Lo re domanda: che farà Idio poi (1561)? Sidrac risponde:
Quaranta dì rimarranno, però ch'egli possano fare sodisfacimento, quelli che per lo suo inganno furono messi in errore. E apresso questo non sa niuno uomo quando lo giudicamento dee essere fatto. Ma apresso lo giudicamento di Dio, saranno due resurresioni, cioè che Idio risuciterà tutte criature umane, in anima e in corpo.
(1561) Nel n. t.: che fa Idio più? — Abb. pref. la lez. del C. R. 2.
Lo re domanda: in qual giorno suciteranno? Sidrac risponde:
In quello medesimo dì che lo figliuolo di Dio risucitò di morte, risuciterà egli loro; chè li cieli lassù saranno pieni di buone anime di coloro che dopo la morte del figliuolo di Dio furono morti; e i buoni che allora morranno di paura, incontanente suciteranno.
Lo re domanda: risuciteranno quelli che sono nel ventre della madre? Sidrac risponde:
Tutti coloro suciteranno, che nel ventre di loro madre furono vivi; e di tale statura, come se egli fossono vivuti XXX anni. E tutti i buoni avranno tali corpi, che mai non morranno; e saranno di meravigliosa bellezza. E li malvagi avranno altressì corpi, che mai non morranno; e avranno dolore e pene senza fine. E per tutte le pene che avranno, non usciranno dello 'nferno, e morire non potranno.
Lo re domanda: in quale ora sarà fatto lo giudicamento? Sidrac risponde:
Nella mezza notte; a tale ora come lo figliuolo di Dio ispoglierà lo ninferno, a quella medesima ora diliberrà egli gli suoi amici di questo secolo.
Lo re domanda: come verrà lo figliuolo di Dio al giudicamento? Sidrac risponde:
Egli verrà come uno posente inperadore e come uno possente re, che dee entrare in una città: che l'uomo porta inanzi lui la sua corona e le sue altre conoscienze, perchè lo suo avenimento sia conosciuto. E in cotale modo verrà lo figliuolo di Dio, a fare lo suo giudicamento. E in quello modo verrà egli di cielo co' gli suoi ordini degli angieli; e gli suoi angeli andranno dinanzi da lui, e porteranno la sua crocie, e si isveglieranno tutto le genti, e risuciteranno, però ch'egli si levino contra (1562) l'avenimento del figliuolo di Dio. Tutti gli alimenti turberanno inanzi lui; e quando il fuoco andrà inanzi lui, egli seranno dinanzi lui. Allora sarà grande tempesta, che tutti gli alimenti si turberanno per lui incontro agli felloni.
(1562) encontre C. F. R.
Lo re domanda: dove sarà il giudicamento e chi il farà? Sidrac risponde:
In una valle. La valle significa questo mondo; e lo monte di questa valle è lo cielo. Però sarà fatto questo giudicamento, ch'ello sarà fatto in questo mondo, là ove i malvagi saranno istabiliti dalla sinistra parte del nostro signore, e li buoni e gli giusti dalla destra parte, come le berbici (1563). La sua destra è la sua gloria; e la sua sinistra, giustizia. Ma li giusti per la loro umilità andranno in cielo, e gli malvagi andranno sotto la terra, in ninferno, là ov'egli non avranno niuna redenzione.
(1563) come brebis C. F. R.
Lo re domanda: in che forma si dimosterrà il figliuolo di Dio? Sidrac risponde:
Lo figliuolo di Dio si dimosterrà in quella medesima forma ch'egli fia, quand'egli trafigureràe tra li suoi disciepoli, in una montagna. Agli felloni si dimosterrà in quella maniera egli fia quand'elli sarà in crocie.
Lo re domanda: sarà scura l'aria? Sidrac risponde:
Non, niente, ma una grandissima chiarezza, in similitudine di croce, la quale sarà più lucente e più bella che il sole; e elli faràe lo giudicamento, che a lui sarà fatta la 'ngiuria. E allora ch'egli averà vinti e sottomessi i suoi nimici, elli averà la sua isposa ricevuta. Allora sarà nella sua maestade, cioè a dire che l'umanità riposerà nella divinità.
Lo re domanda: gli ministri del figliuolo di Dio saranno al giudicamento? Sidrac risponde:
Le loro coscienzie avranno sedie, e quivi si riposeranno egli; e quand'egli avranno vinto lo secolo e gli vizii, egli saranno veduti in aria; ch'egli è scritto ch'egli saranno sopra sedie al giudicamento.
