Cap. CCCLXXXIII.

Lo re domanda: chi fosse in cammino, ed egli non potesse avere delle cose, ed egli avesse male al fegato o allo stomaco o di calore o di stordigione, che vi potrebe fare per ricoverare? Sidrac risponde:

Uno lattovaro che si fa di cinque cose, o le mangiasse o le beesse in acque, III pesi o IIII, egli guarirebbe. E queste sono le cose: iscerlogie, zamur, more, ziezara, granelatorio (1270). E tutte queste cose pestare, e confettare, come gli è bollito. E chiamasi lattovario di vita.

(1270) Non sapremmo che intendere di queste parole, le quali variano ne' diversi Codd. Il C. R. 2. ha: stralogia, zaracut, more, genziera, granellatori. — Il C. F. R.: storlozie, zaront, more, gencian, grainderere. = Par certo che siaci dello zenzero e delle more, da pestare insieme! Il C. R. 2. vuole ancora che le sieno confettate con mele d'api bollito. Forse per iscerlogie potrebbe intendersi l'aristologia, la quale mundificat pectus. E per zamur, il zirumber, che stringit ventrem et retinet vomitum. Cf. Alb. Magn. De veget. et plant.

Cap. CCCLXXXIIII.

Lo re domanda: perchè à lo stomaco cotante medicine? Sidrac risponde:

Dallo stomaco vengono i più de' mali del corpo; e chi potesse domandare i morti che sono e che saranno, egli troverrebe più che le tre parti sono morti di male di stomaco, imperò che lo stomaco è la più pericolosa cosa del corpo.

Cap. CCCLXXXV.

Lo re domanda: come potrebe l'uomo stagniare lo sangue della piaga? Sidrac risponde:

Pigliare un'erba che si chiama lunemaca (1271), e mettere delle sue foglie in nella fedita, e lo sangue istagnerà. E chi non puote avere di quella erba, ai pigli piume, e ardale, e fanne cenere e di quella cenere si lordi (1272), e polla in sulla piaga; e lo sangue ristagnerà.

(1271) limemachaf C. R. 2. — mohaf. C. F. R.

(1272) Questo lordi pare abbia ad essere un errore del Cod., e forse trovasi qui per una associazione d'idee col lardo; leggendosi nel C. R. 2. che la cenere delle piume s'ha a mescolare col lardo di porco fresco e sevo. Forse potrebbe leggersi lardi. Il C. F. R. non ha nulla di ciò.

Cap. CCCLXXXVI.

Lo re domanda: che potrebe (1273) l'uomo allo 'nfermo che avesse lo fegato riscaldato e fosse di giallo colore? Sidrac risponde:

Bere VIII giorni o X merda di vermi che fanno la seta, e ciascuno (1274) uno peso; e tosto guarirà. E chi non la puote avere, bere similmente della 'nfracidatura del legname (1275), con iscilopo, dieci giorni, e guarirà.

(1273) potrebe fare C. R. 2.

(1274) ciascuno giorno C. R. 2.

(1275) della polvere del legno C. R. 2.

Cap. CCCLXXXVII.

Lo re domanda: persona che sia troppo magra e à male nel ventre di vermini come guarrà? Sidrac risponde:

Midolla di volpe e foglie di cabar (1276) e merda di cammello (1277) e midolla (1278) d'oriner; pestale tutte con tre pesi di grasso di porco, e mettere poi latte di fichi (1279), e farne unguento, e usarlo; e guarirà.

(1276) ghabar C. R. 2.

(1277) di cavallo C. R. 2.

(1278) granella C. R. 2.

(1279) di femina C. R. 2.

Cap. CCCLXXXVIII.

