Eletto il Capo di tutta l'impresa, volendo il congresso dimostrare, quanto si promettessero della sua fede e virtù, stanziò, che gli avrebbero prestato ajuto, ed a lui aderito colle vite e facoltà loro per preservare e mantenere l'americana libertà. Poscia volendo dar all'esercito altri Capi sperimentati, i quali potessero secondar Washington, elessero Artemo Ward primo maggior generale, Carlo Lee secondo maggior generale, e Filippo Schuyler terzo maggior generale; Orazio Gates fu nominato ajutante generale. Pochi giorni dopo crearono sette brigadieri generali, che furono i seguenti: Seto Pomeroy di Massacciusset, Riccardo Montgommery di Nuova-Jork, Davidde Wooster di Connecticut, Guglielmo Heath di Massacciusset, Giuseppe Spencer di Connecticut, Giovanni Thomas di Massacciusset, Giovanni Sullivan del Nuovo-Hampshire, e Nataniele Greene dell'isola di Rodi. Se qualche cosa dimostrò la buona mente del congresso, questa certamente si fu della prima elezione dei generali; stantechè tutti si adoperarono nel corso della guerra, come soldati coraggiosi, e custodi fedeli della libertà d'America.

Come prima prese Washington la dignità, si condusse al campo di Boston in compagnia di Lee. Ei fu ovunque passava ricevuto a grand'onoranza, e molti gentiluomini ordinatisi in compagnia gli fecero l'accompagnatura. I congressi massacciuttese e jorchese furono a complire con esso lui, testimoniando l'allegrezza, che provata avevano alla sua elezione. Rispose gratamente e modestamente; fossero pur sicuri, che tutti i pensieri, tutti gli sforzi suoi, siccome pure quelli de' suoi compagni rivolti sarebbero a ridurre le cose a condizioni oneste tra le colonie, e la comune madre; che in quanto all'esercizio delle fatali ostilità, vestendo essi la persona del guerriero, non si sarebbero dispogliati di quella di cittadini; e che allora sarebbero stati contenti e rallegratisi sommamente dentro sè stessi, quando, sicurata essendo l'americana libertà, sarebbe loro fatto facoltà di ritornarsene alla privata condizione in mezzo ad una libera, pacifica e felice patria.

Il generale, fatta la rassegna dell'esercito, trovò, oltre una moltitudine pressochè inutile, solamente 14,500 uomini atti al combattere, i quali avevano a difendere uno spazio di più di dodici miglia. Arrivarono in vero in buon punto i nuovi generali al campo. Imperciocchè già la disciplina dell'esercito essendo trascorsa in corruttela aveva gran bisogno di essere riformata. Gli uffiziali emulazione alcuna non avevano; i soldati eran poco osservanti degli ordini, e non curanti della mundizia; e siccome quelli, ch'erano i più uomini della Nuova-Inghilterra, ritrosi, e di ogni soggezione impazienti. A questo rimediarono, non senza fatica, i generali del congresso. Nella qual bisogna Gates, siccome quello, che peritissimo era delle cose militari, prestò un'opera eccellente. I soldati appoco appoco si avvezzarono all'obbedienza, gli ordini furon distinti, le regole della disciplina osservate, e ciascuno venne a conoscere il debito suo; sicchè l'oste, deposta la sembianza di una moltitudine tumultuaria, acquistò quella di un esercito giusto e bene ordinato. Ei fu diviso in tre schiere. La dritta sotto i comandi di Ward occupava Roxbury; la sinistra capitanata da Lee difendeva Prospect-hill, e quella di mezzo, che obbediva agli ordini di Washington, nella quale si comprendeva eziandio una banda di gente scelta per servire alle riscosse, stanziava a Cambridge. La circonvallazione poi fu con sì frequenti ridotti affortificata, e di sì numerose artiglierie munita, che l'assaltar Cambridge, e penetrar nella campagna era cosa affatto impossibile diventata agli assediati. Si credeva eziandio, che questi avessero fatto grave perdita di gente, noverando gli uccisi in battaglia, ed i morti di ferite o di malattie.

Ma una mancanza di grandissimo momento quella si era della polvere d'artiglierie, la quale era grandissima. Fatta la veduta dei fondachi pubblici appartenenti all'esercito di Roxbury, Cambridge ed altri vicini luoghi, non se ne trovarono più di novanta barili. Si sapeva eziandio, che non se ne avevano più di trentasei nei magazzini di Massacciusset; alla quale quantità aggiunta quella, che si aveva in pronto nel Nuovo-Hampshire, nell'isola di Rodi e nel Connecticut, appena che se ne avessero diecimila libbre. Il che non poteva somministrare più di nove tiri per soldato. In tale scarsità e pericolo si rimase l'esercito per ben quindici giorni; e se gl'Inglesi avessero dato dentro in questo tempo avrebbero facilmente rotto il campo, ed aperto l'assedio. In ultimo per opera della congregazione della Nuova-Cesarea se ne mandarono al campo alcune botti, le quali supplirono tanto o quanto al difetto, ed allontanarono i mali che si temevano.

Mancavano eziandio gli Americani di soldati corridori, i quali eran per altro molto necessarj per le improvvise e subite fazioni, per mantener la disciplina nel campo, e per proteggere l'arrivo dei soldati, delle munizioni e delle vettovaglie. Se poi la guerra, come si credeva, arrivati dall'Inghilterra i rinforzi al nemico, si fosse condotta in sull'aperta campagna, questa maniera di soldati leggieri in una contrada, come l'America è, frequente di acque, di fossa, di selve, di siepaje, di monti, e di passi stretti e difficili, era al tutto indispensabile. Perciò il congresso aveva decretato, si descrivessero senza indugio alcuno buon numero di corridori nella Pensilvania e nella Virginia, che dovessero marciare, tostochè le compagnie riempite fossero, al campo presso di Boston, dove fossero obbligati a far le veci di fanti leggieri. Ricevute poi le novelle della battaglia di Breed's-hill, il congresso ne aggiunse alle compagnie della Pensilvania altre due da levarsi pure nella medesima provincia, le quali tutte fossero riunite in un sol battaglione da esser capitanato da quegli uffiziali, che l'assemblea od il congresso provinciale eleggessero. Queste compagnie di corridori arrivarono al campo sul cominciare d'agosto. Erano circa quattordici centinaia di soldati vestiti scioltamente, ed armati i più d'archibusi rigati, che avevano gran gittata.

Mentre in tal modo l'esercito americano, che assediava la città di Boston, s'ingrossava ogni dì, e si forniva di tutte le cose alla guerra necessarie, il congresso s'adoperava con moltissima diligenza a fare quei provvedimenti, ch'ei credeva fossero del caso per mantenere in piè l'esercito già raccolto, e per farlo anche più grosso e meglio fornito, quando il bisogno ne sarebbe venuto. Vinse perciò un partito, che tutte le colonie avessero a mettersi in istato di difesa, e quel maggior numero d'uomini, d'armi e di munizioni apprestassero, che meglio fosse in potestà loro; che si facesse dappertutto ricerca e riposta di nitro e zolfo. Per questo fine si andavano diligentemente rivilicando gli avelli ed i carnai per fare procaccio di queste materie tanto preziose nell'esercizio delle guerre moderne; ed in ogni canto si moltiplicavano le manifatture della polvere, e gli ordini per gettar le artiglierie. In ogni parte risuonavano grandissimi apparati di guerra. In questo le assemblee ed i conventi provinciali secondavano maravigliosamente le operazioni del congresso, e gli uomini obbedivano con incredibile prontezza ai decreti dell'uno e delle altre.

Essendosi il congresso accorto, che lo zelo verso le libertà dell'America aveva prevalso alle gare parziali ed alla gelosia dell'autorità nelle assemblee provinciali, prese maggiore animo, e si risolvette a mandare ad effetto un'ordinanza generale, la quale dovesse servir di norma a tutte le leve, che in ciascuna provincia si andavano facendo. Ei sapeva molto bene, quanto l'uniformità sia utile nelle cose della guerra, perchè con animi uniti si concorra al medesimo fine, e quanto efficace per prevenire le dissensioni. Vinse adunque un partito, col quale si raccomandò (e le sue raccomandazioni erano in quel tempo come altrettante leggi ricevute e mandate ad effetto), che tutti gli uomini atti a portar le armi in ciascuna colonia dai sedici fino ai cinquant'anni si ordinassero in regolari compagnie; che si fornissero di armi, ed in quelle si esercitassero; che le compagnie fossero ordinate in battaglioni; che si tenessero pronte alle difese; che la quarta parte della milizia di ciascuna colonia fosse trascelta per servire ad uso di minuti uomini sempre apparecchiati a marciare dove l'opera loro fosse richiesta. Si esortarono coloro, i quali impediti erano dal portare le armi dalle opinioni religiose, venissero con tutti quegli altri più efficaci mezzi che leciti riputassero, in soccorso dell'afflitta patria. Stabiliron le paghe ai soldati, che furono venti dollari per ciascun mese ai capitani, tredici ai luogotenenti ed ai banderai, otto ai sergenti e caporali, e sei ai gregarj. Raccomandarono ancora, che in ciascuna colonia si creasse un maestrato, che chiamarono comitato, o sia congregazione di sicurezza per sopravvedere e diriggere tutte quelle cose, che alla salute pubblica importassero, duranti le vacanze delle assemblee, o dei conventi; e che quei provvedimenti si facessero, che creduti sarebbero necessarj per armar navi o altrimenti, a fine di proteggere le coste e la navigazione da ogni insulto delle navi nemiche.

