The Project Gutenberg eBook of Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo II

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Title: Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo II

Author: Aron Fernando


Release date: May 23, 2019 [eBook #59583]
Most recently updated: November 12, 2019

Language: Italian

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*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK PROGETTO FILOSOFICO DI UNA COMPLETA RIFORMA DEL CULTO E DELL'EDUCAZIONE POLITICO-MORALE DEL POPOLO EBREO, TOMO II ***

Nota di trascrizione in coda al testo.

Progetto Filosofico
Di una completa riforma del Culto
E
Dell'Educazione Politico-Morale
del Popolo Ebreo

di A. Fernando


Tomo Secondo

Capitolo 1.

In che propriamente consista la prima Educazione morale, che un barbaro Costume fa da lungo tempo conferire a' fanciulli ebrei.

Le orali tradizioni passano regolarmente da' genitori a' figli, e da questi al lignaggio susseguente colla stessa facilità, e colle prerogative medesime che si farebbero passare direttamente i beni di famiglia: ognuno riceve da' propri genitori gli stessi documenti, ad un tale riguardo, che hanno essi medesimi ricevuto da loro; ma ognuno altresì gli dilata, gli ristringne, gli modifica, e gli rappresenta a misura delle passioni che sente intimamente delle idee delle quali è nutrito, ovvero dell'interesse individuale che lo muove. Il Cervello dell'uomo, sopra tutto nell'infanzia, è una cera molle, suscettibile di ricevere qualunque siasi impressione che affiggere gli si voglia; l'educazione, che giustamente si dice essere una seconda natura per esso lui, gli somministra quasi tutte le di lui opinioni; e ciò che v'ha di peggio ancora in un tempo in cui esso è nella massima impotenza di discernerle, se ottime per adottarle, e trarne de' solidi vantaggi, se riprovabili per sfuggirne l'incontro, e rigettarle. Noi crediamo ciecamente di avere ricevuto dalla natura, o di avere portato seco noi nascendo, le idee vere, o false, che in un età inesperta si è fatto con violenza entrare nelle nostre teste; a questa fatale persuasione è stata sempre mai riconosciuta una delle più venefiche sorgenti de' travviamenti che cospirano l'intera perdita dell'uomo. In darno ci avvertiscono sensatamente i filosofi che le prime impressioni che si fanno prendere a' fanciulli sieno tali per esse medesime che non abbiano duopo di essere in verun modo nè emendate, nè represse, onde non venghiamo di essere costretti a sostituirne delle nuove, o che giungasi all'arduo procinto di doverle riformare; è in vano che i nostri benemeriti maestri antichi ci gridano indefessi che tutto quello che da noi viene imparato sia di bene, sia di male ne' primi intervalli della nostra fanciullezza, si è ciò appunto che ad indelebili caratteri più agevolmente ritenghiamo; ma noi sempre sordi agli avvertimenti salutari degli uni, ed insensibili ognora alle grida amorevoli degli altri, fabbrichiamo da noi stessi i tormenti crudeli che ci affliggono, senza traccia di scampo, nè di conforti, preparando ad un tempo così la nostra perpetua irreparabile sciagura, e quella insieme de' traditi nostri figli (1). Insensibili tiranni! Sembrami udire questi rinfacciarmi amaramente un giorno, se da voi riconosciamo la nostra misera esistenza sulla terra, ci diranno essi lacrimando, da voi soli ripetere dobbiamo unicamente ancora le affliggenti calamità, delle quali saremo un giorno le vittime eterne sopra d'essa; l'avarizia l'ignoranza, e il fanatismo di cui siete fieramente predominati da una parte ci resero tante macchine automate fra gli enti ragionevoli, di aggravio a noi stessi, inutili alla società, ed i venefici principi de' quali ci faceste imbevere dall'altra finirono di abrutirci a questo eccesso.

E che! Tale forse appunto non è l'umiliante linguaggio, che gli sventurati fanciulli ebrei possono tenere meritamente co' propri loro parenti, o genitori? Dicasi di grazia quale è mai il solido reale vantaggio, che questi esseri innocenti possono in verun modo ritrarre da' medesimi che sia efficace a compensarli de' danni incalcolabili che gravemente risentono dalla depravata educazione che loro è infelicemente conferita? Appena un bambino fra noi comincia a sviluppare le sue facoltà loquaci e auricolari, tosto che desso mettesi a portata di balbettare qualche tronco accento quali sono mai i primi suoni, quale il primo linguaggio articolato che percuote le orecchie sue nascenti? Quello, senza dubbio, il più delle volte, o di genitori superstiziosi, ed ignoranti, ovvero quello di una torpida servente, o di un domestico imbecille, che gli si assegna per guida, i quali forse insieme co' loro errori, comunicano ad esso molto sovente ancora i propri vizj.

Tali sono, per sciagura universale, gl'istruttori odierni della prima infanzia de' fanciulli ebrei, ed in ispecie di quelli nati nel suolo dell'Italia, da opulenti famiglie.

