(15) Abbiamo corretto col C. R. 2. Il C. L. ha: „le quali egli ha promesso di dare loro il paradiso.„
(16) Volle C. R. 2.
(17) Sapesseno C. R. 2.
(18) Insine C. R. 2.
(19) ... qui ensegnoient les gens a vivre selon leur usages; et tous ceulx qui maintiendront leurs usaige, ec. C. F. R. — che insegnavano vivere alle genti li vizi che allora erano, e tucti quelli che manteneano le loro uzanze, ec. C. R. 2. — Ci sembra evidente che sia qui usato vizii per vezzi (usi, consuetudini), due parole che hanno comune la loro origine in vitium lat.
(20) Nella compagnia C. R. 2.
(21) Le jugement de nostre Segnor dou deluge il ne fu per autre cose, etc. C. F. R. Da causa, ant. fr., cause, cose.
(22) habitarono in terra e cominciarono C. R. 2.
(23) uzanza C. R. 2.
(24) Et Deu les beney; et leur dona la beneixion de croistre et de multiplier lor decedence qui ot nom Iafem de generation en generation, si maintindrent la loy de Deu ce que lor pere Noe tenoit. C. F. R. — E Idio diede loro la perfectione di crescere e di multiplicare il mondo uno de' figliuoli di Noe, che ebbe nome Giafet, di generatione in generatione, che di lui nacquero quelli che mantennero la fede di Dio, sì come Noe loro padre l'avea. C. R. 2.
(25) Meraviglia C. L. — Abbiamo corr. col C. F. R. e col C. R. 2.
(26) Figliuolo C. R. 2.
(27) Sydrac C. F. R. — Sidracha C. R. 2.
(28) le quel enpli le monde de toutes sciences de savoir toutes les coses. C. F. R.
(29) Cestui Sidrac Deu le deigna de mostrer per sa grace la forme de la soe sainte trinite. C. F. R. — E questo Sidrach Idio si degnò per sua gratia e misericordia di mostralli la forma della sua santa trinità. C. R. 2.
(30) Nontior C. F. R.
(31) Il C. R. 2. ha qui e sempre: autre.
(32) Boctus C. F. R. — Bottus C. R. 2.
(33) Convertire C. L. Abbiamo corretto col C. F. R. e col C. R. 2.
(34) Gl'idoli sordi e mutoli C. R. 2.
(35) Conteremo. C. R. 2.
(36) Trataber C. R. 2. — Al C. F. R. manca.
(37) per la gratia di Dio nostro signore Jesu Xpo e della sua madre madonna sancta Maria C. R. 2. Qui nel C. R. 2. è una divisione di capitolo, e ciò che segue è intitolato così: Coma lo re Botus domanda Sidrach di quistioni.
(38) glie le dispianò C. R. 2.
(39) per la qual cosa gli piacque molto, e sì ne fecie questo libro C. R. 2.
(40) par la trait dou deable C. F. R. Potrebbe leggersi ancora par l'atrait; e corrisponderebbe meglio alla traduzione italiana.
(41) Madiano C. R. 2. — Madiam C. F. R.
(42) Prine C. F. R. Se non è errore per prince, potrebbe intendersi nel senso che ha il vb. primer. Nell'ant. fr. si trova prin, per prim, prime.
(43) Manan C. R. 2. — C. F. R.
(44) Traduzione litterale del franc. dou tout en tout, che significa affatto, interamente. Trovasi pure du tot en tot, des tot en tot. F. Burguy, Gram. II, 329.
(45) Padre C. R. 2., che è certo errore, legg. nel C. F. R. poeir.
(46) Grison C. F. R.
(47) Sabastra C. R. 2. — Sabaste C. F. R.
(48) Dionasile C. R. 2. — Ayo vacileo C. F. R.
(49) Abbiamo corr. col C. R. 2. Il C. L. ha lo al.
(50) Demetrio C. R. 2.
(51) et si fu a Tolette martures et mors. C. F. R. Martures da marturiare.
(52) Manca questo libro al C. L.: abbiamo supplito col C. R. 2.
(53) Chiericia C. R. 2. — Clergie C. F. R.