Questi intendimenti del congresso furono mandati ad effetto in ogni parte della lega con grandissima prontezza; ma in nissuna provincia più bramosamente e più pienamente, che nella Pensilvania, e soprattutto nella città stessa di Filadelfia. La milizia di questa città fu partita in tre battaglioni di quindici centinaja d'uomini ciascheduno, con una compagnia di cencinquant'artiglieri, e sei bocche da fuoco, e finalmente una banda di cavalleggieri, parecchie compagnie di fanti spediti, di corridori e di guastatori. Si riunivano tutti sovente, e facendo sembianze di battaglie si esercitavano nelle mosse militari alla presenza del congresso e dei popoli, che vi concorrevano da ogni parte. Ciò eseguivan essi con tanta destrezza, che ognuno se ne maravigliava; e tutti ne sentivano un piacere incredibile. Erano almeno ottomila soldati, molto buona gente, nella quale erano entrati molti gentiluomini, e persone d'onorata condizione. Le istesse cose si facevano nel contado della Pensilvania. Ei pare, che sottratto il conto di tutti coloro, che in essa avevano pigliate le armi, e dentro vi si esercitavano, sommassero a meglio di settantamila soldati. Tanta era l'affezione, che in questo anno portavano quei popoli alla causa loro, che molti fra i Quaccheri stessi, cui le opinioni religiose proibiscono dal pigliar le armi, e di spargere il sangue umano, quantunque tutta la credenza loro sia di pazienza e di sopportazione, si lasciarono trasportar al fervore universale, entrando anch'essi nelle compagnie dei Filadelfiesi. Affermavano, che sebben la religion loro gli proibisse dal portar le armi in favore di una causa, il fine di cui sia o l'ambizione, o la cupidigia, o la vendetta, potevano essi però intraprendere la difesa dei nazionali diritti e della libertà. Così non havvi opinione, per gagliarda ch'essa sia, la quale non trovi le scappate; nè animo, avvengadiochè pacifico, che non si accenda nelle commozioni dei popoli.

Ma una cosa in Filadelfia trasse a sè gli occhi di ognuno; o fosse verità, o mostra accordata per incitare. Quei Tedeschi fuorusciti, che questa città abitavano, ed erano già molt'oltre cogli anni, e che per la maggior parte vedute avevano le guerre d'Europa, al nome di libertà si risentirono anch'essi; cosa, che poco si doveva aspettare, massimamente in quell'età da quegli uomini trauzeschi, e si unirono in una compagnia, che fu denominata la compagnia dei vecchi. Ripigliate le armi, l'uso delle quali intermesso avevano già da sì lungo tempo, vollero entrar a parte della comune difesa. Il più vecchio di tutti fu eletto capitano, ed era coll'età molto vicino ai cent'anni. Portavano invece d'insegna un crespone nero per significare il cordoglio, che provavano all'infelice caso, che in quella cadente età gli obbligava a riassumere le armi per difendere la libertà di quella contrada, che aveva servito loro non solo d'asilo, ma anche di nuova patria, quando, cacciati dalla propria, furono costretti ad andar cercando ventura in longinque e strane regioni.

Le donne stesse vollero dimostrare lo zelo loro in difesa della patria. Nella contea di Bristol determinarono di levare un reggimento a proprie spese, somministrando ogni cosa necessaria, e perfino le armi a coloro, che di per sè non le potevano procacciare. Lavorarono colle proprie mani le bandiere con motti opportuni. Quella, che presentò la bandiera al reggimento, orò molto acconciamente sulle faccende comuni, ed esortò con accomodate parole i soldati ad esser fedeli, ed a non disertar le bandiere delle donne americane.

Queste cose, quantunque in se stesse di poca importanza, servivano però maravigliosamente ad accender gli animi, ed a vieppiù rendergli ostinati. Al qual fine i diarj pubblici non cessavano di concorrere con ogni maniera di concioni, di esempj e di novelle. Le battaglie di Lexington, e di Breed's-hill erano i soggetti, sui quali si esercitavano gl'ingegni americani. Ogni accidente, ogni più particolare minuzia di quei fatti erano convenevolmente descritti; e coloro che vi avevano lasciata la vita, con sommissime lodi commemorati. Il dottor Warren sopra tutti era con mirabili parole innalzato fino al cielo. Lo chiamavano lo Hamden della età loro; e come un modello lo proponevano da imitarsi a tutti coloro, ai quali la patria era cara. Pubblicarono nelle gazzette di Filadelfia un elogio di lui molto patetico, ed accomodato a concitar gli animi della moltitudine.

«Che nobile spettacolo è quello mai, dicevano, di un eroe, il quale ha dato la sua vita per la salute della patria! Venite qui, o crudeli ministri, e mirate i frutti dei vostri sanguigni editti. Qual ristoro potrete dar voi a' suoi figliuoli per la perdita di un tanto padre, o al Re per quella di un sì buon suddito, od alla patria per quella di un sì buon cittadino? Mandate qui i vostri satelliti, venite a saziar le brame della tirannide. Perciocchè il suo più implacabile nemico è morto. Solo vi preghiamo di rispettare queste onorate reliquie del corpo suo. Abbiate compassione al dolore della sua antica e sconsolata madre. Di lui non vi è più cosa di che temer possiate. La sua eloquenza è spenta, le sue armi abbandonate. Mettete pur giù le spade; che più vi resta a compiere, infami che siete? Ma finchè sarà vivo il nome dell'americana libertà, quello di Warren infiammerà i nostri cuori, darà forza alle nostre mani contro l'esecrabil peste degli eserciti stanziali.

«Venite qua, o voi, senatori dell'America, venite a consultar qui intorno la libertà delle colonie unite. Sentite, ch'ei vi parla, ch'ei vi esorta, e vi prega a non contaminare la presente sua felicità col dubbio, che possa egli aver la sua vita spesa per un popolo di schiavi.

«Venite qua, o voi, soldati, o voi, campioni dell'americana libertà, e rimirate uno spettacolo, che deve ne' vostri generosi petti nuove scintille di coraggio e di gloria riaccendere. Ricordatevi, che l'ombra sua erra invendicata fra di noi. Diecimila soldati ministeriali non sarebbero egual ristoro alla sua morte. Che l'antica congiunzione vostra con essi non vi rattenga. I nemici della libertà non son più oltre i fratelli degli uomini liberi. Aguzzate le vostre armi, e non le deponete, finchè non sia la tirannide dall'impero britannico sbandita; od almeno l'America sia fatta al tutto la terra della libertà e della felicità.

«Venite qua finalmente voi, o americani padri, o americane madri, a contemplar le primizie della tirannide. Vedete il vostro amico, il guardiano della vostra libertà, l'onore, la speranza della vostra patria. Osservate questo illustre eroe trafitto dalle ferite, bagnato dal proprio sangue. Ma che non sia senza frutto il vostro dolore, nè oziose le lagrime. Andate, correte alle vostre case; raccontate a' vostri figliuoli il tristissimo caso. Che gl'incontaminati petti loro si agghiadino e si raccapriccino, sentendo ricordare le crudeltà dei tiranni, e gli orrori della servitù. Fornitegli, armategli, mandategli al campo. Pregate dal cielo prosperità alle armi loro, e, pigliando da essi l'ultimo addio, ammonitegli di vincere o di morire, come Warren, nelle braccia della libertà e della gloria.

«E voi, posteri, voi guarderete spesso indietro a questa Era memorabile. Voi i nomi di ribelli e di traditori trasporterete dal fedele popolo d'America alla vera origin loro. Voi scruterete, ed ogni parte ricercherete di quella trama di dispotismo, che fu testè ordita pel britannico impero. Voi vedrete pii Re sviati da perfidi ministri, e pii ministri sviati da perfidi Re. Voi mostrerete, siccome perfino britannici Re sparso hanno lagrime nell'ordinare ai sudditi loro, che accettassero gli orribili mandati; e nel medesimo tempo esultato hanno in mezzo a pochi parricidi, aspettando di vedere un continente intiero arrossato dal sangue degli uomini liberi. Oh! salvate voi l'umano genere dalle infamie estreme, e siate pietosi e giusti alle americane colonie. Rivocate in vita la romana e la britannica eloquenza antiche, e non siate avari delle meritate lodi a coloro, che a voi hanno questa libertà tramandata. Ella ci costa di molti tesori e di molto sangue. Ella ci costa, ahi duro prezzo! la vita di Warren».

Il congresso volendo questa disposizione degli animi mantenere, e fargli, se possibil fosse, ancor più ardenti ed ostinati, e conoscendo, quanta autorità abbiano le cose della religione nelle menti umane, operò sì, che i sinodi di Nuova-Jork e di Filadelfia pubblicarono una lettera pastorale, la quale fu letta, essendovi concorsa una infinita moltitudine di popolo, in tutte le chiese. Affermarono, che finora si erano contenuti nel silenzio, non volendo essere gl'istrumenti di discordia e di guerra tra uomini e tra fratelli. Ma che però eran ora le cose giunte a tale, ch'eglino si erano risoluti a manifestare, quali fossero nella presente querela le opinioni loro; che gli esortavano pertanto a pigliar la difesa della patria loro; e che stessero pur persuasi, che, ciò facendo, camminerebbero nella via del principe dei Re della terra; che andassero pur sicuri alla vittoria, od alla morte. Aggiunsero alcuni ricordi morali molto accomodati ad infiammar vieppiù quelle menti religiose, ed a persuader loro, che la causa dell'America era la causa di Dio. Raccomandarono ancora l'umanità e la misericordia ai soldati; ed a tutti gli ordini di persone di umiliarsi, di digiunare, di pregare, d'implorare l'assistenza divina in quella perigliosa contesa.