Or la mente di un fanciullo, che quale tenera cera, come lo abbiamo rimarcato non è che un istante, è suscettibile di qualunque impressione che vi s'introduca, cosa diverrà esso mai, imbevuto dagli ammaestramenti della più ributtante depravazione, e dalle voci corrotte, deformi, e male sonanti, quali appunto sono quelle che debbono continuamente uscire dalle bocche di costoro (2)? Un ammasso stranamente confuso di ogni orrido assurdo, ed il deposito infetto di tutte le idee le più stravolte, ed insensate; dopo tutto ciò oseremo lagnarci ancora di vedere gl'ingannati fanciulli ebrei de' tempi nostri anche adulti, e fatti uomini per ciò che riguarda il loro fisico soltanto, e d'altronde conservarsi tutta via sempre fanciulli per tutto quello che concerne la loro parte razionale? Non ci rechi dunque altrimenti stupore, se l'infanzia di quasi tutti i nostri bambini dura per l'ordinario, l'intero periodo della loro vita, e se anche provetti gli accompagna sovente fino alla tomba (3).

Ma tutto ciò non rapportasi fino ad ora solo che alla prima puerizia de' fanciulli unicamente, inoltriamoci avanti qualche breve passo, e noi vedremo, con pena, il caso diventare molto peggiore, se non ancora più disperato.

Il contegno detestabile che osservammo tenersi generalmente con quest'illusi fanciulli per lo passato, dovrà senza mistero, farci chiaro comprendere quale dovrà essere il riprovabile metodo d'istruzione che loro preparasi nell'avvenire.

Fin quì l'odibile ingerenza di corrompere, o alterare l'opera stupenda della natura, sembra che solo fosse d'ispezione degli snaturati genitori, o degl'insensibili mercenarj; ma la loro incombenza ributtante cessando nel momento istesso in cui l'infante è pervenuto all'età di 5, o al più 6. Anni, è al termine di questi che la vittima innocente è rimessa fra le mani spietate di nuovi manigoldi civili, i quali compiono l'opera spregevole con tanto funesto successo miseramente cominciata dagli antecedenti. Un nuovo Institutore gli si presenta; il depravato linguaggio di cui questi si serve è fra essi comune, essendo quello medesimo appunto che lo sventurato alunno apprese già nel patrio tetto per sino dal primo istante ch'egli si produsse fra i viventi. Il primo suo ufficio si è quello d'istruirlo di ciò che gli ebrei chiamano דקדוק (sottigliezza) (Dichduk.) consistente nella cognizione de' Caratteri ebraici, de' punti che ne tengono luogo di vocali (di cui quell'idioma è affatto mancante) delle pause che marcate non sono, di sorte alcuna, in detta Lingua, e delle note armoniose, e degli accenti, che si rendono alla medesima essenziali (4); ma tutto ciò si eseguisce materialmente dal primo stupido maestro senza principj grammaticali di sorta alcuna, ed ecco frattanto sparito un intero biennio almeno; che tale è lo spazio di tempo che si fa credere in certo modo presso che indispensabile a questo primo non meno inutile, che lacerante meccanismo (5).

Divenuto in seguito il fanciullo mediocremente conoscitore della semplice forma de' Caratteri ebraici (oltrepassare non potendo un tale circoscritto confine) si fa ripetergli per varie volte le lunghissime preghiere de' giorni solenni, e quelle ancora de' quotidiani, e feriali, fino a tanto che le une, e le altre, ammucchiate gli restino confusamente in testa, in modo che a tempo debito egli possa recitarle colle solite ripetute cantilene senza mai nulla capire di tutto ciò che esprime, come veggiamo accadere oggi appunto fra i cristiani alle femmine, ed alla massima parte degli uomini ancora che recitano tutti d'accordo con tanta devozione le loro quotidiane preghiere nell'idioma latino, senza intendere la minima parola di ciò che le medesime racchiudono.

Gionto ch'è dunque il fanciullo all'età di 9. o 10. anni, si procura di farlo tosto passare alla lettura del Pentateuco, indi gli si fa scorrere i Profeti con tutto il resto della Mikrà, facendolo ad un tempo dedicare nella spiegazione, e nelle glose interminabili de' Commentatori, non meno degli uni, che dell'altro; si ha inoltre la cura di renderlo quanto è possibile intelligente ne' Divini (di cui abbiamo a sufficienza ragionato altrove), giacchè gli espressi motivi dell'osservanza de' precetti, e de' doveri che incumbono l'ebreo sono in essi tutti onninamente racchiusi in un intero Corpo che ha per titolo שולחן ערוך (Sciulhan' ngharuh) mensa preparata, se poi il fanciullo manifestasse un declivio espresso alla professione del rabanismo, è allora che procurasi di renderlo instruito ne' Medrascim, o Rabbot, nel Talmud, nel Zoar, antichissimo Commento della Scrittura che tutto si diffonde sulle allegorie, su' tratti d'immaginazione e su' misteri (6); nelle opere sublimi del celebre Maimonide o Rambam, il quale può dirsi con giustizia, il più colto, ed il più illuminato di tutti i Rabbini dell'Israelismo, ne' dotti Commentarj di Abarbanel sensatissimo critico pur esso, ed in qualche altro più recente ancora, oltre que' tanti già menzionati, che la sua nuova elezione gl'impone di conoscere minutamente per detaglio.

