148. «Ottoni Frisingensi episcopo.... viro utique qui singularem habebat dolorem de controversia inter regnum et sacerdotium.» Rahevini, Gesta Friderici, III, 22.
149. «Praelium hoc a decima pene dici hora usque ad noctem protractum est. Caesi fuerunt ibi vel in Tyberi mersi pene mille, capti ferme ducenti, sautiati innumeri, caeteri in fugam versi, imo tantum ex nostris, mirum dictu, occiso, uno capto. Plus enim nostros intemperies coeli aestusque illo in tempore maxime circa Urbem immoderatior, quam Romanorum laedere poterant arma.» Eppure «Finito tam magnifico triumpho,» il dì seguente l'Imperatore ritraeva l'esercito e s'accampava a rispettosa distanza da Roma. Non è senza interesse il confrontar questo episodio della storia del vescovo di Frisinga col passo di Liudprando citato qui sopra alla pagina 131. Il testo pubblicato dal Waitz nella nuova edizione delle Gesta, porta il numero dei Romani morti a seicento, ma tra le numerose varianti ch'egli reca, non indica il manoscritto da cui ha tratto questa variante, che pure è così considerevole.
150. Le edizioni recano veramente: ex hac comminandi potestate, ma la frase non mi par che abbia senso. Io credo che debba leggersi commanendi e traduco a seconda della mia congettura, la quale mi par confermata da tutto il passo che dice: «Ex quo fit ut tota illa terra inter civitates ferme divisa, singulae ad commanendum secum diocesanos compulerint, vixque aliquis nobilis vel vir magnus tam magno ambitu inveniri queat, qui civitatis suae non sequatur imperium. Consueverunt autem singuli singula territoria ex hac comminandi (l. commanendi) potestate comitatus suos appellare.»
151. «Ego autem, qui huius operis principium eius [Ottonis] ex ore adnotavi, finemque eius de principis iussu perficiendum suscepi, et manu mea ipsius extrema lumina clausi.» Rahevini, Gesta Friderici, IV, 14.
152. Ottonis Frisingensis, Opera (I. Chronicon, II. Gesta Friderici Imperatoris) in Mon. Germ. Hist. SS. XX ed. R. Wilmans, e una nuova edizione delle Gesta curata del Waitz, Hannover, 1884. Oltre Ragevino o Rahevino, che nelle antiche edizioni veniva erroneamente chiamato Radevico, e che ebbe egli stesso un continuatore anonimo, il vescovo di Frisinga ebbe un altro continuatore in Ottone da San Biagio, il quale condusse il Chronicon fino al 1209. Intorno ad Ottone di Frisinga si è scritto molto, e sono da segnalare sopra gli altri gli studî del Giesebrecht e del Wattenbach, e le belle prefazioni del Willmans alla edizione delle opere citate qui sopra. Guntheri Ligurini, De Rebus gestis Friderici I Aenobarbi, ed. pr. Basileae, 1569. Gotifredi Viterbiensis, Opera, in Mon. Germ. Hist. SS. XXII.
153. Gesta di Federico I in Italia.... a cura di Ernesto Monaci, nelle Fonti per la Storia d'Italia, pubblicate dall'Istituto Storico Italiano, e cf. Ernesto Monaci, Il Barbarossa e Arnaldo da Brescia a Roma, nell'Archivio della Società romana di Storia patria, vol. I, e W. v. Giesebrecht, Sopra il poema recentemente scoperto intorno all'imperatore Federico I, lettera al prof. Monaci. Ibid., vol. II. Il signor C. Wenck propose il dubbio che l'autore potesse essere un Thadeus de Roma, nel Neues Archiv, IX, 1 (Anno 1883), ma la sua congettura non venne accolta. Il manoscritto che contiene il poema è del secolo XIII, e in calce porta questo titolo: Gesta per imperatorem Federicum Barbam rubeam, in partibus Lumbardie et Italie. Ruggero Bonghi nel suo mirabile studio sopra Arnaldo da Brescia si giovò assai della pubblicazione del Monaci rilevandone il gran valore.