Lo re domanda: come sarà fatto il giudicamento? Sidrac risponde:
Allora (1564) saranno mescolati i buoni e li malvagi insieme, e molti v'avrà di quelli che paranno buoni, e saranno rei; e tali sono che sono tenuti rei, che sono molti buoni uomini. Ma allora dipartiranno gli angeli gli buoni da' rei; tutto altressì come lo grano è sparto dalla paglia, così saranno dipartiti in tre parti: l'una parte è de' perfetti uomini, gli quali faranno lo giudicamento col nostro signore insieme; e l'altra maniera, gli quali saranno giudicati ad avere la gloria di paradiso, ciò fieno gli buoni; la terza saranno i malvagi, che saranno dannati ad avere ispiritual (1565) pene.
(1564) Ores sont C. F. R.
(1565) sempiternale C. R. 2.
Lo re domanda: quali saranno quelli che faranno il giudicamento? Sidrac risponde:
Li buoni che debono nasciere, li quali anunzieranno la venuta del gran profeta figliuolo di Dio; e quelli che saranno presso all'avenimento del figliuolo di Dio, e sufferranno per lui martirio, siccome fieno apostoli e tutti quelli che saranno principali confessori della sua magione; e quelli che serveranno la loro verginitade per lo suo amore, e faranno de' loro corpi astinenzia, gente religiosa; quelli che mosteranno che averanno seguitata la sua dottrina all'asenpro del figliuolo di Dio; poi (1566) saranno degni d'avere lo regno del cielo co' lui.
(1566) por ce C. F. R.
Lo re domanda: chi saranno quelli che così saranno giudicati? Sidrac risponde:
Quelli che lealmente meneranno la loro vita con le loro femmine; e quelli che raccatteranno gli loro peccati per limosine e per buone penitenzie. A coloro dirà lo figliuolo di Dio: venite, benedetti dal padre mio, e si riceverete lo regnio, che v'è aparecchiato dal cominciamento del mondo. Io ebbi fame, e voi mi desti da mangiare; io ebbi sete, e voi mi desti da bere; io fui ignudo, e voi mi vestisti; io fui sanza albergo, e voi m'albergasti; io fui malato, e voi mi vicitasti. Che il figliuolo di Dio sarà quivi come uomo, e tutti gli altri intorno a lui corporalmente. E queste parole fieno dette, perchè tutti sapiano bene per quale ragione saranno salvi o dannati ciascuno.
Lo re domanda: saravvi niuno perito (1567) sanza giudicamento? Sidrac risponde:
Si, sono quelli che fecero o faranno peccato sanza legge; e quelli che faranno peccato apresso la morte del figliuolo di Dio, e vorranno del tutto tenere la vecchia leggie, sanza la nuova, in tutto saranno sanza leggie. E quelli che negheranno il figliuolo di Dio, tornerà il giudicio in loro dannazione, ch'egli vedranno colui che egli crocifissero. Che tutti i malvagi fieno altressì come stati consentevoli alla morte del figliuolo di Dio.
(1567) Nel cod. pericolo. — Abb. corr. perito sulla scorta del C. F. R. e del C. R. 2., che ha: se nullo perirà senza giudicio.
Lo re domanda: quali saranno quelli che saranno dannati e quelli che saranno salvi? Sidrac risponde:
Li buoni che fanno e fecero lo comandamento di Dio; e gli profeti ch'annunziarono la venuta del figliuolo di Dio; e li suoi ministri apostoli; e li giudei che innanzi la venuta del figliuolo di Dio non peccarono contra gli X comandamenti che loro invierà Idio; e quelli che faranno lo comandamento di Dio. I cristiani saranno salvi e degni d'avere gloria del cielo; e quelli che peccheranno contra i X comandamenti, che Idio manderà a uno uomo; e quelli falsi che per le loro male opere divoreranno lo figliuolo di Dio, e peccheranno contra lui e contra i suoi comandamenti; quelli saranno gli perduti e' dannati. E a coloro dirà il figliuolo di Dio: partitevi da me, voi che siete maledetti. Allora mosterranno loro gli buoni, per gli loro meriti (1568), che gli rei non vollono seguire nè in detti nè in fatti i loro meriti nè le loro opere (1569). Apresso dirà che egli sono degni di tutti tormenti; che il figliuolo di Dio turberà le foglie (1570). E tutte le altre cose passibilmente giudicheràe. Egli darà dirittamente la sentenzia contro gli felloni; onde gli senberràe ch'egli sieno felloni; che ciascuno giudicherà la sua coscienzia, che egli saranno alluminati della croce di Dio. Chè tutto altressì come lo sole è ora veduto da tutte genti, tutto altressì aparirà la croce del figliuolo di Dio a la coscienzia di tutti.
(1568) car les bons diront et monstreront par lor merites che li mauvais etc. C. F. R.
