TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO VI.

Capitolo XXXVIII. Carestia e peste in Italia. — Nuove fazioni di Pisa. — Guerre del re d'Ungheria e della regina Giovanna. — Secondo giubileo. 1347-1350 pag. 3
 
  Splendore del 14.º secolo 3
  Suoi vizj 4
  Influenza de' piccoli tiranni sulla pubblica morale 5
  Corrompimento delle repubbliche 6
  Flagelli che affliggono il 14.º secolo 7
  Invenzione delle armi a fuoco, che furono adoperate la prima volta nel 1346 8
1346 Carestia prodotta dall'intemperie delle stagioni 10
1347 Generosità del governo fiorentino durante la carestia 12
  Mortalità cagionata dalla carestia 15
  Origine della peste in Levante 15
1348-1350 Scorre tutta l'Europa 17
1348 Sintomi della peste 18
  Spavento che inspira il contagio 19
  In qual modo venivano seppelliti i morti 21
  Infelicità de' poveri in tempo del contagio 22
  Licenza ed anarchia universale 23
1348 La peste ne' villaggi e nelle campagne 24
  Numero delle vittime della peste, i tre quinti della popolazione 25
  Morte dello storico Giovanni Villani 26
  Morte di altri celebri personaggi 28
  Origine delle fazioni dei Bergolini e dei Raspanti a Pisa 29
  I Bergolini vincitori; i Raspanti scacciati, Andrea Gambacorti capo della repubblica il 24 dicembre 31
1346 In dicembre. Zara presa dai Veneziani 32
1347 Il 3 novembre. Il re d'Ungheria parte alla volta d'Italia 33
  Non si lascia trattenere dagli ordini del papa 34
  Il 20 agosto. La regina Giovanna sposa Luigi di Taranto 35
1348 Il 15 gennajo. La regina Giovanna fugge da Napoli e passa in Provenza 36
  Carlo di Durazzo fatto uccidere dal re d'Ungheria 38
  I principi del sangue e il figliuolo di Giovanni prigionieri nella Schiavonia 39
  Il re d'Ungheria s'impadronisce del regno di Napoli 39
  Questi torna in Ungheria sul finire di maggio per fuggire la peste 40
1348 La regina Giovanna e suo marito tornano a Napoli in fine d'agosto 42
1349 Il regno guastato dai condottieri 43
  I mercenarj dividono la preda che ammonta al valore di cinquecento mila fiorini 44
  Riposo forzato dell'Italia settentrionale 45
1350 Affluenza de' pellegrini a Roma pel nuovo giubileo 46
 
Capitolo XXXIX. Clemente VI vuole sottomettere la Romagna. — I Pepoli vendono Bologna ai Visconti. — La Toscana invasa dall'armata dell'arcivescovo di Milano, che viene respinta. — Pace tra il re di Ungheria e la regina di Napoli. 1350-1351 48
 