154. Ne pubblicò alcuni frammenti il Waitz nei Mon. Germ. Hist. SS. XXIV. Intorno a questo scrittore io ebbi occasione di fare alcune osservazioni pubblicando un frammento di cronaca scritto da Landolfo Colonna. Cf. Landolfo e Giovanni Colonna secondo un Codice Bodleiano, in Archivio della R. Società romana di storia patria, vol. VIII.
155. M. Tabarrini, La cronaca di Fra Salimbene da Parma. In tutto ciò che dico di Salimbene, seguo precipuamente il saggio del senatore Marco Tabarrini, uno dei più perfetti lavori usciti dalla penna di quello scrittore eminente. È stato ripubblicato tra i suoi Studî di critica storica, Firenze, 1876. Quanto al Chronicon Fr. Salimbene Parmensis, esso fu per la prima volta pubblicato nel 1857 in Parma (Monumenta historica ad provincias Parmensem et Placentinam pertinentia, vol. III). Nuove edizioni di questa cronaca sono annunziate dall'Istituto Storico Italiano e dalla Società dei Monumenta Germaniae. Intorno alla critica del testo salimbeniano e alle sue relazioni con altre cronache, si è molto discusso, e principalmente dal Clédat, dal Novati, dal Dove, dallo Scheffer-Boichorst, dallo Holder-Egger, dal Wattenbach e dal Michael. Quest'ultimo è autore di un buon libro su Salimbene. E. Michael, Salimbene und seine Cronik, Innsbruck, 1889.
156.
Suo cimitero da questa parte hanno
Con Epicuro tutti i suoi seguaci
Che l'anima col corpo morta fanno.
. . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . .
Qua entro è lo secondo Federico.
Dante, Inferno, X.
157. «Il guelfo Salimbene in quel suo stile caldo e abbondante ci fa sentire i palpiti del cuore italiano.» Amari, Storia del Vespro, I, 5.
158. «Reducta in solitudinem eo quod non esset nec cultor nec transiens per eam.... nec poterant homines arare, nec seminare, nec metere, nec vineas facere, nec in villis habitare.... Verumtamen prope civitates laborabant homines cum custodia militum.... Et hoc oportebat fieri propter berruarios et praedones qui multiplicati erant nimis. Et capiebant homines et ducebant ad carceres ut se redimerent pro pecunia.... Et ita libenter videbat homo hominem, tempore illo euntem per viam, sicut libenter videret diabolum.» Salimb., Chron., pag. 71.
159. Altre due opere storiche notevoli di lui sono la Cronaca Galvagnana e il Chronicon Maius. Cf. L. A. Ferrai, Le Cronache di Galvano Fiamma e le fonti della Galvagnana, nel Bullettino dell'Istituto Storico Italiano, n. 10.
160. Ne ha data una nuova edizione il Ferrai nelle Fonti per la Storia d'Italia, col titolo Historia Johannis de Cermenate.
161. Cf. Gorrini, Il Comune Astigiano e la sua Storiografia. Firenze, 1884.
162. La cronaca dello Smerego fu ristampata dal senatore Lampertico nel volume II dei suoi Scritti storici e letterari.
163. Zanella, Ferreto de' Ferreti, nel volume intitolato: Scritti varii, Firenze, Le Monnier, 1877, e cf. Morsolin, Le Fonti della storia di Vicenza, Venezia, 1881; Max Laue, Ferreto von Vicenza; e Cipolla, in Giornale storico della Letteratura, III, 229; Amari, Storia del Vespro, III, 19.