(54) de gresois en latin. C. F. R.
(55) e ordinò tanto che lo ebe C. R. 2.
(56) le tint en gran chierte por les belles demandes que il trouva en lui C. F. R. Corr. cherte e cf. Burguy, Gramm., e Littré, Dictionn. Il C. R. 2.: tennelo molto caro per le belle cose che su v'erano scripte.
(57) lo re Amomeni di Tunisi C. R. 2. — Emir el Momenim C. F. R.
(58) Saracinesco C. R. 2. — Sarazinois C. F. R.
(59) Nuova divisione di capitolo nel C. R. 2. dove ciò che segue ha per titolo: Come lo 'mperadore Federigo mandò per questo libro allo re di Tunisi.
(60) respontioni C. R. 2.
(61) maraviglionsi C. R. 2. — merveilloyent C. F. R.
(62) Ogier C. F. R.
(63) Todia filosafo C. R. 2. — Todre le phylosophe C. F. R.
(64) Antiochia C. R. 2.
(65) Camberlain C. F. R. Il prov. camarlenc, chamarlenc, è quello che noi chiamiamo oggi ciamberlano, nell'ant. fr. chambellanc, chamberlens, ufficiale della camera. Manca camarlingo, in questo significato, alla Crusca.
(66) Teodia C. R. 2.
(67) le manda en present C. F. R.
(68) Antiochia C. R. 2.
(69) Abbiamo corr. col C. R. 2. — Il C. L.: Alleone.
(70) Assemprò C. R. 2. — contecrist C. F. R., errore che forse potrebbe essere corr. in contr'escrsit, contrescrist, nel senso che ha contrefaire, reproduire, par imitation, quelque chose. Varie forme ebbe questo vb. al t. p. nell'ant. fr. escrit, escript, escristrent.
(71) ciasquiduno C. R. 2.
(72) De quoy cest livre cascun ne le pot mie avoir C. F. R. De quoy (de coi, d'où vient que) è mal tradotto per de' quali. E il senso torna meglio secondo il testo francese, facendo punto dopo buoni libri. Anche il C. R. 2. ha: non lo possono avere.
(73) Nuova divisione di capitolo nel C. R. 2. dove ciò che segue ha per titolo: Siccome lo re Bottus cominciò la ciptà e ongni vuolta era disfacta, onde fece venire tucti li filozafi et i savi.
(74) Persia la grande C. R. 2. — Perce la grant. C. F. R.
(75) Bocteriensa C. R. 2. — Boctoriens C. F. R.
(76) avint que cil roy Boctus apres la mort de Noe de CVIII. et XLVII ans voloit ec. C. F. R.
(77) guerdoier C. F. R., che potrebbe essere errore per guerroier o per guarder.
(78) Guarahap C. F. R.
(79) da capo tostamente C. R. 2. — de richief mout austivement C. F. R. De richief corr. de rechief, re-chief, re chef. Austivement sarebbe forse errore per vistement, che nell'ant. fr. trovasi per prontamente, tostamente?
(80) Manca ogni cosa al C. L.; abbiamo supplito col C. R. 2.
(81) che C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.
(82) gueroyer C. F. R.; e ciò conferma l'errore di guerdoyer.
(83) la nocte è abactuto e messo in terra C. R. 2. — le demain se treuve tout abatu C. F. R.
(84) Noi crediamo che da cherere, siasi fatto cherendo, cheiendo, e quindi, pel cambiamento dell'e in a, caiendo, caendo. E lo stesso cambiamento riscontrasi nell'ant. fr. del Berry, ove in luogo di chercher si disse charcher. Cf. Jaubert, Gloss., supplément.
(85) Discorso; e in questo senso manca alla Crusca.
(86) Qui nel C. R. 2. è un'altra divisione di capitolo, intitolato: Si come li Savj disseno ch'aveano veduto come la torre si compierebe.
(87) voleano venire dinanzi da lui C. R. 2. — voloyent venir per devant lui C. F. R.
(88) faites vos bon corage C. F. R.