  Viste interessate della Chiesa nella pubblicazione del secondo giubileo 48
1350 Clemente VI vuole impiegare le sue nuove ricchezze per sottomettere la Romagna 49
  Ettore di Durafort, parente di Clemente VI, attacca il signore di Faenza 51
  Intrighi di Durafort in Romagna 51
  Il 6 luglio imprigiona nel suo campo Giovanni de' Pepoli signore di Bologna 53
1350 Prodigalizza le ricompense militari a' suoi soldati per tradimenti 54
  Giacomo de' Pepoli fratello di Giovanni ricorre ai Fiorentini 54
  Questi rispondono che sono pronti a difendere la repubblica di Bologna, ma non i suoi tiranni 55
  Una ribellione nell'armata di Durafort sospende i suoi successi 57
  I Fiorentini cercano di tornare Bologna in libertà 58
  Ambasciata de' Pepoli a Firenze per ingannare i Fiorentini 58
  Vendono Bologna ai Visconti 59
1339-1349 Regno e carattere di Lucchino Visconti 59
1349 Muore il 13 gennajo avvelenato da sua moglie; suo fratello Giovanni, arcivescovo di Milano, gli succede 60
1350 Contratto de' Pepoli con Giovanni Visconti 60
  Durafort attacca nuovamente Bologna 62
  Clemente VI fa cominciare un processo contro il Visconti 63
  L'arcivescovo spaventa la corte d'Avignone 65
1351 Morte di Mastino della Scala il 3 giugno; debolezza dei suoi successori 66
1351 La repubblica di Fiorenza senza alleati contro il Visconti 67
  Unisce la città di Prato al suo territorio 68
  Tentativo sopra Pistoja. Trattato con questa città 69
  Alleanza de' Visconti con tutti i tiranni 70
  Benedetto Monaldeschi si fa signore d'Orvieto 70
  E Giovanni Cantuccio de' Gabrielli di Agobbio 71
  Giovanni Visconti di Oleggio entra in Toscana con l'armata milanese 73
  Dichiarazione d'Oleggio ai Fiorentini 75
  Questi mandano tutti i loro soldati a Prato e Pistoja 77
  La campagna di Firenze guastata dall'Oleggio 77
  Entra in Mugello ed assedia Scarperia 78
  I Fiorentini cercano d'intercettare le vittovaglie all'Oleggio 79
  Un Visdomini ed un Medici entrano in Scarperia 83
  Primo assalto dato a Scarperia la prima domenica di ottobre 83
  Secondo assalto vergognosamente respinto 83
  Scarperia inutilmente attaccata colla scalata 84
1351 Oleggio leva l'assedio dopo sessantun giorni, ed esce dalla Toscana 86
  Alleanza delle quattro comuni guelfe, Firenze, Perugia, Siena ed Arezzo 86
1350 Il re d'Ungheria rientra nel regno di Napoli, ed assedia Aversa 87
  La regina Giovanna domanda la pace ed ottiene una tregua 88
  Il giudizio della regina deferito alla corte d'Avignone 88
1351 La regina assolta dalla complicità nella morte del marito 90
  Clemente VI riconosce Luigi di Taranto come re di Napoli 91
  Gli ambasciatori d'Ungheria rinunciano ai compensi convenuti a favore del loro sovrano 92
 
Capitolo XL. Commercio e colonie degl'Italiani in Levante. — Guerra de' Genovesi coi Greci. — Coi Veneziani. — Battaglia del Bosforo. 1348-1352 93
 
  Rivalità delle due repubbliche marittime Genova e Venezia 94
  Marina de' Catalani 94
  Dei Siciliani e dei Napolitani 95
  Dei Greci, de' Pisani, de' Francesi e degl'Inglesi 97
  Tutto il commercio del mondo facevasi sul Mediterraneo 97
  Commercio del mar Nero colla Russia 98
  Caffa, colonia de' Genovesi in Crimea, e la Tana presso Asow 99
  Commercio di Sinope coi Turchi dell'Asia Minore 101
  Commercio di Trebisonda cogli Armeni 102
  Commercio delle Indie per mezzo dell'Armenia, e della Battriana 103
  Per mezzo del golfo Persico e dell'Eufrate; nel mar Rosso e nell'Egitto 103
  Costantinopoli centro del commercio del mondo 104
  Colonia de' Veneziani a Costantinopoli 104
  Colonia de' Genovesi a Pera o Galata 105
  La rivalità tra gl'imperatori Latini e Greci era cessata 106
  Guerre civili de' Greci durante il regno dei due Andronici 107
  Guerre civili di Cantacuzèno; i Turchi passano in Europa 108
  Pace del 1347 tra gl'imperatori rivali; povertà dell'impero 108
  Rottura di Cantacuzèno coi Genovesi 110
1348 I Genovesi fortificano Pera a dispetto dell'imperatore e cominciano le ostilità 110
  I Greci si sottomettono ai rigori di un assedio 113
1348 Cantacuzèno intraprende il blocco di Pera 114
1349 I Greci armano una flotta, e la mandano all'isola del Principe 115
  La flotta greca, abbandonata dai suoi marinaj, è presa dai Genovesi 116
  Terrore panico de' Greci che guardavano le mura 117
  Moderazione de' Genovesi. Trattato di pace 117
  Guerra nella piccola Tartaria tra i Latini ed i Tartari 118
1350 I Genovesi rompono ogni commercio coi Tartari 119
  I Veneziani tornano alla Tana e battono i Genovesi, che loro volevano precludere il cammino 120
  Offrono la loro alleanza all'imperatore greco ed è rifiutata 122
1351 Paganino Doria blocca una flotta Veneziana a Negroponte 124
  I Veneziani cercano l'alleanza di Pietro IV d'Arragona 125
  3 agosto. Il re d'Arragona dichiara la guerra ai Genovesi 126
  I Greci si dichiarano a favore de' Veneziani 126
  Niccolò Pisani libera la flotta bloccata a Negroponte 128
  Pisani e Doria svernano nei mari della Grecia 130
1352 13 febbrajo. Battaglia del Bosforo tra i due ammiragli 131
  Si prosiegue durante la burrasca e la notte 133
  Orribile notte passata dalle due flotte nella baja di san Foca 133
  La perdita de' Veneziani supera quella de' Genovesi 134
  Niccolò Pisani abbandona i mari della Grecia 136
  6 maggio. Paganino Doria sforza Cantacuzèno a fare la pace 136
 