164. Ferreti Vicentini, Historia rerum in Italia gestarum ab an. 1250 usque ad an. 1318, e De Scaligerorum origine poema, in Muratori, Rer. Ital. Script., vol. IX. — Rolandini Patavini, De factis in Marchia Tarvisina, lib. XII. Ibid., vol. XII, e Mon. Germ. Hist., Script., vol. XIX. Gli altri scritti menzionati qui sopra trovansi anch'essi nella raccolta muratoriana. Anche è da ricordare una cronaca che già il Muratori aveva pubblicato col titolo di Chronicon Patavinum (Antiq. Ital., vol. IV) e di cui il professore A. Bonardi ha dato una nuova edizione nella Miscellanea di storia veneta, ser. II, t. VI, col titolo Liber Regiminum Paduae. Il Bonardi dimostra come l'autore del Liber attingesse a fonti originali che sono ora perdute. Le cronache piemontesi furono ripubblicate a Torino negli Historiae Patriae Monumenta.
165. Albertini Mussati, Historia Augusta, ap. Muratori, Rer. It. Script., vol. X, col. 417.
166. «Fine facto fremens Senatus in altum voces tulit pari assensu haec omnia sancienda dijudicans.» Ibid.
167. De Gestis Italicorum, loc. cit., col. 614.
168. Albertini Mussati Opera, Venetiis, 1636. De Gestis Henrici VII Caesaris, Historia Augusta. De Gestis Italicorum post mortem Henrici VII. Eccerinis Tragoedia, ap. Muratori, Rer. Ital. Script., vol. X. Una nuova pregevole edizione dell'Eccerinis è comparsa testé accompagnata da uno studio importante del Carducci. Albertino Mussato, Eccerinide, tragedia a cura di Luigi Padrin con uno studio di Giosuè Carducci, Bologna, Zanichelli, 1900. In un codice vaticano si sono scoperti sette libri della Historia Augusta tuttora inediti, che fanno sempre più desiderare una completa edizione delle opere storiche di Albertino Mussato. Diversi lavori sono apparsi su questo autore, tra i quali uno assai notevole di Giacomo Zanella, Di Albertino Mussato e delle guerre tra Padovani e Vicentini, in cui l'autore esamina con molta finezza oltre gli storici alcuni altri componimenti letterari, e in uno d'essi intitolato Il Sogno vede alcune relazioni colla Divina Commedia. Ne ho tratto aiuto. Veggansi anche sopra il Mussato gli scritti del Wychgram, del Cappelletti, dello Zardo, del Minoia, del Gloria e del Novati. Buono il saggio di W. Friedensburg, Zur Kritik der Historia Augusta nelle Forschungen zur Deutschen Geschichte. XXIII, 1. Il Friedensburg ha anche tradotto in tedesco il lavoro d'Albertino, di cui non esiste, ch'io sappia, traduzione italiana. Finora il Mussato è il migliore storico di sé stesso. I due Cortusi e i due Gatara zio e nipote i primi, padre e figlio i secondi, scrissero di Padova dopo Albertino, ma son di molto inferiori a lui. È necessario limitarsi a menzionarli qui in nota. Le opere loro furono pubblicate dal Muratori, Op. cit., vol. X e XVII.
169. «Scis quippe tu nostrorum actuum in Rempubblicam, fide testis Episcope, quantis domi militiaeque solertiis implicer, ut nec nox agendorum variis meditationibus suppetat, nec agendis lux diurna sufficiat.... Sed quamquam sic agitantibus vexatus anfractibus, quia in parte laborum ipse fuerim, scribendi laborem recusasse nolim, praesertim tanto permotus auctore.»
170. Le fonti della storia veneziana sono, com'è naturale, oggetto continuo di ricerche e di dissertazioni per gli eruditi. Oltre ciò che hanno lasciato su tale argomento il Muratori, il Foscarini, il Tiraboschi ed il Pertz, cito particolarmente per averne ricavato grande aiuto i due lavori del Simonsfeld e del Monticolo già mentovati, ed un altro studio del Simonsfeld sopra Andrea Dandolo pubblicato nell'Archivio Veneto. Veggansi anche i lavori del Prost nella Revue des Questions Historiques.
171. La Cronique des Veniciens de Maistre Martin Da Canal, edita dal Polidori con traduzione a fronte del Galvani. Ho adoperato questa traduzione nel frammento riportato qui sopra. La cronaca è pubblicata nell'Archivio Storico Italiano, prima serie, vol. VIII, an. 1845. Lo stesso volume contiene il Chronicon Altinate pubblicato da A. Rossi, e i frammenti della cronaca di Marco pubblicati da Angelo Zon.