Ecco, in una parola, a che mai si riduce la mostruosa educazione, più teocratica, senza dubbio, che sociale, conferita a' fanciulli ebrei di nostra età, e se malgrado i pessimi principj co' quali pretendesi condurli al premeditato disegno, alcuno di essi per fortuita combinazione vi perviene, ciò non succede che nello spazio di venti anni almeno, senza che in questo lunghissimo intervallo si pensi a fare entrare giammai nella sua testa la benchè minima coltura, non dirò già di scienze astratte, o contemplative, o di amena erudizione, mentre ciò impossibile rendevasi all'ebreo sotto l'orizzonte dell'Italia specialmente si funesto per esso lui ne' tempi andati (siccome dovrò, pur troppo, dimostrarlo in seguito con orrore) ma una semplice pratica di scrivere, una mediocre perizia della stessa lingua del paese in cui vive, usata da quel popolo col quale ha esso duopo di contrarre ad ogni istante stretti legami di Commercio, e di Società, e che per una sventura inconcepibile non giugne mai l'ebreo che a balbettare macchinalmente nella guisa che mirasi fare sovente a' perucchetti, o papagalli, i quali non fanno che ripetere in tronche articolazioni que' pochi vocaboli medesimi che odono (7). In fatti quanti ve n'ha fra gli ebrei che nell'età di 12, o 15 anni leggeranno Onkelos (parafrasi caldea della Bibia) intenderanno Jarki, spiegheranno Ezechiello, conosceranno il Zohar, e non sanno appena vergare il proprio nome, e quanti altri parimenti ve n'ha che ci recano insoffribile nausea ad udirli parlare di cinquanta? Ma almeno è un conforto per questi di potere dividere la loro sventura con infiniti altri individui non ebrei, attaccati fatalmente dallo stesso contagioso malore (8).

Barbari uomini che sì indegnamente vi usurpate il preclaro attributo di padri di famiglia, senza conoscerne giammai nè le leggi rispettabili, nè gli urgenti doveri! Ecco l'opera vostra, genitori spietati di misera prole che la vostra detestabile negligenza rende perpetuamente sventurata, fremete! I complici voi siete di ogni smarrimento che l'ignoranza (sorgente inesauribile di tutte le sciagure che affliggono l'umanità) in cui abbandonasti crudelmente i propri figli farà loro commettere un giorno; ma che dico? No, no, irragionevole sarebbe l'imputare i medesimi della più leggera colpa in questa parte, quando i soli rei siete voi, voi siete i colpevoli, e di essi con più debita ragione riportare voi dovrete la terribile meritata pena; e quale avversione per la vostra rimembranza non dovrà non recare agli stessi vostri figli un tempo, allorchè sviluppata dagli anni la ragione de' medesimi, si vedranno costretti a riconoscere nello stesso autore della loro propria esistenza la cagione fatale di ogni loro triste avvenimento? A che vi gioverà di querelarvi allora contro voi medesimi, detestando la vostra indifferenza brutale per la loro negligentata Coltura? Se con un rincrescimento intempestivo mitigare forse credete il vostro fallo enorme, o se immaginate che possa non esservi dagli altri imputato quello come tale, vi lusingate indarno; ogni rimorso è inutile, superfluo il pentimento per un male che da voi soli dipende di allontanare onninamente o d'impedire; ma che per l'ordinario inevitabile si rende una volta che lo abbiate permesso; in vano finalmente vi sforzerete di palliarli entrambi, attribuendo la colpa alla supposta inclinazione avversa dagli stessi figli per illuminare il loro spirito, e coltivare i loro talenti, allorchè promettendo, forse, per loro intimo declivio, i più rapidi avanzamenti, se tenuto aveste seco loro tutt'altro differente sistema, meno barbaro, e più sociale, costituire gli potevate in tale stato da ricolmare voi di onore, essi medesimi di gloria, la società di ammirazione (9).

Ma la natura, e la ragione sono sufficientemente vendicate degli oltraggi proditorj che dalla vostra insensibile fierezza si commettono in tante guise differenti contro di esse.

(1) Se lo spirito di un fanciullo, si arrendevole per sua natura, si limitato, è una volta sovvertito dal malefico pedantismo di una ignorante educazione, invano tenteranno in seguito le scienze di rischiarare quelle dense tenebre delle quali essa l'ha ingombrato; indarno lo studio, il più metodico ancora, potrà giugnere a dileguarlo dall'errore, ad elevarlo fino alla verità; esso in tale deplorabile stato inutilmente userebbe ogni sforzo d'ingegno e di artifizio di cui fosse capace per ritrovare lo smarrito sentiere, che diretto lo avrebbe con sicurezza nel vero acquisto delle utili Cognizioni se tradito non lo avesse la barbara negligenza di chi più dovea interessarsi per la di lui morale educazione; ond'è che per infondere nell'animo sovvertito di un fanciullo un numero adeguato di verità utili, e necessarie, sarebbe duopo, come lo pensa Elvezio, di svellere dalla sua corrotta fantasia lo stesso equipollente di quelle assurde illusioni delle quali essa ritrovasi miseramente colma, e penetrata; quale rimozione si complicata, e difficile richiederebbe, senza dubbio, un tempo assai lungo; ecco un nuovo argine al felice progresso degli sventurati fanciulli non meno pernicioso di tanti altri, che rendono pur troppo la loro infanzia interminabile, come ce ne convinceremo, con ribrezzo, nel seguito delle nostre successive osservazioni sopra un tale particolare.