Capitolo XLI. Disfatta de' Genovesi alla Lojera: essi si danno all'arcivescovo di Milano. — Disfatta de' Veneziani a Portolongo. — Pace di Venezia. — Tripoli preso dai Genovesi. — Congiura del doge Marin Falieri. — Introduzione delle lettere greche in Italia. 1352-1355 138
 
1352 Morte di Clemente VI il 5 dicembre, cui succede Innocenzo VI 139
  I Genovesi cercano l'alleanza di Luigi d'Ungheria, e gli promettono la Dalmazia veneziana 139
1353 Antonio Grimaldi nominato ammiraglio della flotta genovese 141
  Va in traccia de' Veneziani uniti ai Catalani alla Lojera, in Sardegna 142
  Superiorità delle forze della flotta veneziana di Pisani 142
1353 29 agosto. Battaglia della Lojera perduta dai Genovesi 143
  Attacco infruttuoso de' Catalani in Sardegna dopo questa vittoria 145
  10 ottobre. I Genovesi abbattuti dalla loro disfatta si danno a Giovanni Visconti arcivescovo di Milano 147
  Il Visconti cerca di fare la pace con Venezia; ma vengono rifiutate le sue offerte 148
1354 Paganino Doria entra nel golfo e minaccia Venezia 149
  Va in traccia del Pisani che si è chiuso nel golfo della Sapienza 150
  3 novembre. Attacca e distrugge tutta la flotta veneziana 151
1355 Un Genovese fa trionfare in Costantinopoli il partito di Giovanni Paleologo 152
  Cantacuzèno rinuncia l'impero e si fa monaco 153
  I Veneziani chiedono la pace; viene sottoscritta il 28 settembre 154
  Tentativo di Filippo Doria sopra Tripoli 155
  Rivoluzioni ne' regni di Tunisi e di Tripoli 155
  I Genovesi sorprendono Tripoli e la saccheggiano 156
  Il senato di Genova punisce il suo ammiraglio e la sua flotta per tale tradimento 157
1354 Marin Falieri succede l'11 settembre al doge Andrea Dandolo 159
1356 Marin Falieri insultato da Michele Steno 160
  Risentimento del doge; cerca d'armare i malcontenti per vendicarsi 161
  Congiura di Marino Falieri; deve scoppiare il 15 aprile 162
  Ella è rivelata la vigilia al consiglio dei dieci 163
  Il doge ed i principali congiurati vengono arrestati 164
  17 aprile. Viene tagliata la testa al doge sulla grande scala del suo palazzo 165
1340-1364 I Greci cominciano ad imparare le lettere latine 166
  Gl'Italiani si attaccano con ardore alle lettere greche 167
  Prime traduzioni dal greco nel XII e XIII secolo 169
  Erudizione ed entusiasmo per gli antichi in Costantinopoli 169
  Il monaco Barlaamo; prime lezioni che dà al Petrarca 172
  Giovanni Boccaccio; suo zelo per le lettere, suo sapere 173
  Ambasciate a lui affidate 174
  La repubblica fiorentina lo manda per fare alcune offerte al Petrarca 174
  Dotte opere del Boccaccio dimenticate; suoi romanzi e sue novelle 177
1364 Ardore con cui studia il greco 178
  Leonzio Pilato, dotto greco, condotto da Boccaccio a Firenze 179
  Prima cattedra di lingua greca fondata dalla repubblica fiorentina 179
 