(89) Abbiamo preferita la lezione del C. R. 2. Il C. L. ha: a quindici dì della luna allora che noi comincieremo, il punto e direllovi (direnlovi), e allora ec. Nel C. F. R.: et a tel jor passant a XVI jors de la lune, alore che nos conmanderons et au point, feres comencer, ec.
(90) vi saremo presenti C. R. 2.
(91) Ci è sembrata migliore la lez. del C. R. 2. Nel C. L.: vi misero a guardare.
(92) Vogliamo notare che il C. F. R. ha: vos de la ne istres; perchè istre è una delle forme più rare del vb. issir. Trovasi ist, uscì e istroit, uscirebbe, nel Romans de Brut: Et Brutus ist de son agait. — Corinéus s'an istroit; vol. I. pp. 14, 48.
(93) È propriam. trad. del franc. engien, engin.
(94) fist aler la crie C. F. R.
(95) Trattabero C. R. 2.
(96) Noe le grand C. F. R.
(97) Così il C. R. 2., preferibile alla lez. del C. L.: venne di mano di re in altro.
(98) Sidrach C. R. 2. — Sydrac C. F. R.
(99) Io re Bottus mando altamente salute alla vostra signoria e amico carissimo C. R. 2.; e meglio il C. R. 1.: a vostra signoria, re Trattabar, come a signore ed amico.
(100) suoi lectere C. R. 2.
(101) prede C. L. Ci è sembrato buono di dare preferenza alla lez. del C. R. 2. Nel C. F. R.: qui les poroit avoir feroit quant que il vodroit. Vodroit, da vouloir, una delle molte forme del condizionale.
(102) siamo C. R. 2.
(103) Et elli si mosse e cavalcò tanto C. R. 2.
(104) sopra essa per pascere C. R. 2. — et s'acist sus celle C. F. R. Acist (assir, asseoir da ad e sedere) è forse una forma del vb. achir, che si usò nel Picard. Cf. Littré, Dictionn.
(105) forma, figura. „Così temo vostra altiera fazzone, Madonna mia.„ Dello Bianco.
(106) les chieres C. F. R. Dal lat. cara, fecesi chere, chiere nell'ant. fr., cara in prov. e spagn., cera in ital., e significò viso, sembianza. „Che s'io troppo dimoro, aulente cera„ Pier delle Vigne. I Cinamologhi, nel Dittamondo di Fazio degli Uberti, han muso e le labbra di cane. Lib. V., cap XX.
(107) feminoro C. R. 1. e C. R. 2. Forse dal gen. plur. del latino, feminarum, feminaro, feminoro. Il trovarsi questa stessa parola in tre codici di lezione diversa, e di diverso tempo, ci pare prova sicura che non sia da tenersi per errore; e ci conferma in questa opinione il trovare regno femminoro nel testo della Tav. Rit. pubbl. dal Polidori, pag. 292.
(108) dampno C. R. 2. È noto che Fra Guittone usò dampnaggio, e che l'ant. fr. ha dampnier, e il prov. dampnatge.
(109) Aboivrent C. F. R., da aboivre.
(110) doveunque C. R. 2.
(111) l'idoli manca al C. L. Abbiamo supplito col C. R. 2.
(112) Così pure gli altri codd. Essendo idole in fr. di gen. fem., il traduttore ha scritto idola.
(113) gittava C. L. Abbiamo corretto col C. R. 2.
(114) enlace C. F. R. Da laqueus, franc. lac, prov. lacs, port. lazo, ital. laccio; e vbb. allacciare ital., lacer, enlacer, franc.
(115) Abbiamo corretto col C. R. 2. Nel C. L.: come ài così idio e così bello come questo?
(116) ma C. R. 2.
(117) non si die nient'adorare, ma vergognare et avilarlo C. R. 1.
(118) et en s'amor sacrifier C. F. R. Nei pronomi possessivi ma, ta, sa si usò qualche volta di elidere l'a, quando la parola che seguitava cominciasse per vocale. Così trovasi: m'amour, s'auctorité ec. Il C. R. 2. ha: del suo benedetto nome si de' sacrificare.
(119) Nel dialetto del Picard si usò biel.