(1569) lor dis ne lor fais C. F. R.
(1570) Onde sieno uscite le foglie non sapremmo. Nel C. F. R.: eaus troblera le fis en la soe ire, et le feu li devorera.
Lo re domanda: conosceranno allora il bene e 'l male che fecero in questo secolo? Sidrac risponde:
La dottrina e l'esenpro di quelli che insegniano la venuta del figliuolo di Dio ed i suoi ministri, e quelli che scriveranno i suoi santi vangeli e parole, e quelli che sofferanno per lui martiri e morte, e quelli che saranno governatori della sua santa chiesa, e i confessori, e quelli che per lo suo amore guarderanno la loro verginità e la sua dottrina e li suoi asenpri, saranno veduti da tutti; e vedrassi apertamente lo loro bene, ch'egli avranno fatto; e molto grande allegrezza avranno di ciò, ch'egli avranno ischifati i mali. E gli malvagi vedranno in loro ciò ch'egli doveano avere ischifato; di che egli avranno grande trestizia. Ma quella trestizia e dolore non varrà loro niente.
Lo re domanda: che sarà dopo il giudicamento? Sidrac risponde:
Quando lo giudicamento sarà fatto, si sarà traboccato lo diavolo nel profondo dello 'nferno, con tutti gli malvagi insieme co' lui; e lo figliuolo di Dio andrà egli con tutti i suoi compagni nella città del suo padre, cioè la stazione del cielo. E saranno tutti i buoni nell'umanitade del figliuolo di Dio, e regneranno nella sua santa magione, nella divinità. Lo figliuolo di Dio sarà allegro di tutte le allegrezze de' suoi sudditi; e ciascuno avrà compiuta allegrezza, in vedere lo figliuolo di Dio.
Lo re domanda: che sarà fatto del secolo (1571) dopo lo suo giudicamento? Sidrac risponde:
Egli arderà tutto; che tutto altressì come l'acqua del diluvio uccise lo secolo, e montò sopra gli nuvoli (1572) XV gonbiti, tutto altresì sarà lo fuoco più alto ch'e' monti XV gonbita. L'amirazione (1573) di questo secolo, e le parti e le stagioni, ciò sono gli freddi e gli caldi e le gragnuole e li venti e i tuoni e le folgore e l'altre tribolazioni di questo secolo, saranno allora tutti purgati; e rimarranno netti e mutati; che Idio gli muterà. Che tutto altressì come la figura de' nostri corpi passerà, e riavremo altro corpo, che troppo sarà migliore che questo, tutto altressì la figura di questo secolo trapasserà tutto; e avrà poi più graziosa forma; che Idio farà novello cielo e novella terra; e poi apresso rinovellerà lo sole e la luna e le stelle, che ora non si finano d'andare nè di correre. Tutte cose fieno rinovellate, che il sole sarà VII volte più bello che ora; la luna e tutte l'altre stelle saranno vestite di molta bella chiarezza. L'acqua che toccherà lo corpo del figliuolo di Dio, e che laverà gli corpi de' buoni uomini, in questo secolo, si sarà più chiara che niuno cristallo; la terra che nodrirà lo corpo del Figliuolo di Dio dentro da sè, si sarà paradiso; la terra, però ch'ella sarà innacquata del sangue de' buoni, che per l'amore del figliuolo di Dio egli lo sparsono, ella sarà inbellita di molte maniere di fiori e di delizie, delli ulivi e delle rose. Questo è lo giudicamento che Idio farà. La terra la quale è piena di spine e di cardoni, si sarà benedetta da Dio senpiternalmente, e mai non avranno labore nè dolore.
(1571) mondo C. R. 2.
(1572) sopra li omini C. R. 2.
(1573) La mirablete des choses C. F. R.
Lo re domanda: che corpi avranno gli buoni uomini? Sidrac risponde:
Egli avranno gli corpi sette cotanti più belli che lo sole; e di più bello coraggio e' saranno, di quello tenpo ch'egli erano, quando egli trapassarono di questo secolo.
Lo re domanda: saranno egli ignudi o vestiti? Sidrac risponde:
Egli saranno ignudi di convotizia (1574) e di malizia; e saranno vestiti di vestimento di grazia e di gloria e di salvazione e d'allegrezza. Averanno e saranno ripieni di perfetto senno e di tutte bellezze; e gli loro membri non avranno vergognia (1575), più che noi abiamo del volto e degli occhi, quando l'uno mira l'altro.
(1574) convoitise C. F. R.
(1575) e di loro membro C. R. 2.