(2) Ecco sembrami ritrovata la soluzione del problema per tante volte agitato da' curiosi; per che mai il dialetto dell'ebreo si fa per lo più si notabilmente distinguere da quello degli altri popoli fra i quali esso vive, sia col mozzamento di parole, sia collo strascico di reiterati accenti, ovvero colle nojose inflessioni di vocaboli, ed altre tali deformità le quali sono talmente abituali ad esso, che anche gl'individui più colti di questa nazione vi si mirano cadere assai di frequente. E quale meraviglia? essi con ciò altro non fanno che ripetere, essendo adulti, uomini formati, ed anche decrepiti, le stesse disgustose modulazioni di voci, che sono state loro comunicate nelle fascie: ciò che vieppiù contribuisce ad avvalorare la nostra preallegata opinione che le prime idee succhiate, per così dire, alla mammella insieme col latte nella prima infanzia, sono quelle appunto che restano sempre dominanti nell'uomo.

(3) Quanto sarebbero stati più rapidi, e più felici i progressi di coloro i quali per intima natura forse dotati di una perspicace inclinazione alla coltura, ed allo sviluppo dello spirito, se il primo linguaggio che si è fatto eglino imprimere, non fosse stato corrotto nè vizioso, ma bensì quello di persone instruite, di tersi parlatori, di coltivati soggetti? Non v'ha, per quanto io penso, dice un saggio antico, la benchè minima differenza, tra l'affidare ad un rozzo, ed inesperto manovale la direzione de' primi radicali sotterranei di un edifizio, e l'abbandonare, sia per incuria, sia per ignoranza, i primi anni dell'età di un fanciullo alle perniciose cure di un domestico imbecille, od alla direzione di una persona incolta, o scevra di virtù e di talenti. Quale grave torto non si fa a' giovinetti, quale immenso nocumento non ne risente l'inesperta fantasia de' medesimi abituandogli all'esecrando linguaggio di costoro, che in seguito disimparare hanno duopo, ed anche con somma fatica che rarissime volte giugne giungono a superare felicemente? Natura (dice il più dotto precettore della gioventù) tenacissimi sumus eorum quae rudibus annis percepimus ....... non assuescat ergo puer, ne dum infans quidem est sermoni qui didiscendum sit

Quintili. Instit. Lib. 1. C. 1.

(4) Il Pentateuco, tal quale ritrovasi scritto nel viluppo che viene denominato ספר תורה (Sefer Torah) Libro della Legge di cui fanno gli ebrei pubblica lettura in certi determinati giorni dell'anno entro la Sinagoga, è scritto senza punti vocali, mentre questi sono stati, dopo vari secoli dalla promulgazione fattane da Mosè inventati da masoreti o critici ebrei (de' quali fu già da noi parlato nel 1º. vol.) ad oggetto di fissare, o renderne più agevole l'intelligenza a coloro che non ne avevano una perizia sufficiente; anche gli accenti, o note che gli ebrei chiamano טעמים (Tanghamim) tuono, gusto, armonia di voce è parimenti l'opera di quelli; essi ne hanno inventati di due speci, di cui l'una serve a distinguere le parti del discorso, nella stessa maniera che i Greci, ed i latini usarono i primi de' punti, e delle virgole, affine di separare i differenti periodi de loro variati ragionamenti; gli altri poi hanno per oggetto d'indicare le pause, l'elevazione, e l'abbassamento della voce, leggendo, o piuttosto cantando com'essi fanno, seguitando il costume antico i vocaboli medesimi e le frasi della Scrittura; vi si è finalmente rimarcato in essi qualche analogia molto prossima colle note medesime, che noi impieghiamo usualmente nella musica.

(5) Non è già che gli ebrei manchino di eruditi, ed ingegnosi grammatici, essi ne hanno da disputare con successo la palma di trionfo a tutte le altre nazioni civilizzate del mondo. I Rabbini Jeudah, e Jonah, si distinsero mirabilmente in questo ramo: R. David Kimhi, così nomato per antonomasia Radak, si rese oltremodo classico ancora, ed Abenesdra più di tutti quelli che lo avevano preceduto; ma Elia Levita celebre Rabbino Tedesco gli ha tutti sorpassati; questi al dire de' dotti, è il più perspicace critico che abbia la nazione d'Israel nell'arte della Grammatica. Non bisogna certamente obbliare fra i moderni il rinomato R. Arieh conosciuto altrimenti sotto nome di Leon di Modena; e gli eruditi Rabbini Calimani, e Saraval veneti entrambi, i quali tanto nell'arte della grammatica, quanto in quella della predicazione, oserei dire, che non hanno lasciato successori da eguagliare; ma a fronte di tutte le utili cognizioni che gli ebrei potrebbero acquistare in questa parte, nulla di meno quel tanto che i medesimi posseggono dell'idioma ebraico, non è regolarmente fondato che sopra un abitudine macchinale che fece loro meramente contrarre un lungo uso, senza potere giammai in verun modo renderne motivo, nè ragione. Quindi è che pochi giungono fra essi ad approfondirla, ed a conoscerne il vero spirito.