(120) di lui isguardare C. R. 1. — en lui esgarder C. F. R.
(121) Abbiamo dato la preferenza alla lez. del C. R. 1. Il C. L. ha solamente disse Sidrac; e il C. R. 2.: disse lui Sidrach.
(122) Nel C. L. vi noia. Abbiamo corretto col C. R. 2. — Venque nostre creance C. F. R.
(123) iscongiurato C. R. 2.
(124) devant cest mescreant C. F. R.
(125) erano C. L. Abbiamo corretto col C. R. 2.
(126) se murent en tour C. F. R.
(127) e arse, e a modo di cenere si fece C. R. 2.
(128) sconficto C. R. 2. — qu'il ne poient riens faire, et seroient malement desconceilles C. F. R. Desconseillies vale abbandonati, senza consiglio. „Mais nostre sires qui les disconsellies conseille.„ Villehardouin. — Lo isconsigliato del n. t. è traduzione letterale del francese.
(129) sapiate C. L. — Abbiamo creduto di corregg. col C. R. 2.
(130) per forteries ou per la force de son deu C. F. R. Credo da correggere sorteries, per sortilegi. Da sortiarius del b. l. fecesi sortiere ital., sortero spagn. Il testo francese del ediz. Palat. ha: par sorcerie ou par la force de son dieu. — Nel Romans de Brut, sortisséors: venir fist ses sortisséors.
(131) fomes a plaisir C. F. R.
(132) al nostro C. R. 2.
(133) paroule C. R. 2.
(134) isconficti C. R. 2. — desconceilles C. F. R.
(135) ch'io te lo sappia C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.
(136) gli quali Idio cacciò del cielo per la loro argaria e per la loro superbia C. R. 2. — Argaria per algaria. „Algaria è nelle persone belle„. Bart. da San Conc.
(137) oyables C. F. R., del quale è traduz. letterale udevole (da oyr). Ma parrebbe che avesse piuttosto a leggersi oyant, che odi, udente.
(138) isnel espirt C. F. R.
(139) cupiditade C. R. 2.
(140) vagiello C. R. 1.
(141) asiele C. F. R., che pare abbia ad essere l'imperativo del vb. aseoir, placer, etablir.
(142) tre e per uno idio C. L. Abbiamo corr. col C. R. 2.
(143) acist C. F. R., forse da achir.
(144) fusti C. R. 1.
(145) Lo stesso che ad alto. „Il loro luogo è molto ad alti.„ Fr. Giord. Pred. — Nel C. F. R.: et cria a haute vois.
(146) en leur ciege (siege) C. F. R.
(147) in uno C. R. 2.
(148) parvi C. L. Abbiamo corr. col C. R. 2.
(149) tre per uno idio C. L. Abbiamo corr. col C. R. 2.
(150) parte C. R. 1.
(151) troppo corrucciata C. R. 1.
(152) ò lassato el pionbo et preso el fino oro C. R. 1. — ie ai laisse la longuaigne et la pulentie. C. F. R. — Longuaigne in ant. fr. vale latrina, elvace. Pulentie dev'essere lo stesso che empuance, che significa fetore, corruzione. Trovasi pulent, pullent, che il Burguy fa derivare da purulentus. Cf. Du Cange, Gloss.; Burguy, Gloss. — Fino oro è anche nel Tesoretto di B. L.: Sì ch'io credea che 'l crino. — Fosse d'un oro fino.
(153) L'ant. fr. ha mater, matir; prov. matar, che vuol dire abbattere, vincere, indebolire. Si hanno esempi di matare, emattere, in antichi scrittori italiani. Cf. Nannucci, Analisi, 253, 2.
(154) pessimo veleno C. R. 1. — trencant venin C. F. R. Trencant intenderei mortale, che abbatte, che uccide, dal vb. trencher, trancher. Cf. Burguy, Gramm.; Diez, Etym. Wört. a Trinciare.