Lo re domanda: quale fu lo primo uomo che Idio fece e che generazione fu e sarà? Sidrac risponde:

Lo primo uomo che Idio fece si fue Adamo; e di lui venne Abel lo giusto, e fece sacrificio a Dio inanzi sua morte. E poi fue uno ch'ebe nome Seth, che Idio elesse in suo luogo; del quale Seth uscirà il parentado del figliuolo di Dio. E poi fu un altro ch'ebe nome Enoc, che Idio traportò andando a lui (1280). Apresso fu lo buono servo di Dio Noè, del quale Iddio enpiè il mondo di lui, e de' suoi figliuoli nacquero XX migliaia di persone, innanzi la sua morte. E di quella generazione siamo noi venuti. Questi ch'io v'ò mentovati furono gli amici di Dio, che furono da Adamo infino al tempo di Noè.

(1280) alant o lui C. F. R.

Cap. CCCLXXXVIIII.

Lo re domanda: che generazione sarà quella del veracie profeta? Sidrac risponde:

Per la grazia di Dio, la quale egli ci degnò di dare alcuna cosa a sapere della loro maniera, alcuna cosa ne diremo (1281). Uno buono uomo fue, lo quale ebe nome Melchisedec, del quale Idio degnò di ricevere da lui pane e vino in sagrificio. E nascierà uno buono uomo Abraam, il quale Idio diliberrà di tutte tentazioni. E nascierà un altro, il quale Idio diliberrà del suo fratello Iacob. E nascierà un altro, il quale Idio diliberrà della 'nvidia de' suoi fratelli, Ioseph; e per le sue buone opere diliberrà una grande gente di fame. E nascierà un altro, il quale Iddio diliberrà delle tentazioni di Satanas, Iob; e lo diliberrà della sua lebbra, e gli renderà la sua substanzia, secondo lignaggio di vita. E nascierà un altro e uno suo fratello, al quale Idio manderà una legge da cielo, Moyse e Aron, gli quali diliberanno una grande generazione di servaggio; e Idio farà per lui molte virtudi, e distrugerà e annegherà in mare uno possente re con tutta la sua gente, Faraone. E apresso nascierà un'altra gente, che Idio diliberrà d'una fiera gente, Osian, Balan. Apresso diliberrà un'arca di loro testamento per uno fiume Giordano. E apresso diliberrà uno buono uomo, Roboan, d'una villa, Gerico. E apresso diliberrà uno forte uomo, Sansone, dell'ira del leone e delle mani d'una gente, Filistei. E apresso diliberrà il popolo Isdrael, là ove l'angelo ucciderà LXX uomini di quello popolo. Apresso diliberrà uno buono uomo, Davit, della fiera d'uno orso e d'uno lione e delle mani di due re, Golia e Saul. E apresso diliberrà uno popolo della setta del popolo Isdrael, e due fanciulli di servaggio. E apresso diliberrà cento uomini di XXX pani, e loro soperchierà assai dello rilievo (1282). E apresso diliberrà uno grande uomo, Amon, della lebbra, al fiume Giordano. E si diliberrà molti uomini profeti, per quello medesimo fiume, e uno re d'Egito. Apresso diliberrà Datan, e due cittadi dell'oste di Soria. Apresso diliberrà uno buono uomo, Geremia, d'una fiera terra, Babillonia. Apresso diliberrà Anania, Esariel, Misael, tre fanciulli, della fornace di fuoco ardente. Apresso diliberrà una femmina di falsi testimoni; e Iona, si è uno uomo, del ventre del pescie balena. E apresso di LXX anni diliberrà Iuda Macabeo della lebbra, e di molte passioni. E si diliberrà Daniel delle mani d'uno fiero uomo. E apresso diliberrà uno buono uomo, e ancora padre di santo Iohanni, che sarà molto buono uomo e grande. E diliberrà una femmina che fia sterile, che anunzierà al suo marito Gioachino, com'ella sia pregna d'una santa figliuola Maria, ch'egli averanno, per cui tutto il mondo sormonterà. In quella vergine s'aonberrà lo figliuolo di Dio, e piglierà carne e sangue in lei. E apresso di quella vergine nascerà lo figliuolo di Dio, che diliberrà sè medesimo d'un possente re Erode, lo quale farà uccidere tutti i fanciulli di quella contrada, per lui uccidere, e lo numero di coloro sarà CXLIIII. E si diliberrà Guaspar, Baldassar, Melchior, tre re che veranno del levante, per lui adorare, per lo guidamento della stella del cielo; e porterannogli presenti, oro e incenso e mirra. Gli tre re significano ch'egli vorrà trarre a sè, per fey (1283) gli Asiriani e gli Africani e quelli di Uropia, e bene tre parti del secolo, Asia e Africa e Uropia. Questi sono quelli che nasceranno di Noè, infino alla venuta del figliuolo di Dio, che verranno e saranno amici del figliuolo di Dio. E molte altre cose (1284) che molto sarebe lungo a raccontare (1285).