Il congresso statuì, che il dì venti di luglio fosse un giorno di digiuno in tutte le colonie, il quale fu religiosamente osservato; ma più solennemente nella città di Filadelfia, che altrove. Tutto il congresso assistette unitamente ai divini uffizj, e furon fatti nella chiesa sermoni accomodati a' tempi.

Questo medesimo dì, stando il congresso per entrar nel tempio, gli sopravennero dalla Giorgia desideratissime novelle, le quali furono, che questa provincia si era accostata alla confederazione, ed aveva eletto cinque deputati, che dovessero intervenire al congresso. La qual cosa fu presa da tutti in lietissimo augurio, e molto rallegrò gli animi, tanto per l'importanza che aveva in sè stessa, quanto per l'ora, in cui ella era venuta a notizia del governo e del popolo. Avevano in quella provincia lungo tempo prevalso i leali, di modo ch'ella non si moveva, o pareva voler tener la via di mezzo. Ma le estremità, in cui erano venuti gli affari, le giornate di Lexington e di Breed's-hill, le crudeltà commesse dalle soldatesche reali, o vere, o credute, l'inclinazione generale dell'esito della guerra in favore degli Americani, l'unione ed il consenso delle altre colonie, e l'opera efficace dei libertini, tra i quali più attento e più vivo di tutti si dimostrò il dottor Zubly, furon cagione, che fattosi un convento provinciale, accettarono tutte le risoluzioni del congresso generale, e vinsero parecchj partiti molto animosi contro l'Inghilterra, o sia che volessero con questi l'antica freddezza compensare, ovvero che i libertini, tenuti in freno per lo avanti, fossero a maggior rabbia concitati. Dichiararono, che l'esser la provincia della Giorgia stata eccettuata negli atti vinti nel Parlamento contro l'America, ricevevan essi piuttosto in luogo d'ingiuria che di favore, essendo, aggiugnevano, questa esenzione fatta a bello studio per sceverargli dai loro fratelli. Deliberarono eziandio, che non riceverebbono alcuna merce, la quale fosse nell'Inghilterra stata imbarcata dopo il primo di luglio; e che, facendo tempo dal dieci di settembre, nissuna ne imbarcherebbero dalla Giorgia per alla volta dell'Inghilterra; ed oltre a ciò, che nulla trasporterebbero alle isole dell'Indie occidentali inglesi, ed a quelle parti del continente americano, le quali le risoluzioni del congresso generale accettate non avessero. Queste cose erano in sè di molto momento, essendo la Giorgia, avvegnachè non vasta provincia, fertilissima in biade, e massimamente in riso. Vollero eziandio astenersi da ogni superfluità, e sbandire il lusso; dar animo agli agricoltori, che quel maggior numero, che più possibil fosse, di pecore allevassero. Nè tralasciarono d'inviare una petizione loro al Re molto acconcia, e piena delle solite asseverazioni di lealtà, le quali forse più efficacemente si facevano, perciocchè si aveva in animo di non osservarle.

Ma ritornando al congresso generale, avendo egli qualche gelosia della provincia della Nuova-Jork, sia perchè vi abbondavano i leali, sia perchè la medesima è molto aperta agli assalti di un nemico forte in sull'armi di mare, deliberò, che, perchè quelli non vi avessero a sormontare, dovessero nell'appartinenze stanziare cinquemila fanti; e antivedendo i bisogni, ai quali i soldati loro sarebbero stati soggetti, siccome pure le malattie e le ferite, volle, che si ordinasse un'ospedale atto a ricevere i malati di un esercito di ventimila uomini. Fu eletto a direttore e medico principale il dottor Beniamino Church.

Considerato ancora di quanta importanza fosse l'aver gli spacci delle lettere prontissimi, e l'esser l'uffizio delle poste commesso a uomini zelanti e fedeli, elessero a direttore generale sulle poste il dottor Beniamino Franklin, il quale l'istesso luogo aveva occupato in Inghilterra per le lettere d'America, ed erane stato dismesso per l'amor suo verso le libertà delle colonie. Stabilirono regolari procacci, facendo principio da Falmouth nella Nuova-Inghilterra sino alla città di Savanna nella Giorgia.

Ma siccome il principale nervo della guerra consiste nella pecunia, così il congresso non tardò a rivolgere i suoi pensieri verso di quest'oggetto; il quale in un cogli uomini e l'armi, è il più importante, anzi il più necessario di tutti, massimamente nei casi della guerra difensiva, come per la natura stessa delle cose doveva quella essere, che si esercitava dagli Americani. Nelle guerre offensive, nelle quali si va ad assaltar l'inimico correndo e guastando il suo paese, gli uomini e l'armi possono nella prosperità della vittoria trovar la pecunia. Ma nei casi di guerra difensiva la pecunia è quella, che deve gli uomini e le armi procurare. Questo affare però aveva in sè grandissima difficoltà. La pecunia non si poteva riscuotere, se non per via di accatti, o per via di balzelli. L'una e l'altra erano non che malagevoli, quasi impossibili; essendovi da molti anni addietro, e per causa dei dispareri nati coll'Inghilterra, assottigliata di troppo la quantità del conio, che girava nelle colonie. Le province della Nuova-Inghilterra ne erano sempre state anzi scarse che no, e gli atti proibitivi del Parlamento da dieci anni addietro avevano ancora questa sottil massa attenuata. Nelle province meridionali poi, quantunque più ricche per la fertilità delle terre, la scarsità della moneta era andata crescendo, non solo per la sovraddetta cagione, ma eziandio per la numerosa introduzione dei Neri, la quale in quegli ultimi tempi aveva avuto luogo. Laonde il trar danaro da quei popoli per via d'accatti, o di balzelli sarebbe stata cosa imprudente, dannosa, e forse, od anche senza forse, impossibile, almeno in quella quantità, che i bisogni dello Stato richiedevano. Aggiungasi in rispetto agli accatti, che, sia che i ricchi avessero la pecunia loro a fornire, o no, avrebbero però sempre potuto prestare il credito, ed il far uso di questo secondo mezzo, meglio che del primo era conveniente. Imperciocchè se essi o l'una, o l'altra cosa, od ambedue potevano somministrare, gli uomini dotati di mediocri o di tenui facoltà non l'avrebbero potuto del pari. Eppure gli accatti parziali di moneta non si sarebbero potuti abbracciare, quando che all'incontro un accatto parziale di credito si poteva eleggere, il quale sarebbe stato in nome comprensivamente verso di tutti, ma in fatti parzialmente sopportato nell'opinione generale dalle larghe facoltà del ricchi. In rispetto poi ai balzelli, non sarebbe stato il porgli, se non cattivo eleggimento; perciocchè, essendo poco usi quei popoli alle gravezze, il recarsi di punto in bianco ed in sul bel principio, in sul toccare le borse dei cittadini, avrebbe sull'opinione dell'universale i più perniziosi effetti partorito. I popoli infiammati in una impresa comune fanno più volentieri giattura della vita, che non della pecunia; perciocchè a quella sta annessa più gloria che a questa, e l'onor dei bravi è più frequente, che l'onor dei facoltosi. Per la qual cosa il congresso aveva in ciò un'impresa molto malagevole alle mani. Ci accorgeremo eziandio, dover essere cresciute vieppiù le difficoltà, se farem considerazione, che il congresso aveva bensì la facoltà di raccomandare, ma non già quella di comandare; e che la obbedienza dei popoli era più volontaria, che costretta; ed era da temersi, ch'essi ricusassero, se si fossero toccate le borse. Era anche molto da apprendersi, che le assemblee provinciali gelosissime del diritto di impor le gravezze pubbliche, non avrebbero di buon grado, ed in niun modo acconsentito a questo, che il congresso assumesse la facoltà di tassare. Poi come questi avrebbe potuto sperare di porre un balzello giusto e ben temperato in rispetto a ciascuna colonia, se, stantechè le ricchezze loro erano in gran parte fondate sul commercio, ed erano state l'una e l'altra in varie maniere dalle presenti turbolenze impressionante, e perciò molto soggette a variazione, non si conoscevano a puntino le facoltà di ciascuna di esse? Nissuna evidenza della conveniente rata si sarebbe potuta avere, e molto meno dimostrare; e la sembianza di parzialità, o vera fosse od apparente, o soltanto creduta, avrebbe guasta tutta l'opera e prodotto clamori e dissensioni pregiudiziali. Questi erano gli scogli, che il congresso incontrava in rispetto ai modi di trar pecunia pei bisogni dello Stato e della guerra. Perciò si risolvette a schivargli, ed a volersi accostare agli accatti del credito col gittar biglietti, che avessero la mallevadoria della fede delle colonie unite. Nella qual cosa si sperava, che l'abbondanza delle derrate, l'ardore e l'unanimità del popolo, e massimamente dei ricchi, i quali, i più erano alle cose nuove favorevoli, avrebbero esso credito mantenuto vivo, ed impedito che i biglietti non cadessero in bassanza. Abbenchè quello ch'era già accaduto nelle province settentrionali, in cui i biglietti che allora esistevano, scapitavano, avrebbe dovuto tenergli avvisati del pericolo. Oltre a ciò gli uomini prudenti prevedevano benissimo, che per la facilità della cosa, e pei bisogni che si sarebbero ad ogni ora moltiplicati, si sarebbe gittata una sì grande quantità di biglietti, che sarebbe diventata del tutto soprabbondante, e gli avrebbe fatti scapitare. Aggiungasi, che il congresso non era solo a far gittate di biglietti, ma che anche le assemblee provinciali avevano, ed usavano l'istessa facoltà; il che doveva produrre di breve la soprabbondanza. Quest'era un male, che fin da principio doveva far temere i più pregiudiziali effetti. Nè si deve passar sotto silenzio, che, siccome sono sempre incerti i casi della guerra, potevano le armi inglesi andarne colla migliore, e correre vittoriosamente il paese. Dal che ne sarebbe nata di necessità la totale rovina del credito, ed i biglietti sarebbersi forse anco ridotti al niente. Si sa per pruova, che in cotesti affari la sfidanza dei popoli non ha rimedio. Questi erano i pericoli, questi i timori, che non senza gran cagione tenevano sospesi gli animi dei prudenti nell'affare del gittar fuori i biglietti. Ma non era luogo ad elezione; ed il congresso era in tali termini constituito, che gli abbisognava, come si suol dire, o bere o affogare. Perciò non esitarono punto a por mano a quel compenso, il quale, se non era buono, era al certo necessario. Adunque il congresso nel mese di giugno deliberò, si gittassero due milioni di dollari di Spagna in altrettanti biglietti di credito, e che la fede delle colonie unite dovesse stare per la redenzion loro. Qualche tempo dopo fece un'altra gittata di biglietti sino ad un milione di dollari pure di Spagna, dei quali biglietti ciascuno avesse ad esser di trenta dollari. Questi furono ricevuti su quei primi principj con consenso universale dei popoli.