(155) Esempio da aggiungersi a quello delle Istorie Pistolesi e de' Fioretti, registrati dalla Crusca. Dove bene osserva il Nannucci (Analisi, 147-48) non essere da intendere chiaro per forte e gagliardo, ma per lieto, brillante, gaio, sereno di spirito. E non solamente il provenzale ha clar in questo significato, come il Nannucci avverte; ma anche l'antico franc. ha clair, cler, cleir, secondo il Burguy, il quale però non reca esempi che confermino questo significato. Il C. F. R. ha solamente plus fres; e il T. F. P.: plus sains; il C. R. 1.: più bello e più fresco.
(156) una saetta di folgore C. R. 1.
(157) dampnagio C. R. 1.
(158) entrò elli e li suoi ne li altri ydoli C. R. 1. — se mist dedens les aultres idoles C. F. R.
(159) allo C. L. — Abbiamo preferita la lez. del C. R. 1.
(160) tuoi C. R. 2.
(161) cani C. R. 1. — chiens C. F. R.
(162) ingannato C. L. — Abbiamo preferita la lez. del C. R. 1.
(163) e falla C. L. — Abbiamo pref. la lez. del C. R. 2.
(164) chiens C. R. 2.
(165) iscomentati C. R. 2.
(166) et garde toy de l'engi au deable C. F. R. Engi è da corregg. in engin, engien, che qui vale, inganno, furberia.
(167) soctometti C. R. 2.
(168) scura C. R. 2. — cougne C. F. R. Da cuneus fecesi in ant. fr. coignie, coignee, cognee; in prov. cunh, conh, cong. Nel dialetto vallone trovasi counie, cougne. Cf. Grandgagnage, Dict. etym. de la langue Wall.
(169) misero una boce sì forte C. R. 1.
(170) 'mpegno C. R. 2. — engin C. F. R.
(171) e vene uno terrimuoto per ingegno del diavolo, sì che allora fu viso ha tucti si dovesser confondare C. R. 1. Nel Romans de Brut: „Vis li fu là où il dormoit„ etc. Confondare è traduzione erronea del franc. confundre, prov. confondre, cofondre, che vale rovinare, distruggere.
(172) annegare C. R. 2. — sonabissare C. R. 1. — de gros tonieres et lampieres et plovoir et gresilles che toute celle terre senblent qu'elle devoit noyer C. F. R. — Gresil sarebbe diminutivo di gresle, grêle. Cf. Burguy, Gloss.
(173) questo manca al C. L. Abbiamo suppl. col C. R. 2.
(174) si smagò C. R. 1.
(175) che manca al C. L. Abbiamo suppl. col C. R. 2.
(176) claritade C. R. 1.
(177) de la haberge C. F. R. — Heberge, tenda, accampamento.
(178) piega C. R. 2. — bates C. F. R.
(179) Sydrac manca al C. L. Abbiamo suppl. col C. R. 1.
(180) pooir C. F. R. Pare che il traduttore abbia confuso poor, poer, pooir con peire, piere, pere.
(181) fusti C. R. 1.
(182) tre per uno Iddio C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 1.
(183) Lo vagello è 'l mondo ke sostiene el podere di Dio e santa trinità k'è tutto uno C. R. 1.
(184) risucitamento C. R. 2. — passione C. R. 1. — cruceflement C. F. R., che credo da corr. crucifiement.
(185) significano C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 1.
(186) battegiato C. R. 1. Il prov. ha bathegar, batejar.
(187) fera C. F. R.
(188) letti e creduti C. R. 1. — leaus et creaus C. F. R. — leuz et creuz T. F. P. — Leaus potrebbe correggersi in leus, partic. pass. del vb. lire; e creaus, creus, creuz potrebbe essere una forma del partic. pass. del vb. creire, crere, croire. Il tradutt. pare che abbia creduto leus partic. del vb. lever, e creus del vb. croistre.
(189) alimenti C. R. 2. — elemens C. E. 2. — parties C. F. P. — Crediamo che non si abbiano esempi di elementi del mondo per parti del mondo, nè in francese nè in italiano.
(190) convertiranno C. L. Abbiamo pref. la lez. del C. R. 2.
(191) e salveranno C. L. Abbiamo aggiunto si gli dal C. R. 2.
(192) ad adorare e credere C. R. 2.