(1281) Manca al C. L. alcuna cosa ne diremo. — Abb. suppl. col C. R. 2.

(1282) e a loro rimarrà assai rilievo C. R. 2.

(1283) per fede C. R. 2.

(1284) E molti altri assai C. R. 2.

(1285) Ci è parso inutile, comecchè fosse facilissimo, correggere i molti errori di nome, che leggonsi in questo Cap.

Cap. CCCLXXXX.

Lo re domanda: sarà conosciuta la natività del figliuolo di Dio? Sidrac risponde:

La natività del figliuolo di Dio sarà conosciuta per molte maraviglie. Una grande istella lo giorno aparirà, e al sole uno grande cierchio, che lo nuvolo verrà tutto che lucerà come oro (1286). Una fontana d'olio surgerà fuori della terra; le bestie mutole parleranno; e gli uccegli e gli pesci si rallegreranno; gli diavoli tristi seranno. All'ottavo giorno della sua natività sarà circonciso per lo conpiere della ley (1287), e per mostrare ch'egli è verace Idio e verace uomo.

(1286) Così nel Cod.; potrebbe intendersi che le nuvole saranno del colore dell'oro. — Anche il C. R. 2. ha la stessa lezione. — Nel C. F. R. non parlasi di nuvole: I sercle chi environera le souleil chi sera a or propre. — E ciò che nel Cap. seguente dicesi, par confermare l'erroneità dei due Codd. ital.

(1287) leggie C. R. 2.

Cap. CCCLXXXXI.

Lo re domanda: che significheranno le maraviglie che saranno quando lo figliuolo di Dio sarà nato? Sidrac risponde:

La stella significa i buoni uomini; e però aparirà ella molto chiara, chè lo signore de' signori sarà nato. Lo cerchio dell'oro intorno al sole significa la sua grazia, che allumina la sua santa fede; e sarà altressì chiara e pura e netta come il sole. La fontana dell'olio significa misericordia, che discenderà della vergine. Signum verace pacie (1288), che sarà nata sopra terra, ciò sarà egli medesimo. La bestia mutola che parlerà significa le genti pagane disconoscienti, che si dovranno (1289) al figliuolo di Dio convertire. Li diavoli avranno duolo, inperciò che sarà quelli che ronperà lo 'nferno, e metterà fuori i suoi amici; e a' diavoli egli raddopierà la loro pena. Le bestie e gli uccegli saranno allegri, inperciò ch'egli sentiranno l'umiltà del loro criatore, che degnò d'umiliarsi a volere nasciere sopra terra, a santificarla.

(1288) La pacie significa verace pace C. R. 2.

(1289) Tanto nel n. t. che nel C. R. 2. leggesi daranno. La correz. ci è parsa evidente, tanto più leggendosi nel C. F. R.: devoient.

Cap. CCCLXXXXII.