Avendo il congresso procurati gli uomini, le armi e la pecunia, applicò l'animo ad assicurarsi alle spalle con guadagnarsi le nazioni indiane, sulla mente delle quali non si stava senza qualche timore. Sapeva, che il generale Gage aveva spedito da Boston un suo messo per nome Giovanni Stuart presso la nazione dei Cherokee, che abitava le regioni prossimane alla Carolina Meridionale; e che il generale Carleton, governatore del Canadà, aveva mandato il colonnello Johnson presso gl'Indiani di San Francesco, ed altri pertinenti alle sei tribù, che più erano vicine a quella provincia. Il fine loro era di adescar quelle nazioni con promesse, con danari, e con presenti per indurle a pigliar le armi contro i coloni; la qual cosa, se per avventura si sarebbe potuta tollerare, quando, perduta ogn'altra speranza e forza, l'Inghilterra fosse stata ridotta alla necessità o di adoperar gl'Indiani, o di dar vinta la causa agli Americani, certamente non potrà non condannarsi, e come orribile non biasimarsi, allorquando altre armi, altri soldati si avevano in pronto per esercitar con prosperità di fortuna la guerra contro le colonie. La posterità non potrà non detestare i consiglj di coloro, i quali, da nissuna necessità spinti, hanno anteposto gli sfrenati e crudeli Indiani ai soldati disciplinati dell'Inghilterra. Quest'è stato un partito non solo di barbara ferità notato, ma che riuscì anche in ultimo ai suoi proprj autori esiziale. Ma la mente dell'uomo è cieca, l'animo suo spesso crudele, e le ire civili non placabili. Pensò adunque il congresso ad opporsi con efficaci mezzi a questi tentativi inglesi; e perchè la cosa procedesse con più ordine determinò, che le tribù indiane divise fossero secondo la mente sua in altrettanti distretti; a ciascuno dei quali fosse destinato un uomo a posta, il quale, essendo pratico della lingua, dei costumi e dei luoghi loro, ad essi corrispondesse, spiasse gli andamenti loro, soddisfacesse alle domande in ciò, che fossero ragionevoli, ed ai bisogni e necessità loro provvedesse. In somma non dovevano questi mandatarj nissun mezzo lasciar intentato per cattivarsi la benevolenza degl'Indiani, acciò non dessero ajuto all'armi reali, e tenessero la via neutrale. Credono alcuni, che gli uomini del congresso avessero anche il mandato di far in modo, che gl'Indiani entrassero a parte della guerra, accostandosi agli Americani contro gli eserciti inglesi. Il che non ci pare abbia la sembianza della probabilità, stantechè chiara cosa ella era, che la guerra si doveva in grandissima parte esercitare sul territorio americano; e che quest'Indiani erano soliti a mettere a sacco ed a morte così gli amici, come i nemici. Inoltre non è da credersi, che gli Americani potessero avere in animo di macchiare con una nota di barbarie sul bel principio una causa, ch'essi volevano, fosse da tutti riputata e giusta e santa. Tuttavia non vogliamo tralasciar di dire, che in Filadelfia si credeva e si annunziava, come un caso prospero, che gl'Indiani Moacchi, e quelli di Stockbridge, avendo i primi mandato la ciarpa ai secondi, il che presso di quelle nazioni era un segno di leanza, si eran confederati, e stavan pronti ad unirsi ai coloni, per correre a' danni degli Inglesi. Si credeva istessamente nel Massacciusset, che i Seneca, altra nazione indiana, fossero apparecchiati a far lo stesso. Oltre a ciò un Capo indiano, per nome Svyashan, con altri quattro Capi della tribù di San Francesco arrivarono nel mese di agosto al campo di Cambridge guidati da un Reuben-Colburn. Venivano ad offerirsi pronti ad intraprendere la difesa dell'americana libertà. Furono fatte loro le grate accoglienze, e condotti al soldo. Svyashan si vantava, che avrebbe all'uopo condotta molta gente, aggiungendo eziandio, che gl'Indiani nel Canadà, e perfino i Francesi erano a favore degli Americani volti, e pronti a collegarsi con loro. Queste cose si dicevano, e si credevano universalmente. Ma fossero qualsivogliano i desiderj del popolo, il congresso si contentava di avergli neutrali, ed a questo fine solo s'avviavano i suoi maneggi. Ciò per altro non potè impedire, che gl'Inglesi non si prevalessero di queste prime dimostrazioni, affermando aver essi tratto alla parte loro, ed usati gl'Indiani, perchè gli Americani i primi avevan voluto adoperargli.

Speditosi il congresso dalla bisogna degl'Indiani, la quale lo aveva grandemente tenuto sospeso, si rivolse, fatto più ardito dalle giornate di Lexington e di Breed's-hill, ad onestar la causa sua, e la presa dell'armi nel cospetto di tutte le nazioni del mondo; e ciò facendo usò lo stile delle nazioni independenti. Mandarono un bando, o sia dichiarazione, nella quale con molto gravi parole ricordarono le fatiche, i disagi ed i pericoli dagli antenati loro sopportati nell'andar a piantare le colonie in quelle strane e rimote regioni; le cure loro nel farle crescere e prosperare; i patti fermati colla Corona, e l'utilità e le ricchezze che ne erano all'Inghilterra derivate. Rammentarono la lunga fedeltà e la lodata prontezza a venir in soccorso della comune madre. Quindi trapassarono a parlare dei nuovi consiglj presi dai ministri sul finire dell'ultima guerra, e fecero una diligente enumerazione delle lamentate leggi. Narrarono acconciamente le lunghe e vane querele, le decennali ed inutili supplicazioni. Accennarono le inique condizioni per la pace proposte nel Parlamento (intendo di parlare della proposta d'accordo del lord North), escogitate a bella posta per dividergli, per metter le tasse all'incanto, al quale una colonia concorrerebbe contro l'altra, non sapendo ambedue qual prezzo sia a redimer le vite loro bastevole. Descrissero la possessione nimichevolmente presa della città di Boston dalla soldatesca armata sotto i comandamenti del generale Gage; le ostilità di Lexington incominciate dai soldati reali, e le crudeltà commesse in quel fatto; la rotta fede di quel generale pel rifiuto delle permissioni di uscita, e le più peggiori permissioni concesse, per avere con barbara inumanità separato i mariti dalle mogli, i figliuoli dai genitori, gli amici dagli amici, i vecchi e gl'infermi dai pietosi, dai forti e dai sani, i padroni dalle robe e masserizie loro. Rammentarono la beccheria di Breed's-hill, l'incendio di Charlestown, l'arsione delle navi, il guasto delle vettovaglie, la minacciata rovina e distruzione di tutte le cose. Favellarono delle tente fatte dal governatore del Canadà per ispingere a' danni loro gl'Indiani, gente fera e bestiale, ed i disegni ministeriali notarono di voler accumulare sulle infelici ed innocenti colonie tutti i flagelli del fuoco, del ferro e della fame.