Capitolo XLII. L'Italia immagine della Grecia. — Suoi tiranni. — Intraprese di Giovanni Visconti arcivescovo di Milano. — Grande compagnia del cavaliere di Moriale. — Il cardinale Albornoz intraprende la conquista del patrimonio della Chiesa. — Morte di Cola da Rienzo. 1351-1354 182
 
  Rassomiglianza fisica tra l'Italia e la Grecia 182
  Tra il carattere degl'Italiani e de' Greci 183
  Il genio degl'Italiani soffocato dall'erudizione e dall'uso del latino 185
  Le arti sono meno trattenute dall'imitazione di quel che lo siano le lettere 186
  Rassomiglianza de' governi del XIV secolo in Italia e del secolo di Pericle 188
  Carattere ed ambizione della casa Visconti 189
  Le case di Savoja e di Monferrato 191
1352 Guerra civile nella casa d'Este 192
1354 Congiura nella casa della Scala 193
1355 Congiura nella casa de' Carrara 195
1362 Congiura nella casa de' Gonzaga 196
  Non rimangono che le repubbliche di Venezia, Pisa, Firenze, Siena e Perugia 197
1351 Congiura dei Brandagli d'Arezzo eccitata dall'arcivescovo di Milano 198
  Trattato dell'arcivescovo con Clemente VI 199
1352 5 maggio. Il papa riconcilia l'arcivescovo e la Chiesa, e gli cede Bologna 199
  Le repubbliche toscane entrano in negoziati coll'imperatore Carlo IV 200
  L'arcivescovo le fa attaccare su tutte le frontiere 203
  5 dicembre. Morte di Clemente VI; gli succede Innocenzo VI 203
1353 Pace di Sarzana, del 1 aprile, tra il Visconti, e le città guelfe 204
  Compagnia di ventura formata da fra Moriale d'Albarno 205
  Guasta in novembre il territorio di Rimini 206
  Invano il Malatesti implora soccorso dalle repubbliche guelfe 207
1354 Perugia ed in appresso Siena trattano con Moriale ed abbandonano i Fiorentini 209
  I Fiorentini ed i Pisani sono forzati di liberarsi col danaro dai danni della compagnia 210
1354 Moriale affida la compagnia al conte Lando e va a Roma 211
  29 agosto. Il tribuno Cola da Rienzo lo condanna, come assassino, a perdere la testa 212
1347-1354 Vicende di Cola da Rienzo dopo la sua fuga dal Campidoglio 213
1353 Il cardinale Albornoz mandato da Innocenzo VI in Italia con Cola 214
  Rivoluzioni a Roma dopo la fuga di Cola da Rienzo 217
  Cola da Rienzo desiderato dai Romani 219
1354 Il prefetto di Vico, signore di Viterbo e d'Orvieto, attaccato da Albornoz 221
  Si sottomette al legato e rende la libertà a queste città 222
  Il legato crea Cola senatore e lo manda a Roma 223
  Cola prende danaro a prestito dai due fratelli di Moriale 223
  Cola disgusta i Romani 224
  8 ottobre. Sedizione contro di lui; viene attaccato nel Campidoglio 225
  Tenta di fuggire sotto mentite vesti 226
  Viene riconosciuto ed ucciso 227
 