Lo re domanda: lo giorno che lo figliuolo di Dio nascerà saprà egli più d'un fanciullo? Sidrac risponde:

Lo giorno che lo figliuolo di Dio nascierà, egli saprà tutte le cose, come Dio, che co' lui serà riposto lo tesoro di sapienzia, tutto quello che unque fue e sarà e potrebe essere (1290). E secondo la sua podestà potrà egli fare tutte le cose. Ma egli vorrà di tutto in tutto tenere la via dell'uomo, sanza peccare (1291).

(1290) Manca al C. F. R. tutto quello; onde corre meglio il senso.

(1291) Soulement sanz pechier C. F. R.

Cap. CCCLXXXXIII.

Lo re domanda: quando (1292) lo figliuolo di Dio verrà in terra con che gente converserà egli? Sidrac risponde:

Quando lo figliuolo di Dio sarà fanciullo, egli converserà colla madre vergine, in una provincia in Egitto, perchè vorrà mostrare ch'egli è loro verace profeta. Tutto altresì come quello profeta Moyse avrà deliberato lo popolo Isdrael del servaggio del fiero re Faraone di quella terra, li metterà in terra di promissione, tutto altresì simigliantemente lo figliuolo di Dio li buoni delle tenebre dello 'nferno egli ne trarrà, e metterà allo regno di cielo. Dopo gli sette anni si partirà egli d'Egytto, ed irà tra una gente credente in Dio. E poi si battezerà in acqua, per dare asenplo a coloro che a lui crederanno, che si battezino, siccome egli fece per santificare loro acqua che è contraria al fuoco; e per ciò che questo fuoco sia ispento si battezzerà egli in acqua; e anche per l'acqua che lava e netta tutte lordure, e spegnie la sete, e rende all'uomo la sua biltade. Simigliantemente laverà la grazia del sancto ispirito, gli peccati, al battesimo, quand'egli saranno battezati, alla fede del figliuolo di Dio; e si renderà loro la salute dell'anima, per la parola del figliuolo di Dio, e renderà loro quelle ymagine che noi avemo perduto per lo peccato d'Adamo.

(1292) Abb. agg. quando dal C. R. 2.

Cap. CCCLXXXXIIII.

Lo re domanda: lo figliuolo di Dio sarà bello uomo, e come si troverà egli? Sidrac risponde:

Lo figliuolo di Dio sarà molto bello uomo, e aparirà a' suoi discepoli, in una montagna, a monte Tabor; e la sua faccia risprenderà come lo sole, e lo suo colore (1293) come la neve, ma secondo la forma ch'egli sarà. Assai sarà d'alta persona.

(1293) Sa robe C. F. R.

Cap. CCCLXXXXV.

Lo re domanda: perchè morrà egli, perchè si lascierà egli morire? Sidrac risponde:

Per obedienzia; ch'egli sarà obediente, d'infino alla morte della croce; perch'egli sarà diritto uomo tutta la sua vita. E di questa obedienza della morte si verrà l'umanità alluminata (1294). E ciò richiede Iddio a tutte le sue criature. E quando Idio vedrà che 'l figliuolo vorrà così buona opera fare, per conbattere il diavolo e per deliberare Adamo e gli suoi, si vorrà volentieri la sua morte. E di questa maniera dimosterrà egli in questo secolo sua grande caritade, ch'egli lascierà morire lo figliuolo per raccattare i suoi servi. Egli darà lo figliuolo, e lo figliuolo darà sè medesimo. E tutto questo sarà per caritade. E morrà sopra lo legnio, ch'egli vorrà raccattare quello d'Adamo, che per lo legnio (1295) è dannato. E per la sua morte si potranno salvare gli uomini de' loro peccati, chè magiore sarà la sua morte, che lo peccato. Se Dio fosse dinanzi a te, e io sapessi ch'egli fosse lo signore del secolo, e alcuno ti dicesse, uccidi quest'uomo o tutto il secolo perirà; tu nol dei mica uccidere, per salvare tutto il mondo, chè la sua vita è più preziosa che tutto il mondo, e che tutto quello che potesse essere. Altrettale sarà del figliuolo di Dio: la sua morte sarà più che lo peccato. E simigliantemente come la sua vita sarà più degnia di tutti i secoli, similemente sarà la sua morte, alla ragione di molti uomini.