(6) Il metodo di cui gli ebrei si sono sempre serviti per spiegare le Scritture è stato differente secondo i varj tempi, e la diversità de' luoghi; ma in qualunque siasi maniera è ben di raro ch'essi si siano applicati a trovarvi il senso puramente letterale. In quasi tutti gli antichi Commentari sulla bibblia non vi veggiamo altro che allegorie, giuochi di spirito, istorie immaginate a piacere, e pochissimi concetti morali. Alcuni, per altro, volendogli giustificare, vanno fino a sostenere che lo spirito di quegli antichi scrittori è stato condotto all'invenzione di si fatte stravaganti parabole, o mistiche allegorie, in preferenza delle spiegazioni letterali, per che quelle erano allora molto più gustate dal popolo di ciò che lo fossero queste incapaci del tutto ad eccitare l'attenzione assidua de' loro ascoltatori.

(7) Non si saprebbe cominciare troppo presto una saggia ed istruttiva educazione. È ben vero, per altro, che la tenera fanciullezza non può ancora contenere uno spirito giusto, e moderato, ma per rimediare a questo primo inconveniente è duopo fare prendere alla ragione de' fanciulli un abito da fanciullo; e questo dovrebbe essere propriamente l'ispezione de' genitori, e delle genitrici, a dovere tutti esaminare minutamente da vicino, ed a studiare con assidua precauzione la portata de' soggetti che quelli possono soffrire; tale è l'espediente il più efficace per trarli, con successo dal loro ingenito letargo, ad un simile riguardo, la pena è breve, ed il solido vantaggio che se ne ritrae è di una interminabile durazione. I pregiudizj, e le passioni si impossessano ben presto della vita dell'uomo e presto ancora si corrompono lo spirito, ed il Cuore, quando a' fanciulli troppo tardi si parla, ed allorchè la ragione viene per collocarsi, lo spazio, per così dire, che dee contenerla, è già preventivamente occupato.

(8) È un difetto quasi universale in queste parti di mantenere i fanciulli fino all'età di 8. e forse ancora di 10. anni immersi nella totale ignoranza di ogni cosa, e scevri affatto eziandio del proprio natio idioma. Alcuni filosofi opinano che non si debbono fare applicare i fanciulli agli studj avanti ch'essi abbiano compiuti gli anni sette: Quidam Litteris instituendos, (dice Quintiliano riferendo il sentimento de' medesimi) qui minores septem annis essent non putaverunt quod illa prima ætas, & intellectum disciplinarum capere, & laborem pati non possit (Instit. Cap. 2. Lib. 1.). Però questi sembra essere di opposto pensiere, appoggiato, senza dubbio, al sentimento di Crisippo filosofo Stoico, il quale avendo ragionato estesamente sull'educazione instruttiva de' fanciulli assegna tre soli Anni alle balie, alle quali raccomanda che persino di allora si applichino a formare i costumi di essi, ed a reprimere, per quanto elleno è possibile, la veemenza delle loro passioni che fino a quell'età cominciano a farsi con tutta forza sentire: or prosegue il medesimo Quintiliano, se questa età può essere capace di norma per rapporto a' Costumi, per che mai non dee esserlo egualmente per ciò che almeno riguarda il solo studio delle Lingue? Cur autem non pertineat ad Litteras ætas, quæ ad mores jam pertinet (Ibid). Ma che direbb'egli mai quello stesso Quintiliano se spettatore un solo momento ritrovare ei si potesse fra noi ad osservare il detestabile contegno che si tiene in queste parti, concernente l'educazione morale de' fanciulli? Cosa opinerebb'esso mai, vedendo quella professione stessa che ha egli per lungo Corso di Anni esercitata felicemente con altrettanto luminoso decoro, quanto avventurati universali successi, oggi renduta fra noi sì abbjetta, sì comune, sì popolare? Quale giudizio farebbe degl'insensati genitori, e quale prognostico darebb'egli mai degli sventurati loro figli? Ci reputerebb'egli reprobi, stravaganti, o forsennati?

(9) È certamente un assurdo ripugnante, ma d'altronde molto comune il credere, che ci sieno pochi uomini i quali naschino colla facoltà di bene acquisire le idee che loro si presentano, e di abbracciare gli studj ne' quali si fanno i medesimi applicare; siccome pure ingannasi di gran lunga chi s'immagina che la massima parte de' fanciulli perviene con grande stento a superare quell'accidia molesta, che mirata, per così dire, porta seco lo spirito di questi, poichè quasi tutti, al contrario, sembrano egualmente organizzati ad applicare, a pensare, a ritenere con la massima facilità e prontezza: C'est un talent (dice Elvezio P. 1. de l'Education) aussi naturel a l'homme comme le vol aux oiseaux, la course aux chevaux, et la ferocité aux bêtes farouches. La vie de l'ame est dans son activité, & son industrie, ce qui lui a fait attribuer un origine celeste. Les esprits lourds, & inabiles aux sciences, ne sont pas plus dans l'ordre de la nature, que les monstres & les phénomènes extraordinaires, ces derniers sont rares.

Dal che mi sembra potere fondatamente conchiudere che agevole cosa si rende di ritrovare ne' fanciulli delle risorse considerabili, le quali per sciagura universale o non si conoscono affatto, o si lasciano, pur troppo, sfuggire coll'età: quindi è che allora non dobbiamo qui incolpare la natura, o il talento de' giovani, ma la nostra insensata negligenza per la loro instruttiva educazione unicamente, la quale se una volta giugneremo ad emendare de' suoi perniciosi errori, resteremo a sufficienza convinti della pretta verità di ciò che quì fermamente asseriamo.