172. «Certe graviorem de iis rebus scriptorem nullum proferam.» Muratori, In praef. ad A. Danduli chronicon.
173. Andreae Danduli, Chronicon Venetum, a Pontificatu S. Marci ad an. usque 1339: succedit Raph. Caresini continuatio usque ad an. 1388 nunc primum evulgata, in Muratori, Rer. Ital. Script., vol. XII. Menziono qui anche la cronaca scritta in italiano da Daniele Chinazzo sulla guerra di Chioggia tra Veneziani e Genovesi (A. D. 1378 e seg.). Ibid. vol. XV.
174. Cafari et continuatorum Annales Januenses, ed. Pertz, in Mon. Germ. Hist., vol. XIII. Agli Annali è premessa una buonissima prefazione del Pertz alla quale mi sono attenuto assai da vicino per le notizie che reco sugli annalisti. Una nuova edizione assai migliore ne dà in luce ora l'Istituto Storico Italiano nella sua raccolta. Il primo volume già pubblicato contiene gli scritti di Caffaro e gli Annali di Oberto Cancelliere fino all'anno 1173. Curò l'edizione di questo primo volume Luigi Tommaso Belgrano e vi premise una introduzione ricca di notizie e di particolari eruditi intorno ai due primi annalisti. Interrotto per la morte del Belgrano, il lavoro viene ora continuato dal marchese Cesare Imperiale di S. Angelo di cui vuolsi anche menzionare il bel libro su Caffaro. Annali Genovesi di Caffaro e de' suoi continuatori nelle Fonti per la Storia d'Italia, e cf. C. Imperiale di S. Angelo, Caffaro e i suoi tempi, Torino, Roux, 1894. Relativamente a Genova anche giova ricordare il Chronicon Genuense ab origine urbis usque ad an. 1297, di Jacopo da Varagine, noto autore della Legenda aurea. Lo pubblicò il Muratori nel IX volume dei Rerum Italicarum compendiandone la parte antica e leggendaria e conservando intera la serie dei vescovi e la parte del Chronicon più vicina ai tempi dell'autore.
175. Laurentii Vernensis, De bello Maioricano libri VII. Rer. Ital. Script., vol. VI. — Gesta trumphalia per Pisanos facta, Ibid. Bernardi Marangonis, Annales Pisani, 1004-1115, Mon. Germ. Hist. Script., vol. XIX, e colla continuazione di Michele De Vico, in Muratori, Ibid. Le opere nominate qui appresso immediatamente, in Muratori, Op. cit., vol. XI, XV, XVIII. E veggasi anche il volume VI dei Documenti di Storia italiana pubblicato dalla Deputazione Toscana di storia patria, che contiene, gli Annales Ptolemaei Lucensis pubblicati a cura di C. Minutoli, e i Gesta Florentinorum a cura di C. Milanesi. Le Croniche di Giovanni Sercambi sono state pubblicate a cura di Salvatore Bongi nella raccolta delle Fonti dall'Istituto Storico Italiano.
176. Non mi pare di dover far menzione del Petrarca, perché l'azione sua come storico si volse alla antichità classica, di cui promosse con tanto amore e con tanta fortuna la risurrezione. Tra le opere sue hanno grande importanza per la storia contemporanea le Epistolae. Per le stesse ragioni non parlo del Boccaccio di cui neppure tengo discorso per la Vita di Dante e pel Commento alla Divina Commedia che mi condurrebbe agli altri commentatori e fuori dei miei confini.
177.
L'altra traendo alla rocca la chioma
Favoleggiava con la sua famiglia
De' Troiani e di Fiesole e di Roma.
Dante, Paradiso, XV.