(1294) L'umana generazione alluminata C. R. 2. — de ceste obedience de la mort se deura la humanite a la divinite C. F. R.

(1295) por la pome C. F. R.

Cap. CCCLXXXXVI.

Lo re domanda: chi 'l vedrà e come sarà egli morto? Sidrac risponde:

Una gente l'uccideranno, li giudei; e quelli che (1296) Idio avea dato li X comandamenti, si faranno consiglio per lui uccidere. E staràe nel sepolcro due dì e una notte. E ciò significa le due morti dell'uomo, l'una del corpo e l'altra dell'anima. Lo giorno significa la sua morte, ch'ella fa loro lume, a quelli (1297) che moranno nella sua fede (1298). La sua anima andrà nel celestiale paradiso, siccome egli dirà a uno malfattore, che sarà a peso co' lui, dal lato diritto: oggi sarai con meco in paradiso. E poi discenderà allo 'nferno, a mezza notte della sua risuresione; e lo dispoglierà; e quelli ch'egli ne trarrà fuori metterà nel pardiso celestiale. E poi n'andrà nel sepolcro, e risuciterà. E se egli risucitasse (1299) così tosto com'egli sarà morto, gli giudei direbono ch'egli non fosse mica morto, ma egli era tramortito per l'angoscia della passione. Egli risuciterà il terzo giorno, lo primo dì della settimana, cioè la domenica; ch'elli vorràe rinovellare il secolo, in quello giorno che l'avea fatto.

(1296) di quelli a cui C. R. 2.

(1297) ch'ella sarà lume di quelli C. R. 2.

(1298) Nel n. t. leggesi morte. — Abb. corr. secondo i Codd. R. 2., F. R.

(1299) Manca al n. t. E se egli risucitasse. — Abb. suppl. col C. R. 2.

Cap. CCCLXXXXVII.

Lo re domanda: dove andrà egli dopo la sua risuresione? Sidrac risponde:

Egli starà XL giorni con Enoc, che fue inanzi Noè, e con un altro buono uomo, ch'à nome Elia, nel paradiso terresto. E si sarà dopo la sua resuresione più bello che non è il sole per sette volte; e di quella forma lo vedranno i suoi disciepoli; egli aparirà XII volte, e prenderà vestimento dell'aria (1300). Alla prima volta aparirà a quelli che 'l sopellirà, in carne, a Iosep (1301). La seconda volta aparirà alla madre. La terza alla Maddalena. La quarta a uno de' suoi sancti ministri Jacopo, che quelli si boterà, che giammai non manicherà, se non lo vedesse. La quinta aparirà a due suoi disciepoli. La sesta aparirà allo prencipe de' suoi disciepoli, sancto Piero. La settima aparirà a' pellegrini, che lo meneranno a uno castello. L'ottava aparirà a tutti i suoi disciepoli, in uno tabernacolo, là dove saranno tutte le porte chiuse. La nona volta quando sancto Tommaso metterà le sue dita nelle sue piaghe, per essere creduto (1302) della sua morte. La decima allo mare di Taburia. L'undecima al monte Taburro. La dodecima là dove troverrà del popolo de' giudei insieme.

(1300) Nel n. t.: anima. — Abb. corr. secondo la lez. dei Codd. R. 2. e F. R.

(1301) apparirà in carne a quello che lo soppelliro nella prigione dove sarà Giuseppo C. R. 2.

(1302) credente C. R. 2.

Cap. CCCLXXXXVIII.