Capitolo XLIII. Morte dell'arcivescovo Visconti. — Carlo IV in Italia. — Tratta con Firenze; distrugge a Siena il governo dei nove ed a Pisa quello dei Bergolini. — Si ritira vergognosamente. — Anarchia della Sicilia e di Napoli. — Conquista d'Albornoz; discordia tra i Visconti. 1354-1355 229
 
1353 La pace dell'arcivescovo Visconti assicurata dalle intraprese di Albornoz 229
  I signori di Mantova, Verona, Ferrara e Padova esposti ai suoi intrighi 230
  Dicembre. I Veneziani persuadono questi signori ad unirsi tra di loro ed a chiamare Carlo IV in loro soccorso 231
  Carattere intrigante ed avido di Carlo IV 232
  Egli ottiene dal papa la promessa di essere coronato a Roma 233
1354 Scoppia la guerra in Lombardia. La grande compagnia entra in servigio degli alleati 233
 5 ottobre. Inaspettata morte di Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano 234
  Divisione de' suoi stati fra i suoi tre nipoti, Matteo, Barnabò, Galeazzo 235
  14 ottobre. Carlo IV entra in Italia senza armata 236
1354 Si fa mediatore d'una tregua tra gli alleati ed i Visconti 237
1355 6 gennajo. Viene coronato a Milano nella basilica di sant'Ambrogio 238
  Passa in Toscana con piccolo accompagnamento; inquietudine de' Fiorentini 238
  Durante il suo soggiorno a Pisa (18 gennajo al 22 marzo) si aduna un'armata presso di lui 239
  Prove d'affezione che gli danno i Lucchesi 242
  Carlo, impegnato coi Pisani, non può dare a Lucca la libertà 243
  Stato delle fazioni pisane; i Gambacorti alla testa del governo 244
  Sedizione eccitata dai Raspanti; nuovo trattato coll'imperatore 245
  Gli si presentano gli ambasciatori di Siena e di Firenze 247
  L'ordine dei nove di Siena dà all'imperatore l'illimitata signoria della repubblica 249
  Movimento di tutti i Ghibellini toscani contro Firenze 249
  Trattato dei Fiorentini coll'imperatore 250
  Il popolo di Firenze viene a stento persuaso di ratificare questo trattato 252
1355 L'imperatore va a Siena. Oligarchia dei nove 253
  Odio del popolo contro i nove, e perfidia di quest'ordine 255
  23 marzo. Sedizione in Siena contro i nove, quando vi giugne l'imperatore 255
  I nove perseguitati dal popolo; loro palazzo aperto a Carlo IV 256
  L'imperatore passa a Roma, e vi è coronato il 5 aprile 258
  19 aprile. Di ritorno a Siena trova escluso a perpetuità dal governo l'ordine dei nove 260
  Istituzione di una nuova oligarchia. I dodici 260
  Carlo nomina suo fratello, il patriarca d'Aquilea, signore di Siena 261
  Questi viene scacciato dal popolo 261
  L'imperatore corona in Pisa coll'alloro poetico Zanobio Strata 263
  I Lucchesi sollecitano l'imperatore a rendere loro la libertà 263
  Sedizione a Pisa contro l'imperatore. I Bergolini imprigionati 265
  Sedizione a Lucca contro i Pisani 266
  Zelo de' Pisani per difendere Lucca; i Lucchesi sottomessi 268
1355 26 maggio. L'imperatore fa tagliare il capo ai Gambacorti 269
  Carlo ritorna in Germania 270
  Guerre civili nel regno di Sicilia 272
  Anarchia nel regno di Napoli; debolezza del re Luigi 273
  La grande compagnia guasta lo stato di Ravenna 274
  Guasta in seguito gli Abruzzi e la Puglia 276
  S'avvicina a Napoli senza trovare ostacoli 277
  Continuazione delle conquiste di Albornoz 278
  Gentile da Mogliano, signore di Fermo, riconciliato colla Chiesa 279
  Lega formata da Malatesti per difendersi contro il legato 281
  Malatesti obbligato a sottomettersi. Gentile da Mogliano spogliato 282
  Francesco degli Ordelaffi, signore di Forlì, si ostina a difendersi, benchè solo 283
  Giovanni Visconti di Oleggio luogotenente dei signori di Milano a Bologna 284
  I Visconti vogliono privarlo del governo 285
  Cospirazione d'Oleggio per rendersi indipendente 286
1355 Il 17 aprile si fa proclamare signore di Bologna 288
  Matteo, il primogenito Visconti, avvelenato da' suoi fratelli 290
 
