.
747. Ughelli loc. cit. VIII, col. 32.
748. Ed. Carmagnola cit., cap. 209.
749. A quanto già si è detto si può aggiungere Berlan. Il libro delle consuetudini mil. cit. pag. 145 e segg. e specialmente 147.
750. Giulini loc. cit. ad an., vol. V, pag. 503 e vol. VI, pag. 463.
751. Nei «Mon. Germ. Hist.» Leges, ed. Pertz, III, pag. 397.
752. Boretius I, 1, c. 8, pag. 197.
753. Cfr. Muratori, Diss. XXIII, col. 824 e RR. II. SS. I, 2, pag. 81, libro VI, legge 88.
754. Il quartiere non figura fra le corporazioni militari provviste di personalità giuridica ricordate dal libro V del Codice Teodosiano.
755. Eccone un esempio che rendo noto perchè inedito e che debbo alla cortesia del prof. A. Anzillotti. Pistoia 1109 febbraio. Breve di investitura di una terra con casa entro la città prope Sala Loteringa fatta da Marchesello di Oggicione a Bonico Romanelli. Ita tamen quod si ipse Marchesellus (il locante) et frater suus sit ita impeditus quod non audeat habitare in porta Caldatica vel in porta S. Petri quod ipsi possint venire ad habitandum in predicta domu donec fuerint ausi redire ad habitandum in domu illorum tunc deinde debent ipsa scomborare.
Ed è nota la grave discordia sorta nel 1188 fra due porte della città di Lucca. Cfr. gli Annali di Tolomeo ed. Muratori in «RR. II. SS.» XI, col. 1274.
756. Cfr. Mazzi A. Note suburbane cit. pag. 27 e segg.
757. Tipico è il castrum vetus di Asti, passato alla Chiesa astese fra il 936 e il 937. Cfr. Cipolla C. Di audace cit., pag. 209 Lo stesso avviene a Verona (Ughelli V, col. 711. a 818), a Reggio (Tiraboschi Mem. di Nonantola cit., II, pag. 58), a Modena (a. 1108... casa in civitate Mut. que jacet prope Castello — a. 1133... iuxta murum castelli episcopi — Id. loco cit.), a Genova ed in numerose altre città. Cfr. Mazzi A. Note cit., pag. 39.
758. Cfr. i due documenti indicati dal Davidsohn. Storia cit. pagine 522-23.