Lo re domanda: monterà egli solo in cielo? Sidrac risponde:

Tutti quelli che morranno co' lui risuciteranno co' lui. In quella forma monterà in cielo chente sarà istato inanzi la sua passione. E allora monterà in sul nuvolo; e quand'egli sarà in su i nuvoli, si avrà quelle figura che si dimostrò alla montagna a' suoi disciepoli. Egli vorrà montare, dopo la sua resuressione XL giorni, in cielo, perch'egli vorrà mostrare che quelli che faranno i X comandamenti della legge per gli quattro vangelisti, si monteranno tutti dopo lui.

Cap. CCCLXXXXVIIII.

Lo re domanda: avrà egli magione lo figliuolo di Dio? Sidrac risponde:

Lo figliuolo di Dio avrà una santa magione in terra, la quale sarà la sua isposa. E simigliantemente come il capo dell'uomo è sopra il corpo, simigliantemente lui e la sua magione saranno una, per lo sagramento del suo corpo. E similiantemente come gli ministri saranno governati per lo corpo, simigliantemente gli buoni del suo popolo saranno governati per lo suo sacramento. E quelli che saranno iscacciati della sua magione, elli saranno dannati nello 'nferno, se quelli della casa no' li ricevono per l'amendamento ch'egli faranno.

Cap. CCCC.

Lo re domanda: Lo corpo del verace profeta sarà tuttavia in terra in sua casa per lo comandamento di Dio? (1303) Sidrac risponde:

Lo suo corpo sarà tuttavia in terra, e sarà nella sua casa, per lo comandamento e lo dono ch'egli farà a' suoi ministri. Ch'egli sarà in una cena, che loro ronperà lo pane, e dirà: pigliatelo e mangiate, chè questo è lo mio corpo. In simiglianza, quand'egli avrà cenato, e egli piglierà lo vasello del vino, e dirà: pigliate e beete, chè questo è lo mio sangue. E tutti quelli che riceveranno quello corpo e quello sangue, e avranno fede in lui, ch'egli sia veracemente lo corpo di Dio, salvi saranno. E quello corpo sarà tutto giorno veduto nell'universo mondo, chè gli boni avranno lo podere che avranno gli suoi ministri, di farlo, ciascuno giorno; e faranno del pane corpo di Dio. E le degne parole ch'egli sopra loro diranno e faranno, e lo segno della croce che faranno, e lo dono che da lui avranno, e quello pane diventerà carne e sangue in lui, e l'umana natura tuttavia vi sarà in lui; che così degna cosa d'umana vita non potrà istare sanza sangue. Simigliantemente quand'egli sarà morto in croce, e' sarà fedito d'una lancia al fianco diritto, e lo sangue salterà (1304) fuori del suo corpo, e ralluminerà quelli che fedito l'avrà. Altressì lo suo corpo che sarà fatto di pane nella sua santa casa, conciosia cosa che lo corpo sarà fatto di pane, tuttavia sarà il sangue in lui; chè l'umana natura è sostenenza di vita, e sarà tuttavia in lui. E ciò sarà pane di vita, ch'egli dirà colla sua santa bocca, io sono pane di vita; e di questo sarà lo suo santo corpo, che di pane sarà fatto. Anche, quelli che avranno lo podere di fare quello prezioso corpo, s'egli avessero mille pani inanzi di loro, e dicessono quelle sante e degne parole, e facessero lo segno della santa croce, incontanente tutto quello pane si farebbe carne e sangue del figliuolo di Dio, e l'umana natura di vita sarebbe in lui. E niuno uomo e niuna femmina salvare non si potrà, se di questo verace pane e corpo di Cristo non ricevono, con credenza ch'egli sia veracemente lo corpo del verace profeta. E li piccoli garzoni che non cognoscono, e non sanno che ciò si sia, per la loro gioventudine, non è già forza se no' 'l ricevono, chè per la loro puritade e per la loro verginitade egli sta tuttavia co' loro. Gli miscredenti che in lui non credono, e lui conosciere non vogliono, quelli nol dee mica ricevere di tutto in tutto, se lui non riconoscono, e a lui non si convertono; e allora lo puote ricevere. E chi altrimenti lo riceve, la sua dannazione farà; chè il corpo di Dio dee morire in sè medesimo, e quelli riceverà fuoco.