Lo re domanda: potranno egli fare ciò che vorranno senza licenzia? Sidrac risponde:
Egli non vorranno niuna cosa, altro che buona. E però faranno egli francamente ciò ch'egli vorranno. In tutti luoghi ov'egli vorranno essere, saranno, sanza punto dimorare. E' non avranno altra cosa in opra, fuori che riguardare Dio (1576); e lo loderanno; e la loro loda si è ciòe, che ànno la visione del nostro signore.
(1576) Ellino non vorranno altra cosa che riguardare Dio C. R. 2.
Lo re domanda: che allegrezza avranno? Sidrac risponde:
L'alegrezza sarà tanta, che mai occhi d'uomo tanto videro, nè orecchie udirono, nè cuore non potrebe tanto pensare, ciò che Idio à ordinato a coloro che lui ameranno e seguiranno; ch'egli avranno senpre etternale vita, e senpiternale fede, e conoscimento di Dio, abondanzia di tutti i beni, senza niuno mancamento, e sanza niuna fame. Gli corpi avranno VII ispeziali glorie, e l'anime altre VII. Gli corpi avranno belleza, isnellità, forteza, francheza, diletto, sanità, onore, sicurtà, allegrezza (1577); alla quale ci conduce quelli che vive e regna per tutti i secoli de' secoli. Amen.
(1577) Il C. R. 2. seguita: l'anime avranno sapienza, amistà, concordia, potestà, onore, sicurtà, allegrezze.
Come Sidrac domanda lo re. Botus come li risponde (1578).
Sidracco domanda lo re: volete voi altra cosa, ch'io sono aparecchiato di tutto dirvi, per la volontà del nostro signore? Lo re rispuose e disse: Iddio ti benedica, e ti dia la sua grazia sempre; chè tu m'ài mostrata la via, per la quale io posso andare a essere de' sergenti del re del cielo. Tu m'ài tratto di scurità e messo in chiarezza; tu m'ài detto pienamente ciò ch'io desiderava di sapere, e non poteva trovare persona che dire me lo sapesse. Ora io ò assai saputo delle cose che sono buone all'anima e al corpo salvare. Però possiamo oggi mai pensare del nostro fatto, al quale noi possiamo oggimai intendere; che però siamo noi venuti in questo strano paese.
Ora cominciamo (1579) al fatto del re Botus.
(1578) Nel C. R. 2.: Qui parla come Sydrach domanda lo re, e lo re Botus risponde.
(1579) retornons C. F. R.
Come lo re Botoso volle compiere ciò ch'egli avea inpreso a fare.
Allora montò a cavallo lo re Botus, egli e la sua gente e il suo maestro Sidraco; e vennono all'entrare della terra del re Garabo, a fare la torre ch'egli dovea fare. E Sidrac fece venire maestri, e fece mettere pietre nel fondamento della torre, al nome di Dio; e in XVI dì fue la torre fatta e compiuta.
Quando lo re Garabo vide che lo re Botus avea fatta e conpiuta la torre, egli fue tutto isconfortato, e non seppe che consiglio si dovesse pigliare. E seppe allora bene che gl'idoli nè loro forza no' gli poteano valere niente. Ond'egli fece aparecchiare messaggi, e mandò pregando lo re Botus, che avesse merciè di lui.
Lo re Botus gli mandò a dire, per lo consiglio di Sidrac suo maestro, che s'egli volesse lasciare in tutto gl'idoli, e credere nel vero Iddio, egli avrebbe merciè di lui. E lo re Garabo gli mandò a dire, ch'egli lo farà volentieri. E così si convertì a Dio, e ruppe tutti gl'idoli ch'egli avea. Lo re Botus, inanzi ch'egli morisse convertie tutto le sue contrade, e quelle dello re Garabo, alla fede del figliuolo di Dio, per lo consiglio di Sidrac suo maestro. Ma apresso alla morte di Sidrac e dello re Botus, per lo consiglio del diavolo tutti ritornarono ad adorare gl'idoli, e furono poi piggiori che prima (1580).
Conpiuto di scrivere a' dì XIIII di febraio, 1382, per mano di Benedetto di Banco degli Albizi. Cristo ne sia lodato. Amen. Alle 3 ore.
(1580) Dopo queste parole il C. R. 2. seguita: Così finisce lo savio filosofo il suo libro d'astrologia, nominato Sydrach, lo quale lasciò la scienza dopo lui, ond'ella fue profitabile alla giente. Ora preghiamo tutti comunemente Idio lo creatore che ci dia la sua grazia, che noi possiamo intendere e mettere in opera ciò che questo libro del savio filosofo c'insegna, a onore del corpo e profitto dell'anima. Amen. — Le stesse parole leggonsi nel C. F. R.