Capitolo XLIV. La Dalmazia tolta ai Veneziani dagli Ungari. — Guerra de' principi lombardi contro i Visconti. — Fra Giacomo de' Bussolari a Pavia. 1356-1359 292
 
  Influenza del re Luigi d'Ungheria sull'Italia 292
  Gli Ungari giunti sotto questo principe alla più alta potenza feudale 293
  Carattere intraprendente ed incostante di Luigi 294
  Attaccamento di Zara e della Dalmazia al re d'Ungheria 295
1356 Luigi attacca i Veneziani per conquistare la Dalmazia 296
  Numerose armate degli Ungari 298
  Cavalleria leggiera ed armatura degli Ungari 298
  Loro maniera di guerreggiare e di nudrirsi 299
  Quaranta mila Ungari entrano nella Marca Trivigiana 300
  Luigi intraprende l'assedio, poi il blocco di Treviso 301
  Dopo un mese si ritira a precipizio 302
  Continua la guerra con corpi di cavalleria che si succedono gli uni gli altri 303
1356 La signoria gli fa invano proposizioni di pace 304
1357 Gli Ungari si rendono padroni di Zara, 25 dicembre 305
1358 Pace tra gli Ungari e Venezia, di cui ne detta Luigi le condizioni 306
1355-1358 Guerra de' piccoli principi lombardi contro i Visconti 308
1355 Giovanni Paleologo, marchese di Monferrato, dichiara la guerra ai Visconti 309
  I marchesi Beccaria di Pavia si uniscono al marchese di Monferrato 310
1356 Maggio. I Visconti assediano Pavia 311
  Fra Giacomo de' Bussolari, predicatore di Pavia 312
  27 maggio. Eccita i suoi uditori a vendicare la patria, e fa levare l'assedio ai Milanesi 313
  La grande compagnia assoldata dai nemici dei Visconti 316
  Il Vescovo d'Augusta, vicario imperiale, l'accompagna 317
  I soldati dei Visconti non vogliono combattere contro la grande compagnia 318
  Questa dal canto suo non vuole spingere la guerra con vigore 319
  13 novembre. Il vecchio Lodrisio Visconti determina l'armata milanese a combattere, e rompe la grande compagnia 320
1356 15. I Genovesi scacciano la guarnigione dei Visconti, e si rimettono in libertà 322
1357 Fra Giacomo de' Bussolari predica a Pavia contro la tirannide 323
  Gelosia dei Beccaria che vogliono farlo assassinare 323
  Bussolari ritorna co' suoi sermoni l'esistenza alla repubblica di Pavia 324
  I Beccaria ricercano l'alleanza dei Visconti e sono cacciati da Pavia 325
  Corrispondenza di Petrarca col Bussolari 326
  Continui tradimenti delle truppe mercenarie 328
1358 Maggio. I Visconti fanno la pace coi signori di Lombardia 329
  Ricominciano l'assedio di Pavia 330
  Sforzi del Bussolari per difendere questa città 332
1359 I contadini del territorio di Pavia prendono la parte dei Visconti 332
  Bussolari tratta coi Visconti senza nulla chiedere per sè 333
  Pavia apre le porte. Bussolari termina i suoi giorni in una prigione 335
  Orrendi supplicj inflitti dai Visconti ai loro nemici 335
 
Capitolo XLV. Affari della Toscana. — Rivalità tra Firenze e Pisa; guerra di Siena e di Perugia. — I Fiorentini respingono la grande compagnia. — Sommissione della Romagna alla Chiesa. 1356-1359 337
 