(1303) Nel C. F. R. prima della rubrica di questo cap. leggonsi le seguenti parole, le quali ci pare non inutile riferire: Cest capitle si est encontre toutes les naisons, chi dient, por quoi les frans ne donent au peuple dou cors che le presle resoit et dou sanc che il resoit o le cors?

(1304) spillerà C. R. 2.

Cap. CCCCI.

Lo re domanda: ciascuno del suo popolo buoni e rei potranno fare lo corpo del veracie profeta? Sidrac risponde:

Non già, se non quelli solamente che avranno lo podere della sua santa magione eclesia. E quello dignissimo corpo non potrà essere menomato nè lordato, se non come lo sole che non puote essere lordato da neuna carogna che l'uomo metta (1305). E quelli che degniamente lo riceve e lo riceverà e manterrà, in colui rimarrà egli. E quelli che lo riceverà, e non sarà degno di riceverlo, in colui non dimorerà egli mica, anzi monterà egli in cielo, per gli angioli, e lo corpo del verace profeta dimorerà in sè medesimo; e quelli che lo piglierà, piglierà pane tanto solamente; e sì tosto com'egli piglierà quello pane, lo diavolo enterà nel suo corpo. E tutti quelli che degnamente lo riceveranno, egli dimorerà in loro; e quelli che no' lo riceverà degniamente, egli non dimorerà mica in loro, anzi se n'andrà in cielo, per gli angeli; e egli riceveranno la loro dannazione.

(1305) Nel C. R. 2.: che l'uomo vi metta. — Ma non si intende, veramente, come potrebbe mettersi la carogna nel sole. — Migliore è la lez. del C. F. R.... soleil chi ne peut estre concies de la pulentie d'une longuaige — Vedi la nota (3) a pag. 26.

Cap. CCCCII.

Lo re domanda: quelli che avranno podere di fare lo corpo del verace profeta saranno eglino onorati più inanzi a Dio che gli altri? Sidrac risponde:

Già, per lo dono nè per altri mestieri ch'elli ànno, non potranno fare piacere a Dio, se non per le loro buone opere. E se riamente (1306) mantengono i loro ministerii, elli saranno più dannati che gli altri; chè lo verace loro profeta gli domanderà più che l'altre genti; chè a loro più comanderà della fede e de' suoi comandamenti che gli altri. Egli gli farà pastori sopra le sue pecore; se per la loro mala guardia i lupi le pigliassono, cioè lo diavolo, eglino saranno risponditori inanzi a Dio, e fortemente però saranno tormentati.

(1306) Nel n. t. lealmente. — Abb. corr. l'errore evidentissimo, secondo la lez. del C. R. 2.

Cap. CCCCIII.

Lo re domanda: deono egli fare tutto giorno lo corpo del verace profeta? Sidrac risponde:

Elli debono (1307) fare per la sua gloria, e per la sua santa madre eclesia, e per sè, e per lo popolo. E quelli che lo faranno giustamente, siccom'egli dovranno, egli saranno onorati e innalzati sopra tutti gli altri. E quelli che lo riceveranno con mala conoscienza (1308), meglio sarebbe di mettervi uno tizzone di fuoco. E sapiate che molto dannerà la sua anima chi così lo riceverà. Iddio non fece in paradiso niuno male nè niuna pena, anzi lo fece tutto buono; ma Adamo fece bene male a suo corpo, quand'egli mangiò lo pome che Idio gli avea divietato, e si fece la volontà del diavalo. Quelli che di buona conoscienza lo riceveranno, già perciò ch'egli sieno peccatori, non deono lasciare di pigliarlo, se lo ricevono di buono cuore e di buona fede confessata (1309).