Cap. II.

I mostruosi principj de' quali sono i fanciulli ebrei miseramente imbevuti nella loro età puerile, rendono la loro ignoranza pressochè inemendabile durante il Corso di tutta la loro vita.

L'Uomo, dice Seneca il filosofo, nasce barbaro, nè lo miriamo allontanarsi dall'abbjetta condizione delle bestie, che per il solo efficace mezzo dell'educazione morale, de' lumi, e della coltura del suo spirito; più questo è raffinato dall'istruzione, e vieppiù con sufficienti ragioni può esso vantare meritamente nella società il rango eccelso di uomo, cioè, della più ammirabile produzione tratta dall'eterno Consiglio dell'opifice supremo; appoggiato senza dubbio, a questo evidente inconcusso principio, uno de' più gran genj dell'Inghilterra solea ripetere sovente che la scienza, e l'ignoranza erano i positivi essenziali principi del bene, e del male di cui era propriamente suscettibile tutta la specie umana (10).

Ma, che dissi, educazione, lumi, Coltura? Eh! quali nomi ignoti, e scevri di sentimenti a' nostri tempi! I pregiudizj, le sregolate passioni, gli errori, ecco l'odierna educazione dell'uomo; essi lo assaliscono senza ritegno, e gradatamente s'impossessano dell'illuso suo Cuore; la superstizione accorre a perpetuare le di lui calamità, e quindi ne compie il misero edifizio, e mette il colmo alla fatale clessidra; quell'orrido mostro persecutore inesorabile del genere umano, diventa l'unica guida dell'uomo, esso lo fa degenerare dall'esimia sua specie e di gran lunga più feroce lo rende di selvatica fiera. Smarrito esso trovasi allora dall'ameno sentiere di quella solida, e perenne felicità, che una saggia, e metodica educazione gli avrebbe profusamente preparata, senza ostacolo, e quale forsennato vaneggiante al cupo baratro delle chimere esso la cerca laddove non vi è, e persuaso egli resta di ritrovarla laddove appunto non vi può essere (11); questa informe produzione dell'umano delirio, sedotto che abbia un solo istante il credulo mortale a' suoi tenebrosi agguati, inutile gli fa supporre l'educazione per la sua vita, di aggravio la coltura dello spirito, i lumi perniciosi, e costringendolo ad ignorare i vantaggi incommensurabili della prima, vietandogli con ogni sforzo di conoscere i salutari disegni che gli ultimi si prefiggono, esso rinunzia di buon grado all'una, più gli altri non cura, e ciò è pur troppo allorquando la più necessaria, e la più sorprendente produzione della natura, la più inutile diventa la più spregevole[.]

Tale è lo stato deplorabile a cui ridotti io vi miro o sventurati fanciulli d'Israel! Ma ciò che più di ogni altra cosa mi attrista si è il vedere la somma difficoltà de' mezzi efficaci a liberarvene, e di credereavere presso che inutili riconosciuti da gran tempo fino ad ora tutti i miei sforzi, onde rischiarare le insite vostre tenebre, istruirvi, e migliorare la vostra sorte (12); ma con quale fondamento lusingarcene giammai, dopo l'abominevole preparazione, che testè riprovato abbiamo, e che il loro spirito ritrova, senza pena fino dalla culla? Se anche prescindere si volesse da tutti que' panici timori, e ridicole apprensioni che s'incutono a' fanciulli col vano disegno forse di contenerli nel loro dovere, ed abituarli per tempo all'obbedienza, costume generalmente riprovato da' saggi, ma che non lasciasi frattanto di praticare dalla massima parte (13); come supporre che co' tanto venefici elementi de' quali gli abbiamo noi veduto imbeversi possano quelli giugnere una volta a superare quegli argini funesti che formeranno sempre mai un ostacolo presso che ineluttabile alla sviluppo delle loro facoltà intellettuali, come sperare che condurre si possano un giorno fino alla verità, se loro mancano affatto i mezzi opportuni di conoscerla, se la ignorano i loro primi Institutori, e se i propri loro parenti si fecero sempre uno scrupolo di sapere ciò ch'ella fosse? Ingannati eglino stessi grossolanamente fino da' loro primi anni, è ben naturale che si crederanno in dovere d'ingannare alternativamente i propri figli, trasmettendo loro quel tessuto informe di errori, e di Contraddizioni che hanno essi medesimi ricevute come in retaggio da loro travviati progenitori (14). Indi col soccorso dell'abitudine malefica che fanno loro sì per tempo contrarre, ed i panici timori che loro incutono come si disse, fino dalle fascie, essi pervengono a farli tenacemente persistere nelle assurdità più materiali, nel mentre che queste sono il più chiaramente significate. In vano tenterebbe la ragione di fare in simile procinto formalmente valere i suoi diritti; la ragione nulla può contro l'abitudine, la quale diventa, come suole dirsi, una seconda natura per lo spirito umano (15).