1356 Morte del vecchio Pietro Saccone, che cerca di approfittare della sua agonia per sorprendere i suoi nemici 337
  Animosità dei Pisani contro i Guelfi ed i Fiorentini 339
  Eccitano alcuni avventurieri a sorprendere qualche fortezza de' Fiorentini 340
  Attentano nel loro porto all'esenzione dei Fiorentini 341
  I Fiorentini trasportano il loro commercio a Siena e Telamone 342
1357 I Raspanti di Pisa vogliono provocare i Fiorentini alla guerra 344
  I Fiorentini non si lasciano illudere e conservano la pace 345
  Grandezza ed ambizione dei Perugini 346
  Dicembre. Attaccano all'impensata il signore di Cortona 347
1358 Febbrajo. Siena soccorre il signore di Cortona 348
  10 aprile. I Sienesi disfatti a Torrita dai Perugini 349
  I Sienesi chiamano in Toscana la grande compagnia del conte Lando 350
  La compagnia chiede il passo ai Fiorentini, che lo rifiutano 351
1358 Sceglie un cammino attraverso le montagne, ove si avanza incautamente 352
  Il 24 luglio. La compagnia rotta dai montanari alla Scalella 353
  L'avanguardia si salva e torna in Romagna 355
  Rinforzi che riceve la compagnia, e suoi progetti di vendetta 356
  I Fiorentini mediatori della pace tra Perugia e Siena 357
  Semi di discordia a Firenze; il divieto 358
  Gli antichi Guelfi si lagnano che il governo passa in mano ai Ghibellini 359
  Legge emanata per allontanare i Ghibellini dagl'impieghi; l'ammonizione 360
  Grande numero di paci in tutta l'Europa 362
  La sola Romagna non vi è compresa; conquiste d'Albornoz 363
1356 Gli abitanti di Forlì pregano inutilmente Francesco degli Ordelaffi a sottomettersi al legato 364
1357 L'Ordelaffi affida la difesa di Cesena a sua moglie Marzia degli Ubaldini 365
  Indomabile coraggio di Marzia, che si difende d'uno in altro trinceramento 366
1357 Suo padre la prega invano ad arrendersi 368
  L'ultima torre della cittadella in cui è chiusa, trovandosi minata, viene da' suoi soldati costretta ad arrendersi il 21 di giugno 369
  Un nuovo legato dato per successore ad Albornoz 370
1358 La grande compagnia libera Forlì dall'assedio 370
  Dicembre. Albornoz rimandato in Romagna in qualità di legato 372
1359 Febbrajo. Albornoz allontana col danaro la grande compagnia 373
  I Fiorentini determinati di far testa soli alla compagnia 374
  Maggio. La compagnia entra in Toscana per lo stato di Perugia 376
  Vuole spaventare i Fiorentini e ridurli a negoziare 377
  Pandolfo Malatesti, generale dei Fiorentini, si avanza contro la compagnia 379
  La compagnia gira intorno al territorio fiorentino 380
  12 luglio. Manda il guanto della sfida a Pandolfo Malatesti 381
  23 luglio. Ella fugge dal Campo alle mosche 382
  I Fiorentini soccorrono contro di lei Barnabò Visconti 384
  4 luglio. Francesco degli Ordelaffi cede Forlì al legato 385
 
Capitolo XLVI. Bologna sottomessa alla Chiesa; guerra dei Visconti col papa. — Conquiste delle repubbliche sopra la nobiltà immediata. — Congiure a Firenze, Pisa e Perugia. 1359-1361 387
 