(1307) lo deno C. R. 2.

(1308) coscienza C. R. 2.

(1309) e confessati C. R. 2. — Questo confessati manca al C. F. R.

Cap. CCCCIIII.

Lo re domanda: che cosa è peccato? Sidrac risponde:

Peccato è nulla, chè Idio fece tutte le cose, e tutte le fece buone. Perciò dobiamo noi sapere che 'l peccato è nulla, per sustanzia, chè tutte le cose che Iddio fece ànno sustanzia, e tutte sustanzie sono buone. Ma nulla (1310) non à nulla substanzia. Ma si è sì grieve cosa il peccato, che uno piccolo peccato è maggiore di tutto il mondo. E quando l'uomo fa il peccato, elli sarà tutto tornato a lui per la sua dannazione; chè niuno uomo puote dire che nella santa creatura abbia niuno male.

(1310) il male C. R. 2.

Cap. CCCCV.

Lo re domanda: come conoscierà (1311) la morte del santo profeta verace? Sidrac risponde:

La morte del verace profeta sarà conosciuta per tenebre che saranno per tutto il mondo, e per la ressuresione, ch'egli risuciterà i morti, e per molti miracoli che allora saranno. Starlobio santo Dionigio (1312) sarà nel ponente, che conoscierà la sua morte per le tenebre e per la sua strologia.

(1311) conoscerà l'omo C. R. 2.

(1312) Uno buono uomo strolago santo Dionizio C. R. 2.

Cap. CCCCVI.

Lo re domanda: quale virtù farà in terra lo figliuolo di Dio? Sidrac risponde:

Prima vincerà l'umano lignagio per sè medesimo; vincerà lo diavolo e ghiottornia e cupidigia e argoglio per che Adamo cadde, lo primo uomo. E sanerà uno fanciullo di centurione, in una città ch'à nome Carnafan; e apresso sanerà tutti gli malati che là saranno, e deliberrà due indemoniati, e diliberrà paralitichi; e questi IIII miracoli farà; e gli peccati saranno perdonati, e li pensieri mutati. E sanerà una femina nella via del sangue del corpo; e resuciterà in una casa una figliuola d'uno uomo sordo e mutolo del diavolo; e sazietà MV uomini, sanza i fanciulli e le fanciulle femine, di V pani d'orzo e di due pesci; e si ne rimarà XII cofani pieni di rilievo (1313); e comanderà al vento e al mare di bonacciare (1314), incontanente sarà bonaccia. E diliberrà per lo suo comandamento molta gente, in una città di Nazaret; e diliberrà in quella parte una pulcella, per umile risposta, dal diavolo, che molto la travaglierà; e satollerà MIIII uomini di V pani e di due pesci; e diliberrà altrui della fame del corpo; e deliberrà una lunatica, che gli suoi discepoli non potranno curare nè sanare; e sanerà uno sordo e mutolo; e alluminerà due ciechi, che grideranno apresso di lui, figliuolo di Davit, abbi misericordia di noi e dacci lo vedere. E si perdonerà gli suoi peccati a una che avrà nome Madalena, la quale laverà i suoi piedi delle sue lagrime; e si guarirà uno cieco di XVIII anni; e si sanerà uno zoppo, uno sabato, in una casa d'uno grande uomo, e sanerà X lebbrosi; e risuciterà uno uomo morto, Lazaro; e si sanerà uno orbo in Gierusalem collo sputo suo, che gli ungerà gli occhi (1315); e risuciterà molti corpi di buoni uomini che morti saranno, inanzi la sua resuresione, e si deliberrà quelli di ninferno.

(1313) dodici corbelli di rilevo C. R. 2. — XII cofins de relif C. F. R.

(1314) La Crusca non registra bonacciare.

(1315) e sputerà nella polvere e farà loto e ongierà gli occhi di colui che sarà aluminato C. R. 2.