«Siamo, esclamarono essi, al bivio ridotti, o di sottometterci intieramente alla tirannide d'irritati ministri, o di resistere colla forza. Abbiam ragguagliati i danni da una parte e dall'altra, e trovato abbiamo, che nulla è più da temersi, che la volontaria schiavitù. L'onore, la giustizia, l'umanità ci vietano di abbandonar vilmente quella libertà, che abbiamo dai nostri valorosi antenati ricevuta; e che la nostra innocente posterità ha diritto di ricevere da noi. Non possiam portar l'infamia di dar in preda le future generazioni a quella miserabilità, che sovrasta loro inevitabilmente, se noi con inudita viltà lasciam loro per eredità la servitù. La nostra causa è giusta, l'unione perfetta, le facoltà grandi; e non mancheranno all'uopo i soccorsi esterni. Noi ringraziamo grande e gratamente la divina Provvidenza, che a questo terribil cimento non ci abbia tratti, se non quando erano già le nostre forze al presente grado cresciute, ed avevamo nelle precedenti guerre imparato l'uso dell'armi, ed acquistato i mezzi di difesa. Con i cuori confortati da questi pensieri noi solennemente, avanti Dio ed avanti gli uomini, dichiariamo, che noi giusta nostra estrema possa quelle armi, che il benefico Creatore ha nelle nostre mani poste, ed alle quali i nostri nemici ci hanno sforzati di ricorrere, ad onta di ogni pericolo, con animi invitti ed insuperabil costanza adopreremo in difesa delle nostre libertà, essendo tutti, ed al tutto risoluti a morir liberi, piuttosto che a vivere schiavi. Che le menti dei nostri amici e concittadini non si sollevino a queste nostre determinazioni. Noi non intendiamo a niun modo quell'unione disciogliere, la quale da sì lungo tempo dura fra di noi, e che con ogni sincerità desideriamo di veder ristorata. La necessità non ci ha peranco spinti a questo disperato consiglio, nè alcun'altra nazione abbiam contro di essi alla guerra provocata. Noi non leviamo gli eserciti coll'ambizioso disegno di separarci dalla Gran-Brettagna, e diventar Stati independenti. Noi non combattiamo nè per la gloria, nè per le conquiste. Noi offeriamo al mondo lo spettacolo di un popolo assaltato da un nemico non provocato, senza niuna imputazione, o sospetto di offesa. Vantan essi i privilegj e la civiltà loro. Eppure altre condizioni non offrono, che la servitù, o la morte.

«Nella nostra propria contrada, in difesa di quella libertà che abbiamo, nascendo, eredata, che abbiam goduta dai tempi della rivoluzione in poi, per la protezione delle nostre proprietà solo acquistate per la onesta industria de' nostri antenati, e nostra, e contro la violenza testè usata, noi abbiamo le armi pigliate. Queste porremo noi giù, ma non prima, allor quando gli assalitori avran cessato le ostilità, ed ogni pericolo che ricominciar possano, sarà allontanato. Posta umilmente ogni nostra confidenza e speranza nella mercè del supremo, ed indifferente Giudice e Governatore di tutte le cose, noi divotamente supplichiamo la sua divina bontà di proteggerci in questo gran conflitto, ed a felice fine condurci, di piegare il cuore de' nostri avversarj alla concordia, di fargli a ragionevoli termini consentire, ed in tal guisa l'impero preservare dalle calamità della cittadina guerra».

Questo manifesto, il quale fu molto lodato a quei tempi, fu sottoscritto da Giovanni Hancock, il quale era in iscambio del Rutledge stato eletto presidente del congresso, e dal segretario Carlo Thompson.

Il congresso non tralasciò anche in questa circostanza di usare il mezzo della religione. Il manifesto fu mandato in ogni parte del continente, e letto su pei pulpiti dai ministri colle opportune esortazioni. Nel campo bostoniano fu letto con preparata solennità. Il maggior generale Putnam assembrò quella parte dell'esercito, che obbediva a' suoi comandamenti in sul Prospect-hill, e quivi con insolita pompa fu letto ai soldati. Terminata la lettura si fe' un'accomodata preghiera. Dato il segno dal generale, tutto l'esercito gridò tre volte amen, ed in quel mentre si sentì lo scoppio dell'artiglieria, che tirò dal Forte. Drappellavano nell'istesso tempo colla insegna mandata recentemente al Putnam col solito motto di Appello al Cielo, e con quell'altro; Qui transtulit sustinet. Le istesse solennità osservate furono tra le altre schiere. Tutti erano contenti e concitati. A Cambridge poi, essendovi concorsi i principali uomini della provincia di Massacciusset, la lettura fu fatta in presenza loro e di molto popolo con grande apparato. Il che contribuì non poco ad indur negli animi, con una ardenza e zelo religiosi, una grandissima ostinazione. Queste cose si facevano ad imitazione di quelle, che stat'erano praticate dai libertini ai tempi di Carlo I, sicchè pareva, fosse quell'istessa guerra rinnovata, nella quale la religione protestante serviva di motivo o di pretesto agli autori della libertà, od ai fautori dell'anarchia; e la religione cattolica serviva di titolo o di coperta ai difenditori della temperata Realtà, od agli stabilitori del dispotismo. Tanta è la forza della religione nei cuori umani! E tanta è sempre stata la propensione dei reggitori delle nazioni a profittarne! Dal che la religione stessa ricevè gran danno; ed è nata in gran parte quella freddezza, che in proposito di lei fu osservata in certi tempi, e che fu sì meritevolmente lamentata dagli uomini prudenti. Imperciocchè l'universale dei popoli si accorse, che gli uomini astuti della religione si servivano, come di un istromento per arrivare ai fini mondani loro. E siccome l'uomo è pur troppo sfrenato, e ne' desiderj suoi molto intemperante, sicchè non contento di rimanersi ai limiti del bene non precipiti spesso nel suo contrario, così la religione, che dovrebb'essere sempre santa ed intemerata, diè talvolta favore a biasimevoli imprese con grave scandalo dei popoli, e con molta diminuzione della propria autorità, che riuscì assai dannosa alla rettitudine ed al buon costume. Comunque ciò sia, ella è cosa certa, che questa sembianza religiosa, colla quale vollero gli Americani colorire l'impresa loro, se produsse fra di essi maggior consenso ed ostinazione, fu causa eziandio della pertinacia del governo inglese, del rigore e della severità, coi quali esercitò egli la presente guerra. Oltre la ragion di Stato si tramescolava nella mente sua la ricordanza dei passati casi dei britannici Re; il che doveva con un certo spavento indurre anche più rabbia e maggior livore.

Avendo in tal modo il congresso cercato di giustificar l'opera sua presso le nazioni del mondo, voltò il pensiero a protestare al popolo inglese, che l'intendimento degli Americani era quello di voler l'antica congiunzione con essi mantenere, la quale, affermavano, era stata, e tuttavia era la gloria, la felicità ed il primo dei desiderj loro. Gli ammonivano in istile grave e molto patetico, si ricordassero dell'antica amicizia, delle gloriose e comuni imprese degli antenati, e dell'affezione verso gli eredi delle virtù loro, le quali la vicendevole congiunzione fin'allora conservata avevano. Ma quando, soggiungevano, l'amicizia era violata colle più atroci ingiurie; quando ciò, ch'era l'onore e l'ornamento degli antenati riputato, diventava una cagione di biasimo, e quando niun'altri rispetti rimanevano fuori di quelli, che fra tiranni e gli schiavi esistono; quando finalmente ridotti erano all'alternativa di rinunziar al favor loro, od alla libertà, non dover poter essere dubbia la elezione. E dopo di aver toccato i meriti loro e le dannose leggi, concludevano con dire, che la vittoria sarebbe del pari pregiudiziale all'Inghilterra, che all'America; che quei soldati, i quali avrebbero cacciato le spade dentro le viscere degli Americani, le avrebbero anche senza esitazione alcuna rivolte contro i Brettoni; che pregavano bene il cielo, volesse dagli amici loro, fratelli e concittadini, imperciocchè con tali nomi volevano ancora appellargli, primachè la memoria dell'antica affezione cancellata non fosse, quell'eccidio e quella rovina frastornare, che loro soprastavano.

Composero anche una dicerìa indiritta al Re, colla quale narrati prima i meriti loro, la fede verso la Corona, le disgrazie e calamità presenti, pregarono e scongiurarono, che il reale animo di Sua Maestà si piegasse a voler interporre l'autorità sua per sottrargli dalla presente condizione, ed a trovar qualche buon mezzo, onde, le unite supplicazioni delle colonie udite, possano alla riconciliazione condursi. Imploravano eziandio, cessassero intanto le armi, e quelle leggi si rivocassero, dalle quali maggiore e più prossimo danno provavano. Che ciò fatto, avrebbe il Re tali prove del buon animo delle colonie avute, che le avrebbe tosto alla sua reale grazia ritornate, ed esse nulla lasciato per testimoniare la divozione loro verso il sovrano, e l'affezion verso la comune patria.