Inoltre quando ancora questi miseri fanciulli arrestati non fossero da tale funesto impedimento, con quale coraggio si indurrebbero essi mai ad affrontare le opinioni di quelli che loro fece amare natura, e che mirano cotanto impegnati ad istruirli? Essi non solo gli credono più abili di loro, ma debbono supporli anche intimamente convinti di tutto ciò che da quelli viene loro di proposito comunicato; ed ecco un valido motivo di più onde rendere maggiore la confidenza di questi esseri inesperti verso i propri genitori, dalla parte de' quali non sospettano giammai nè frode, nè menzogna, e quindi fatti adolescenti ancora sentono aumentare la loro sicurezza per essi, in ragione dell'incremento di età, memori delle cure che quelli presero per l'infanzia de' medesimi, allorchè erano impotenti di sostenersi da essi, e senza l'influenza di straniero soccorso (16).

Ecco in quale maniera si fanno insinuare gli errori più grossolani, e si perpetuano i pregiudizj i più degradanti nell'animo degl'ingannati fanciulli dall'Israelismo, senz'altra base fondamentale fuori l'equivoca parola di coloro a' quali essi debbono l'esistenza; ed ecco finalmente il solo genuino motivo per cui una gran parte di essi, specialmente in molte Città dell'Italia, non giugne mai a sviluppare l'intelletto, anche nelle Cognizioni le più agevoli ad abbracciarsi, e le più triviali: quindi vedendo riuscire vani tutti i possibili sforzi per arrivarvi, stancasi per ultimo al segno, che ne abbandona totalmente l'impresa, e più non si cura di proseguirne i tentativi. Egli è dunque così che quella stessa ignoranza ch'ebbero come in retaggio dal primo infelice istante che si produssero al mondo gli accompagna durante la loro vita, nè gli lascia in alcun tempo fino all'estremo periodo delle loro forze.

Ma non vi sono forse altre cause da potersi fondatamente assegnare, oltre le testè menzionate all'alienazione decisa che osservasi nelle 8/10 parti de' giovinetti ebrei per l'assidua coltura delle scienze, e per una solida istruzione? Questo è ciò appunto che noi andiamo ad investigare con ogni diligenza possibile nel cap. Seguente.

(10) Tale è il sentimento di Bacon. In fatti s'è vero, nel modo che in tante guise fu da' saggi dimostrato, che le sole scienze possono rendere l'uomo felice (purchè pago egli resti di coltivarle da uomo, cioè da essere creato, ed efficiente) quanto l'ignoranza farebbe sulla terra meno progressi funesti a danno degli enti ragionevoli, se questi cospirando unanimemente d'accordo, la perdita estrema di quell'orrido mostro, si dedicassero onninamente all'esercizio di quelle, e premurosi di seguitarne con trasporto i salutari ammaestramenti, essi perverrebbero allora a sbandire dal loro spirito que' malefici prestigj che risultano direttamente dall'ignoranza, che formano il tormento perpetuo dell'uomo, e la sua più avvilente degradazione. E appunto ad un tale riguardo che la Grecia ebbe diritto di chiamare barbaro tutto il resto del mondo, mentre non vi ha niente di sì grossolano, e ripugnante dell'ignoranza, siccome niente avvi di più proficuo per l'uomo, e di più salutare per la sua specie della coltura dello spirito, e dello sviluppo della ragione.

(11) Come mai ritrovare felicità in mezzo delle chimere che ci tormentano senza ritegno, come pervenire a possederla, combattuti dall'ignoranza, assaliti da' pregiudizj che ci fanno continuamente una guerra spietata e universale? Essa naturalmente schiva l'incontro disgustoso di questi mostri detestabili, cotanto familiari pur troppo alla specie dell'uomo della nostra età; e questa frattanto assurdamente persuasa di poterla ritrovare nel tumultuoso conflitto delle passioni criminose che da quelli derivano, prende l'illusione che queste fanno ciecamente sullo spirito umano come una vera felicità, si pascola di essa riguardandola per tale, e non si accorge, ch'ella si offrì qualche volta a suoi sguardi nel suo integro sembiante, ma che i suoi deplorabili errori allontanare la fecero dal suo cuore, trasformandola in un labile fantasma che lo inganna, e lo tormenta: Il est du bonheur comme de la verité, dice un illustre antico, elle s'offre quelque fois à nos regards, sans que nous la reconnoissons, & c'est alors qu'elle nous échappe pour toujours.

(12) Questa è una verità con mio intenso rammarico esperimentata da me in 20. Anni consecrati alla istruzione della gioventù; nè sapea intendere la cagione per cui io ritrovava i progressi de' fanciulli ebrei di certi paesi, specialmente dove la lingua è più corrotta, e l'ignoranza è loro più omogenea, sempre più lenti, e più incerti di ciò che lo fossero quelli di coloro nati in certi altri climi differenti, malgrado tutte le mie più assidue cure per farneli riuscire, e ruminando in mestesso quali potessero essere i veri motivi di sì strano inconveniente, due principali soltanto io vidi risultarne il primo può dirsi certamente la superstizione l'ignoranza, e l'avarizia di una gran parte de' loro genitori i quali dopo di avere tenuto sepolto lo spirito de' propri figli nel vortice di una brutale stolidezza per 6. e 7. anni gli affidano in seguito per altrettanti all'abominevole istruzione di un ignaro pedante, dalle cui mani essi ne sortono molto peggiori di quando vi sono entrati. E quale di questa ritrovare si può mai cecità più deplorabile? È ben vero che il grato prezzo rende agevoli e comuni le cose più rare; ma un Calcolo sì assurdo, e pregiudicevole al progresso della gioventù, non si fa in simile caso, che dagl'insensati unicamente, i quali non potendo pervenire a conoscere il grave nocumento che apporta un tale risparmio ai propri figli, giusta l'opinione di un dotto Inglese, si abbandonano con essi nel più orrido precipizio: Some persons employ such masters, as these to save expences, others for want of knowing them; indi conchiud'egli saggiamente. These are blind people who suffer themselves to be led by others, that are also blind, and all of them fall down the precipice together. Johnson's Works.