1307-1359 Decadimento di Bologna sotto diversi tiranni 387
  Abilità di Giovanni d'Oleggio signore di Bologna 388
  Sue alleanze 389
  Sue truppe guadagnate dai Visconti 390
1360 Viene attaccato all'impensata 391
  Albornoz tratta con Oleggio per l'acquisto di Bologna 392
  Bologna ceduta il 31 marzo alla Chiesa. Oleggio si ritira a Fermo 393
  Barnabò Visconti fa la guerra alla Chiesa per riconquistare Bologna 395
  Il papa chiede soccorsi al re di Ungaria ed ai Fiorentini 397
  I Milanesi respinti dagli Ungari 398
1361 Una nuova armata milanese attacca Bologna 401
  Cospirazione dei Malatesti per sorprendere i Milanesi 402
  20 luglio. I Milanesi disfatti sulla Savenna 405
1360 Ottobre. Giovan Galeazzo Visconti sposa Isabella di Valois 407
  Stato deplorabile della Francia 408
  Alcune compagnie d'avventurieri saccheggiano la Provenza 409
1360 La compagnia inglese chiamata dalla Provenza in Italia dal Marchese di Monferrato 410
  Porta seco la peste in Lombardia 410
1359-1361 I Fiorentini tolgono molti castelli ai Tarlati 412
  Prendono e puniscono il conte Tano Alberti 414
  Acquistano varj castelli dagli Ubaldini e dagli Ubertini 415
  Decadimento del commercio di Pisa 417
1360 Congiura di Federigo del Mugnajo contro i Raspanti 418
  Malcontento del popolo di Firenze 419
  Congiura di Bartolomeo de' Medici 420
  Viene scoperta, e puniti i congiurati 423
1361 Congiura a Perugia di Tribaldino de' Manfredini 424
  Viene scoperta, e mandati i capi al supplicio 426
 
Capitolo XLVII. Volterra sottomessa ai Fiorentini; guerra tra Pisa e Firenze; seconda peste in Toscana; trame de' Malatesti contro la repubblica fiorentina. — Giovanni Agnello occupa la signoria di Pisa ed assume il titolo di doge. 1361-1364 427
 
  Situazione di Volterra e sua antica grandezza 427
1361 Bocchino de' Belfredotti, tiranno di Volterra, vuole vendere la città ai Pisani 428
1361 I Fiorentini occupano Volterra il 10 ottobre 429
  Vicendevoli offese de' Fiorentini e de' Pisani 429
1362 I Fiorentini dichiarano la guerra ai Pisani in occasione di Pietrabuona 431
  Scorrerie nel territorio di Pisa di Bonifacio Lupo e di Ridolfo da Varano 433
  Indisciplina de' soldati fiorentini; compagnia del cappelletto 434
  I Fiorentini attaccano ancora i Pisani per mare 435
1363 I Pisani chiedono soccorso a Barnabò Visconti 437
1361-1363 Guerra di Barnabò contro la Chiesa e contro il marchese di Monferrato 439
1363 Barnabò persuade la compagnia inglese a prendere soldo dai Pisani 440
  7 maggio. Vittoria di Pietro Farnese, generale fiorentino sui Pisani 440
  La peste si manifesta in Firenze e rapisce Matteo Villani lo storico 442
1361-1363 18 luglio. La compagnia inglese giugne a Pisa 444
  Guasta il territorio fiorentino ed insulta la capitale 445
  I Fiorentini danno il comando della loro armata a Pandolfo Malatesti 446
1361-1363 Malatesti vuole indebolire i Fiorentini per occupare la tirannide 446
  Cerca che siano battute le milizie fiorentine. Viene licenziato 447
  Campagna d'inverno degl'Inglesi, loro modo di combattere 450
1364 3 marzo. La pace conchiusa in Lombardia tra i Visconti e la Chiesa 452
  Barnabò manda ai Pisani la compagnia di Anichino Bongarten 453
  Apparecchi de' Fiorentini per difendersi 454
  Giovanni Hawkwood e Bongarten attaccano le porte di Firenze 456
  Le truppe ausiliarie de' Pisani gli abbandonano 457
  I Pisani battuti a Cascina da Galeotto Malatesti 460
  Congresso per la pace a Pescia 461
  Giovanni Agnello aspira alla signoria di Pisa 463
1364 Agnello inganna i magistrati di Pisa che vanno a visitare la sua casa 464
  S'impadronisce della signoria e prende il titolo di doge 466
  17 agosto. La pace segnata a Pescia tra le due repubbliche 468

Fine della Tavola.