178. Intorno a questi primi cronisti cf. P. Scheffer Boichorst, Gesta Florentinorum in Archiv der Gesellschaft für ältere deutsche Geschichtskunde, vol. XII. Otto Hartwig, Quellen und Forschungen zu ältesten Geschichte der Stadt Florenz, Marburg, 1875, Halle, 1880 e le buone osservazioni del prof. Cesare Paoli su questo libro, nell'Archivio Storico Italiano, 4ª serie, t. IX. P. Villari, I primi due secoli della Storia di Firenze, Firenze, 1893-94, e specialmente il primo capitolo di quest'opera, e l'appendice in cui il Villari pubblica la cronaca già attribuita a Brunetto Latini. R. Davidsohn, Geschichte von Florenz, Berlino, 1896. P. Santini, Documenti dell'antica costituzione del comune di Firenze, pubblicato dalla R. Deputazione Toscana di storia patria, Documenti, vol. X.
179. Vedasi su questo argomento il bellissimo studio di Vittorio Lami, Di un compendio inedito della Cronica di Giovanni Villani nelle sue relazioni con la storia fiorentina malispiniana, in Archivio Storico Italiano, 5ª serie t. V. Con questo lavoro il Lami si avvicinò molto alla soluzione del problema, ed è assai da dolere che la morte immatura gli vietasse di giungere ad una conclusione definitiva.
180. L'autenticità di questa cronaca è stata cagione di lunghe appassionate controversie ormai sopite, giova sperare, per sempre. L'opera ponderosa, ma dotta onesta e sagace, del professore Isidoro Del Lungo (Dino Compagni e la sua cronica, Firenze, Le Monnier, 1879-1887) ha conclusa la questione e reso doppio servigio alle lettere, provando l'autenticità della cronaca e porgendone anche una edizione assai buona. Di tutta questa questione di Dino Compagni, come l'hanno chiamata, io non farò parola, memore che il libro presente non è polemico. Solo era necessità accennare al fatto, e ricordare il libro del professore Del Lungo che mi è guida in queste pagine, e al quale dovranno sempre aver grande obbligo quanti d'ora innanzi studieranno la cronaca del Compagni. Il Del Lungo ha pubblicato anche un'altra edizione della Cronica per uso scolastico con un commento ed una prefazione eccellenti, ed ora, ristudiando il suo maggior libro, ne ha tratto un volume di pregio singolare. I. Del Lungo, Da Bonifazio VIII ad Arrigo VII, Milano, Hoepli, 1899.
181. Tosti, Storia di Bonifazio VIII e dei suoi tempi.
182. Morì il 26 di febbraio del 1324. I brani della Cronica che si leggono qui sopra, sono citati secondo il testo della edizione scolastica curata da I. Del Lungo nella sua terza ristampa (Firenze, 1895). Nomino qui con sentimento di particolare riconoscenza i miei cari amici Isidoro Del Lungo e Cesare Paoli, pei molti suggerimenti che mi hanno dato mentre rivedevo queste ultime pagine relative ai cronisti fiorentini.
183. Gino Capponi, Storia della Repubblica di Firenze. Firenze, Barbèra, 1876. Il prof. Del Lungo (Op. cit., vol. I, pagg. 971 e segg.) fa alcune eccezioni a questo giudizio del Capponi, e nella sua prefazione alla edizione scolastica scrive queste parole che pure mi sembrano meritevoli di nota: «Il libro di Dino non è una cronica, nel senso in che questa forma di narrazione si distingue dalla storia propriamente detta.... Del resto la Cronica del Compagni è proprio la storia d'un fatto determinato e speciale, cioè la Divisione di Parte Guelfa in Firenze tra Bianchi e Neri; storia nella quale spiccano, in modo rilevantissimo, gli antecedenti il mezzo e la conclusione; e dove inoltre la partecipazione dell'Autore in non piccola parte de' fatti che narra, dà alle sue pagine.... alcuno dei caratteri del Commentario.»
184. «Like our own Gibbon musing upon the steps of Ara Coeli, within sight of the Capitol, and within hearing of the monks at prayer, he felt the genius loci stir him with a mixture of astonishment and pathos.» J. A. Symonds, Renaissance in Italy.
185. G. Villani, VIII, 36.