Desiderava il congresso di rendersi benevola la nazione irlandese, essendochè molti utili cittadini ne venivano ogni anno dall'Irlanda ad abitar l'America, e tra i soldati, anzi tra i generali americani si trovavano alcuni Irlandesi. Temeva eziandio, che gli uomini di quella nazione avessero mal animo contro i coloni per causa delle leghe contro il commercio, dalle quali avevano ricevuto molto danno. Nè non sapeva, che anche gl'Irlandesi erano per molte ragioni scontenti del governo inglese; e quantunque si fossero ultimamente fatte loro concessioni, tuttavia rimaneva ancora molto disgusto negli animi loro. Questa mala contentezza intendeva di usare il congresso, e d'invelenir quelle piaghe, che già andavano serpendo nei cuori irlandesi. La qual cosa come potesse consistere colla fedeltà, nissuno non potrà non giudicare. Ma la guerra era rotta, e già molto avanti trascorsa, e gli Americani volevano con tutti i mezzi esercitarla; tra i quali secondo il solito, quello si è di aver la sembianza di desiderar la pace, e quell'altro ancora di sollevare ed inasprire gli animi dei sudditi del nemico contro l'autorità dello Stato. A questo fine il congresso scrisse una molto accomodata lettera, la quale inviò al popolo irlandese. Affermarono che siccome ingiuriati ed innocenti, così desideravano di goder il favore dei virtuosi ed umani uomini; che comunque incredibile dovesse parere, che in quel secolo, tanto chiaro per la civiltà e per le dottrine, i reggitori di una nazione, la quale in ogni tempo aveva per la libertà combattuto, e la memoria degli amici di quella con perpetua onoranza proseguiti, tentassero di stabilire un'arbitraria potestà sulle vite, le libertà e le proprietà dei concittadini loro dell'America, ciò era non di meno una altrettanto deplorabile, che incontrastabile verità. Parlavano ancora delle battaglie di Lexington e di Breed's-hill, dell'incendio di Charlestown, e delle prigioni di Boston. Continuarono dicendo, che nissuno gli poteva biasimare di aver voluto colla forza arrestar il corso di tanta desolazione; di ributtare gli assalti delle feroci schiere; che speravano bene coll'ajuto di Dio di poter resistere alle usurpazioni ministeriali, e che già anticipavano nella mente loro quell'età d'oro, in cui la libertà, con tutte le gentili arti della pace e dell'umanità, avrebbe il suo dolce dominio in quel mondo occidentale stabilito, e rizzati monumenti eternali a quei virtuosi amici e martiri della libertà, i quali avevano combattuto per la causa sua, e riportatone ferite, patimenti o morte; che ringraziavano grandissimamente gl'Irlandesi del buon animo loro verso l'America; che sapevano, che non istavan essi nemmeno senz'aggravj; che molto si condolevano alle strettezze loro; e che si rallegravano, che il disegno dei ministri di voler soggiogar le colonie gli avesse indotti a graziar l'Irlanda di alcuni benefizj; che per fino la mercè del governo era stata crudele verso gl'Irlandesi, e che nei grassi pascoli dell'Irlanda molti affamati parricidi avevano trovato e cibo, e forze per macchinare la distruzion sua; che speravano, che la pazienza dei modesti uomini non sarebbe sempre lasciata in dimenticanza, e che Iddio permetterebbe, che fosser guasti e rotti i disegni di coloro, i quali volevano spegnere la libertà nel britannico impero; che avevan essi pigliate le armi per difenderla, e con essa la vita, la roba, l'onore e tutto quello, che l'uomo ha più caro quaggiù; che per ottenere un prospero fine all'impresa loro molto confidavano nei buoni uffizj dei compagni loro al di là dell'Atlantico, giacchè questi altro destino sperar non potevano dal comune nemico, se non quello di esser gli ultimi artigliati.

Insistendo nel medesimo pensiero scrisse il congresso una lettera alla città di Londra per ringraziarla della parte, che aveva presa in favor dell'America; il quale procedere, dicevano, molto bene si conveniva alla prima città del mondo, a quella che in ogni tempo era stata la difenditrice della libertà e di un giusto governo contro la tirannide.

Ma il congresso stimava importare assai al buon fine del suo negozio tenersi gli animi dei Canadesi benevoli, sicchè od agli Americani si accostassero, od almeno tenessero la via di mezzo. Sapevano, che la prima lettera non era riuscita senza effetto, e questo intendevano di confermare con una nuova. Del che avevano grandissima speranza; conciossiachè l'atto di Quebec avesse in quella provincia effetti partoriti del tutto contrarj a quelli, che gli autori suoi si erano proposti. La maggior parte degli abitatori del Canadà l'avevano ricevuto, eccettuati i nobili, con evidenti segni di disgusto, e generalmente lo riputavano tirannico e tendente all'oppressione. E quantunque non si potesse aspettare che i Canadesi, siccome quelli che per lungo tempo sotto il governo francese erano stati avvezzi ad un più duro freno, fossero altrettanto inclinati alla resistenza, che i coloni inglesi usi a vivere sotto le leggi di un governo più largo, tuttavia non si stava senza speranza, che, pel tedio della signoria degl'Inglesi, entrassero anch'essi a parte della querela, e con quelle dei vicini le armi loro congiungessero. Non ignoravano eziandio, che alcuni fra i Canadesi, e massimamente quelli di Monreale e di altri luoghi più vicini alle colonie, si erano gravemente risentiti all'occupazione fatta dai coloni delle Fortezze di Ticonderoga, e di Crown-point, ed alla signoria da essi presa dei laghi, pei quali si ha la via dalle colonie al Canadà. Questi sospetti e queste gelosie volevano gli Americani purgare. Ma quello ch'era più degno di considerazione, si era, che si avevano certe notizie de' sforzi, che non cessava il governo inglese di fare per indurre i Canadesi a pigliar le armi, e coi soldati britannici accozzarsi. Gli agenti del Re nè ad oro risparmiavano, nè a lusinghe, nè a promesse per ottener il fine loro. Il generale Carleton, che ne era governatore, sebbene molto di propria natura severo, faceva in questo però molto frutto coll'autorità, che aveva grandissima presso quei popoli, e coll'opinione in cui era, e molto meritamente tenuto, di buon guerriero, di uomo umano, e d'integerrimo cittadino. Era noto, ch'egli era arrivato nella provincia con un mandato amplissimo. Poteva giusta suo piacere eleggere tutti i membri del Consiglio, o congedargli; obbligare quanti volesse dei sudditi del Canadà contro qualsivoglia nemico ch'ei credesse di dover combattere; piantar Fortezze, o disfarle, e tutte quelle provvisioni fare, che alla sicurezza della provincia riputasse necessarie. Egli poi non era uomo da non saper usar bene l'autorità che gli era stata conferita. Aveva già posto mano all'opera avendo pubblicato, che si sarebbero volentieri ricevuti i Canadesi agli stipendj del Re, ed ordinati in un reggimento. Avevano inoltre gli Americani avuto lingua, che il governo aveva deliberato di spedire alla volta del Canadà quindicimila archibusi per mettergli in mano ai cattolici romani di questa provincia. Tutto annunziava, che si volesse fare una testa grossa per assalir alle spalle le colonie, e cooperar di là coll'esercito del generale Gage. L'istesso lord North, favellando in Parlamento, si era lasciato intendere, che quest'era il disegno del governo. Le cose erano molto strette, e se non si poneva un pronto rimedio, gli animi dei Canadesi si sarebbero di breve rivolti a cose nuove contro la sicurezza delle colonie. Per la qual cosa si risolvette il congresso di scrivere una lettera a quei popoli, intitolandola: Agli oppressi abitatori del Canadà, la quale riempirono di pensieri opportuni, coloriti con istile elegante e molto concitato. Recavan essi in mente dei Canadesi, che già avvisati gli avevano dei perniziosi disegni, che si covavano contro gli uni e gli altri; che ora avevan bene di che condolersi, che questi disegni si volessero mandare ad effetto; che anzi i medesimi per la nuova forma di governo data alla provincia del Canadà si erano già introdotti; che per questa gli abitatori suoi, le donne, i figliuoli erano fatti schiavi; che più non avevan cosa, che loro propria potessero estimare; che tutti i frutti delle fatiche e della industria loro potevano essere involati, quandunque un avaro governo, un rapace consiglio il volessero; che potevano in lontane contrade trasportati essere, per combattervi le battaglie, nelle quali non avrebbero niun interesse; che il godersi la religione loro stessa dipendeva da una potestà legislativa, della quale non eran partecipi; che i sacerdoti loro sarebber cacciati, banditi, spogliati, quantunque volte le ricchezze loro e possessioni avessero sufficienti cagioni di tentazione offerite; che non potevan esser sicuri, che un buon Re sempre occupasse il trono, e se un cattivo, o non curante principe concorresse con malvagi ministri nel cavar denaro per impoverire ed infievolire la provincia, non si poteva prevedere, a quali estremità sotto le presenti leggi avessero i Canadesi ad esser ridotti; che sapevano molto bene gli Americani, che si faceva ogni sforzo, che si usava ogni ingegno per far correre i fratelli del Canadà ai danni loro; ma che s'eglino consentissero a ciò fare, si ricordassero, che, nascendo la guerra colla Francia, sarebbero i tesori loro spesi, i figliuoli mandati nelle spedizioni contro le isole francesi dell'Indie occidentali; che in quanto ai coloni si erano essi determinati a viver liberi, od a morire; che erano amici, e non nemici ai Canadesi; che la occupazione delle Fortezze e delle navi sui laghi era stato l'effetto della necessità; ma che stessero pur sicuri, che altri modi non avrebbero tenuti fuori di quelli, che l'amicizia e l'interesse comune dei due popoli avrebbero consentito; che speravano finalmente, si sarebbero i Canadesi ai coloni congiunti per difendere la comune libertà.

Fatta la lettera la mandarono alla volta del Canadà. La cosa ebbe l'effetto che desideravano, per quanto si voleva, che i Canadesi tenessero la via neutrale. Risposero questi alle instanze del governatore, che stavano sotto il governo inglese molto volentieri, e sempre si sarebbero pacificamente e lealmente comportati. Ma ch'erano affatto stranieri, e non potevano e non dovevano esser giudici delle controversie nate tra il governo e le sue colonie; che in nissun modo conveniva loro, che diventassero parte in questa contesa; che se il governatore volesse levar le milizie della provincia per difenderla nel caso in cui venisse assaltata, ciò farebbono di buonissima voglia; ma al marciare oltre i confini, ed assaltare i popoli vicini non potevan acconsentire. Da questo buon animo dei Canadesi ne ricevettero le cose del congresso verso tramontana maggior sicurtà.