Quindi le loro menti abbacinate dell'enorme affluenza di errori insinuatigli da quegli infelici maestri, più non sono capaci di sostituire a questi altrettante verità utili, e salutari; e quando ciò ancora riuscisse, una sifatta rimozione richiederebbe un lungo tempo, ed ecco un nuovo argine al progresso di questi sventurati fanciulli, niente meno pernicioso degli altri testè indicati.

Il secondo motivo poi io ritrovai essere il lunghissimo tempo che si fa loro inutilmente dissipare nello studio della religione, il quale distraendoli da tutto ciò che rapportasi allo studio delle Scienze, delle Belle Lettere, alla Società, e all'uomo, gli fa considerare ogni altra applicazione come profana indegna totalmente di un vero Israelita; ed opposta alle pratiche bizzarre delle quali sono que' fanciulli macchinalmente impressionati.

(13) Fra i tanti difetti condannabili all'eccesso che paralizzano l'educazione morale de' fanciulli, che distruggono al loro nascere i migliori successi che potrebbero aspettarsene, può certamente annoverarsi il primo quello che quì noi riproviamo. Qual esecrabile sistema! Credere che non siavi altro mezzo più pronto, e più efficace per ridurre i fanciulli all'obbedienza, che mettendo in pratica le ridicole apparizioni di notturni fantasmi, ed i panici timori che in varie guise differenti gli s'incutono nello spirito, il quale in simile foggia abituato a temere, tutte le volte che si vorrà, mentre è fanciullo, o reprimere le sue passioni, o renderlo più saggio, si sarà costretti di minacciarlo con si fatte apprensioni, e queste resteranno talmente inveterate nella sua mente fatta un giorno adulta, che tutta la sua vita non sarà poscia che una serie successiva di timori, e questi inseparabili dalle di lui azioni, lo abrutiranno in tale maniera, che credere, e tremare saranno un giorno per lui la cosa stessa.

(14) Tanto è ciò vero quanto che se noi interroghiamo non dirò già i fanciulli i quali mancano di discernimento, e di esperienza; ma gli stessi vecchi, e provetti genitori che che dobbiamo supporre consci, e inveterati nelle massime della Religione che professano; se noi ci facciamo, dico, ad interrogarli de' giusti fondamentali motivi per cui essi le praticano, noi gli udiremo sempre aggiugnere l'uno all'altro assurdo, senza dare giammai la benchè minima evasione alla nostra obbiettata ricerca, e tutto al più gli vedremo impegnati a farci credere, che siccome i loro padri gli hanno costretti di rinunziare alla teoria del raziocinio, così appunto debbono essi obbligare i propri figli ad imitarli, non solo, ma a diffidargli ancora della testimonianza de' sensi, e sottomettersi ciecamente a ciò ch'essi loro annunziano come positivo, e irrefragabile, con niun altro fondamento, che le stupide asserzioni de' loro troppo creduli progenitori.

(15) Siccome l'abitudine regolarmente si contrae ripetendo le medesime azioni, o rinnovando con frequenza la pratica delle medesime Cose; quindi è che l'anima vi si porta prontamente, e con piacere, di modo che sembra essere quella trascinata verso l'oggetto che la attrae appena ei si presenta, o che s'egli è assente essa lo brama con un trasporto estremo: è per ciò che l'uomo difficilmente perviene a distruggere un abitudine profondamente inveterata nel suo spirito, massime se questa tende al vizio; e quando ancora egli fosse capace d'implorare i soccorsi della ragione per liberarsene, questa si troverebbe nell'impotenza di prenderne parte, atteso i grandi ostacoli ch'essa v'incontrerebbe dalla parte dell'uomo predominato da un'abitudine viziosa.

(16) L'inesperienza massima nella quale si ritrovano i fanciulli di questa età, generalmente parlando, gli trascina molto sovente a credere quello appunto che in una età più avanzata essi vorrebbero rigettare per che riconosciuto in ogni parte assurdo, pernicioso, ed opposto interamente alla verità; ma è troppo tardi, e infatti a che mai gioverebbe loro il tentarlo, dopo di essere divenuti le vittime eterne della loro propria imperizia macchinale, e lo scherno fatale della torpida ignoranza di coloro che gli astringono ad imitarli, facendo loro adottare ciecamente tutti que' mostruosi delirj de' quali furono eglino medesimi primi già imbevuti? Quindi è per che questi miseri fanciulli trattenuti dal riguardo ridicolo di non doversi opporre giammai a ciò che fu loro fatto credere ne' primi Anni della loro esistenza, e venerare come fanno da quelli a' quali essi debbono le prime luci vitali, non possono in verun tempo dipartirsi dal tenebroso loro stato primievo, e non giungono a misurare le loro azioni, e i loro pensieri che unicamente sopra un semplice udito dire Quale di questa ritrovare si può mai condizione più deplorabile!