Trovata Carleton nei Canadesi tanta durezza si rivolse all'autorità della religione, e pregò il signor Brand, vescovo di Quebec, acciò volesse pubblicare un mandamento, il quale dovesse esser letto dai parrochi in sui pulpiti nelle chiese a tempo dei divini uffizj. Intendeva, che il vescovo esortasse quei popoli a pigliar le armi, ed a secondare i soldati del Re nell'impresa loro contro i coloni. Il vescovo, con memorabile esempio di pietà e temperanza religiosa, ricusò di metter mano in quest'opera, dicendo, ch'ella era troppo indegna della persona del pastore, e troppo contraria ai canoni della chiesa romana. Tuttavia alcuni ecclesiastici, siccome in tutti gli ordini si trovan di quelli, che antepongono l'interesse al dovere, e l'utile all'onesto, si adoperavano caldamente in questa bisogna. Ma ciò fu tutto invano. I Canadesi persistettero nella determinazione loro a volersene stare di mezzo. La nobiltà, siccome quella che aveva tanto favore ricevuto dall'atto di Quebec, credette, fosse della gratitudine sua di secondare in questo le intenzioni del governatore, e vi si adoperò con molto fervore. Ma i suoi sforzi a far correr la gente pacifica alle risse ed al sangue riuscirono, come quei del governatore, del tutto vani. Forsechè nel confermar gli animi degli abitanti di questa provincia a non uscire della neutralità, oltre le esortazioni del congresso, contribuì non poco la speranza, che il pacifico proceder loro in una occorrenza piena di tanto pericolo, e nella quale la congiunzione loro coi coloni sarebbe stata di tanto danno cagione agl'interessi britannici, avrebbe piegato il governo ad usar con essi più mansuetudine, ed a conceder loro favori, che senza di ciò non avrebbono potuto conseguire.

Accorgendosi Carleton, che non poteva sperare di poter formar reggimenti canadesi, e conoscendo che ciò non ostante esistevano nella provincia alcuni leali, i quali non sarebbero stati lontani dal pigliar le armi, ed altri ancora che per amor del guadagno sarebbero venuti volentieri al soldo, si voltò ad un'altra via, e fe' dar ne' tamburi in Quebec per eccitar la gente ad arrolarsi sotto le insegne d'un reggimento che chiamò dei Reali montanari fuorusciti. Propose favorevolissime condizioni; dovessero condursi solamente duranti le turbolenze; ciascun soldato ottenesse dugento acri di terra in quella provincia dell'America settentrionale, che più gli venisse a grado; il Re pagherebbe esso tutte le gabelle solite a pagarsi nell'acquisto delle terre; per venti anni avvenire non avessero a pagar censi alla Corona; ciascun soldato ammogliato ottenesse cinquanta acri per conto della moglie, e cinquant'altre per conto di ciascun figliuolo, le une e le altre colle medesime esenzioni e privilegj, e di più una guinea di caposoldo nel pigliar la condotta. In questo modo riuscì Carleton a raggranellare alcuni pochi soldati; ma questa fu cosa di poco momento. Ben più importante si fu quella delle mosse degl'Indiani. Il governatore e gli agenti del Re presso di queste selvagge nazioni avevano tanto detto e tanto fatto, che finalmente riuscirono in una parte dello intento loro, avendo persuaso ad alcune di pigliar le armi in favor della parte inglese, non ostante che avessero con tanti giuramenti asseverato di volersene star dall'un de' fati senza impacciarsi più in questa parte, che in quella. Ma non sono già le nazioni barbare meglio mantenitrici della fede, che le civili; e grand'incentivo è l'oro, l'amor della preda, e la sete del sangue. Adunque in sul finir di luglio arrivò in Monreale il colonnello Guido Johnson, soprantendente generale del Re sugli affari indiani, accompagnato da un gran numero di Capi, e di guerrieri delle sei tribù. Vi si fece una solenne adunata, alla quale essi intervennero, siccome pure i Capi ed i guerrieri degli Indiani confederati. Erano una grossa banda. Giurarono, seguendo il costume loro, ed in cospetto del generale Carleton di sopportar la causa del Re. Questo fu il primo principio della guerra indiana. Questi furono quei barbari, che, accozzatisi colle genti del generale Burgoyne, fecero, due anni dopo, tanti guasti, ed usarono tante crudeltà, come apertamente potrà vedere colui, che sarà vago di leggere il progresso di queste storie.

Intanto non poteva il congresso non manifestare qual fosse la opinion sua intorno la provvisione d'accordo del lord North. Il passarla sotto silenzio avrebbe dimostrata troppa caparbietà, e' si sarebbero discoperti gli Americani a non voler ascoltar alcun temperamento. Ciò non pertanto il congresso non volle troppo affrettare questa risoluzione, ed aspettò ben due mesi, prima ch'ei venisse ad un partito terminativo. Voleva con l'indugio mostrare maturità di consiglio, ovvero noncuranza verso la provvisione. Ma la più principal cagione si fu questa, che essendo incominciata la guerra, voleva aspettare l'esito delle prime battaglie. Imperciocchè altra doveva esser la risposta, se le armi inclinavano a suo favore, ed altra se la fortuna si dimostrasse favorevole agl'Inglesi. E quantunque, quando si ricevette la provvisione, che fu ai trenta di maggio, si fosse già combattuta la battaglia di Lexington, nella quale gli Americani avevano acquistato la lode di gente valorosa e forte, era però questa stata piuttosto un'affrontata di moltitudine collettizia contro pochi soldati d'ordinanza, che una giusta battaglia, dalla qual si potesse qualche probabile augurio pigliare intorno l'esito finale della guerra. Vedevano benissimo, che sarebbe stato tempo di calare agli accordi, e volevan serbarsi nel caso di qualche sinistro evento una via aperta a potere, quell'appuntamento accettare, che l'Inghilterra stessa aveva offerto. La vittoria sarebbe divenuta inutile, se prima avessero acconsentito ai patti, e la mala fortuna non avrebbe peggiorate le condizioni dell'accordo. Perciò dal temporeggiare nissun danno si poteva ricevere, e molto utile ricavare. Ma la battaglia di Breed's-hill cambiò affatto lo stato delle cose, e l'ardore col quale i coloni correvano sopra Boston, la prontezza colla quale si procacciavano le armi e le munizioni, la costanza, e quasi l'allegrezza, che si manifestavano nel sopportare i disagi della guerra, e quei prodotti dagli ultimi atti del Parlamento, le confermarono. Se l'evento poteva ancor parer dubbio agli uomini indifferenti, in quegli animi concitati doveva più potere la speranza, che il timore. Adunque i membri del congresso confortati dal favorevole aspetto delle cose, ed avendo indugiato la risposta, quanto parve dignità, si accostarono alla disaminazione delle condizioni d'accordo, e ciò fecero con animo di volerle rifiutare. Il che però non era senza qualche disagevolezza. Poichè nel momento stesso, in cui ricusavano i patti, volevano peranche aver la sembianza di desiderar la concordia. Dovevasi al rifiuto dare qualche probabile colore, e far vedere agli occhi di tutti, che non ogni condizione, ma quelle solamente ch'erano allora offerte, ricusavano. Opinarono, che le colonie d'America avevano sole il diritto di dare e concedere la pecunia loro; e che questo diritto importava quell'altro di poter deliberare, se una qualche concessione, ed a qual proposito debba esser fatta, ed a quanto ella debba sommare, le quali cose tutte in virtù della provvisione di lord North erano tolte affatto dalla facoltà dei coloni; che siccome le colonie hanno il diritto di giudicare dell'uso che si deve fare della concessa pecunia, così dovevan anche aver quello di sopravvederlo, acciocchè non sia adoperata nel comprare, o corrompere questo e quello, a fine di sovvertire i civili diritti dei concessori, di trattener gli eserciti stanziali, ed opprimere la libertà loro. Il quale diritto era violato dalla provvisione, stantechè per questa la pecunia riscossa doveva serbarsi a disposizione del Parlamento; che la provvisione era irragionevole, perciocchè non si poteva sapere, a quali somme sarebbe stato contento il Parlamento, ed insidiosa, perciocchè il Parlamento stesso poteva accettar le modiche offerte di una colonia, e rifiutar le grosse di un'altra, e perciò accordarsi con le prime, e ributtar in una nimichevole condizione le seconde, le quali, abbandonate a sè stesse, avrebbero dovuto a qualunque più grave termine acconsentire, e che da questa divisione delle colonie ne sarebbe nata a posta del Parlamento la schiavitù di tutte. Che siccome la sospensione del diritto di tassar le colonie altrettanto doveva durare, e non più, quanto duravan le concessioni, così potrebbero queste ad arbitrio del Parlamento diventar perpetue; la qual cosa sarebbe molto pericolosa alla pubblica libertà; ed il Parlamento stesso era solito a non conceder la pecunia, se non per lo spazio di un anno, rinnovando ciascun anno la concessione. Che quand'anche si volesse credere, che le condizioni altrettanto fosser giuste e ragionevoli, quanto sono ingiuste ed insidiose; il risuonar d'ogni parte romori sì grandi d'armi, gli eserciti e le flotte, che l'America infestavano e circondavano, dovrebbero soli renderle odiose e non accettabili. Che si credeva, che l'impresa di volere colla forza trarre dalle mani loro le contribuzioni per la comune difesa era del tutto inutile, stantechè di buon grado avevano sempre contribuito; ch'essi soli erano i giudici competenti delle provvisioni a ciò necessarie, e che non volevano, che i popoli d'America fossero gravati per procurar pensioni agli oziosi ed ai malvagi, sotto colore di fornire la Camera reale; che se il Parlamento ordinava nei limiti della sua giurisdizione il civil governo, come gli pareva meglio e piaceva, così anche speravan essi di poter ordinar il loro senza molestia; che la provvisione non gli poteva soddisfare, sia perchè importava solamente sospensione, e non rinunziazione del diritto di tassare, sia perchè non annullava gli odiosi atti del Parlamento; che il ministro voleva far credere, che di nulla altro si disputasse, che del modo di riscuotere le tasse, quandochè in vero pretendeva di aver il diritto di tassar le colonie ad arbitrio suo, e per quelle somme ch'ei voleva. Che inoltre il governo inglese pretendeva di aver la facoltà di alterar i diplomi e le patenti delle costituzioni delle colonie; che finalmente, se si farà considerazione alle tante ingiurie, le quali alle colonie fatte si erano da undici anni in poi, alle pacifiche e rispettose supplicazioni loro, o trasandate, o con nuovi insulti ricevute; se si porrà mente a quel che disse il ministro, che non avrebbe consentito ad entrare in nissuna pratica d'accordo, se non quando sarebbe l'America prostrata a' suoi piè, ed al motto di quell'altro, il quale, parlando dell'America, ebbe a dire, che si spegnesse Cartagine; il che nissuno dei senatori britannici imprese a contraddire; se si attenderanno le armi, colle quali state sono le colonie assalite, e le crudeltà che le accompagnarono, nissuno potrà credere, esser gli Americani (così conchiudevano) discosti dalla ragione; che anzi ognuno si persuaderà, che niuna cosa fuori dei proprj sforzi poteva rompere i ministeriali disegni di eccidio e di servitù.

Queste furono le risoluzioni del congresso rispetto alla provvisione d'accordo del lord North, le quali fece pubblicare e mandare in ogni luogo. Nissuno non vi potrà osservare lo stile acerbo, e le nuove pretensioni degli Americani, che evidentemente dimostrarono, quanto fossero lontani dalla concordia. Tuttavia volendo purgar il pregiudizio, che alla causa loro arrecava la opinione, in cui si era generalmente, che mirassero già fin d'allora all'independenza, e desiderando di lavarsi da quel biasimo, che loro si dava di non aver mai voluto in tutto il tempo della contesa mettere in mezzo veruna proposizione d'accordo, ed intendendo forse di tenersi una via aperta verso il vincitore nel caso, in cui le cose della guerra sinistrassero, e forse anche per preoccupare l'adito alle proposizioni del lord North, che non avevano in animo di accettare, il congresso aveva deliberato di offerire le seguenti condizioni; avessero le colonie non solamente a continuare a concedere gli straordinarj sussidj a tempi di guerra, ma di più, se loro fosse concessa la libertà del commercio, a pagare nella cassa di redenzione tale somma annualmente per lo spazio di cento anni avvenire, la quale sarebbe in tal tempo stata sufficiente, quando fosse fedelmente impiegata, ad estinguere il presente debito della Gran-Brettagna. E nel caso, che questa condizione non fosse accettata, offerivano, che avrebbero consentito a far un accordo colla Gran-Brettagna, in virtù del quale fosse concessa alla medesima la facoltà per lo spazio eziandio di cento anni, di fare tutte quelle provvisioni, che avrebbe creduto necessarie per regolar il commercio, e verso l'utile generale dell'impero indirigerlo; ma che in tal caso niun'altra somma di pecunia potesse loro venire richiesta. La qual offerta, come ognun vede, alcuna nuova concessione non conteneva; che anzi era questo veramente il soggetto proprio della controversia. Alcuni credettero ancora, che proponessero, il Parlamento ponesse una tassa generale su tutto l'impero, intendendosi dell'Inghilterra, della Scozia e delle colonie americane, della quale ciascuna delle parti dovesse sopportare la rata sua all'avvenante delle sue facoltà. Speravano in tal modo, che il Parlamento sarebbe andato a rilento nel por tasse sull'America, stantechè, fatto questo accordo, non poteva porne su di questa, senza gravare nel medesimo tempo, ed in egual proporzione l'Inghilterra. Ma il fatto di Breed's-hill, lo stretto assedio di Boston, l'ardore dei popoli, e forse già qualche più probabile speranza di soccorsi esterni fecero sì, che queste proposte furono messe in disparte, e gli animi si voltaron del tutto ai pensieri di guerra.

Fatte tutte queste cose, le quali riguardavano od alle provvisioni della guerra, od a conservarsi nell'amicizia le vicine nazioni, ovvero a dar favore alla causa loro presso gli abitanti della Gran-Brettagna e dell'Irlanda, il congresso applicò l'animo a determinare, qual fosse l'autorità sua ed i termini, sino a' quali essa si doveva distendere, siccome i rispetti che doveva avere coll'autorità delle assemblee provinciali. La qual cosa era di somma necessità non senza ragione tenuta. Imperciocchè fin allora il suo operare era meglio fondato sull'opinione favorevole dei popoli, che su statuti, i quali fossero da questi, o dalle assemblee, che gli rappresentavano, approvati. Si obbediva al congresso, perchè tal era l'inclinazione delle genti, ma non già perchè così fosse dagli ordini pubblici statuito. Si desiderava eziandio, che siccome si voleva condurre l'America allo stato di una nazione independente, la quale avesse un governo proprio, ed un solo maestrato supremo, così si cominciassero appoco appoco a questo fine indirizzare le cose, e la somma di esse ritraendo dalla potestà dei maestrati locali, in una sola e generale si concentrassero. Quest'era anche un mezzo efficace per ottenere, che nissuna provincia si ardisse da sè sola scostarsi dalla lega; perchè in tal caso non solo sarebbe diventata infedele alle altre, ma ancora ribelle al governo generale dell'America. Con tutto ciò non si poteva questa bisogna senza molta disagevolezza maneggiare per causa delle gelosie delle assemblee provinciali, le quali difficilmente avrebbero consentito a rinunziare ad una parte dell'antica autorità loro per investirne un maestrato insolito e nuovo. E se non fosse stata la propensione dei popoli e la necessità di continuare nella carriera, nella quale si era di già camminato sì gran tratto, forse che tutta l'impresa si sarebbe guasta per causa di queste ambizioni parziali. Ma le sorti eran tratte, e bisognava o andar avanti più che non si sarebbe voluto, o ritornar indietro più che non si sarebbe temuto. Adunque tra di queste speranze e queste necessità il congresso divisò e pubblicò gli articoli della confederazione, coi quali veniva a stabilire ed a dichiarar l'autorità sua non più fondata sull'impeto momentaneo dei popoli, ma sugli ordini pubblici approvati e consentiti da tutti. Si obbligassero i coloni e la posterità loro per la comune difesa contro i nemici, per la sicurezza delle libertà e proprietà loro, siccome delle persone e della prosperità dell'America; ritenesse ciascheduna colonia l'intiera sua giurisdizione dentro i suoi limiti, e quella ancora di far leggi di amministrazione interna, ed una independente sovranità in tutti i suoi domestici affari: si eleggessero, pel più conveniente maneggio delle faccende generali, da ciascuna colonia delegati da doversi riunir in congresso a tali tempo e luogo, che dal precedente congresso sarebbero determinati, e che nei casi ordinarj s'intendesse, che la sede del congresso dovesse andar a volta da questa colonia a quella, sinchè in tutte successivamente assembrato si fosse; il che fatto, si dovesse ricominciar la vicenda; la potestà del congresso fosse di far la guerra o la pace, di contrar leanze, di comporre le controversie tra una colonia e l'altra, e di piantarne nuove là, dove fosse creduto necessario; dovesse il congresso, e far potesse quelle generali provvisioni, che all'utilità generale delle colonie fossero stimate necessarie, e per le quali non fossero le assemblee provinciali competenti, come sarebbe a dire ordinar le forze della lega, e le faccende appartenenti al commercio, od al conio; dovesse nominare tutti gli uffiziali, tanto civili che militari della lega, come sarebbero generali, ammiragli, ambasciadori e simili; dovessero le gravezze della guerra ed altre spese della lega pagarsi dal comun tesoro, il quale dovesse da ciascuna colonia riempirsi in proporzione del numero dei maschi dell'età dai sedici infino ai sessant'anni; il numero dei delegati per colonia al congresso fosse scalato secondo il numero degli abitanti maschi nella medesima, dimodochè un delegato vi fosse per ogni numero di cinquemila abitanti maschi; le provvisioni nel congresso si dovessero vincere colla metà dei suffragi; e che si potesse anche render suffragio per procurazione; vi fosse un Consiglio esecutivo composto di dodici persone elette fuori del congresso, quattro delle quali dovessero aver gli scambj ogni anno; dovesse questo Consiglio a' tempi delle vacanze del congresso mandare ad esecuzione tutte le provvisioni da questo fatte, e che i partiti vi si dovessero vincere con due terzi delle voci; avesse il medesimo Consiglio il maneggio delle faccende generali tanto interne quanto esterne; ricevesse gli uffizj presentati da parte dei Principi e governi forestieri; preparasse la materia da sottomettersi alla considerazione del prossimo congresso; riempisse nelle vacanze di questo tutti i maestrati che vacassero; ed avesse inoltre la facoltà di estrar la pecunia dal pubblico erario. Si stabilì ancora, che nissuna colonia potesse offender con guerra alcuna nazione indiana, senza il consentimento del congresso; che i confini e le terre di ogni nazione indiana dovessero esser riconosciute loro, ed assicurate; che si trattenessero agenti da parte del congresso tra le nazioni indiane nei distretti a ciò appropriati, il cui debito fosse di prevenir le fraudi e le soperchierie nel traffico con quelle; che questa general lega dovesse bastare, finchè i termini di composizione proposti nella petizione del varcato congresso al Re fossero accettati dall'Inghilterra, e gli atti proibitivi del commercio americano annullati, ed un compenso fosse dato per la chiusura del porto di Boston, per l'incendio di Charlestown, e per le spese fatte nella guerra, e finchè ancora le genti britanniche non avessero votato intieramente il territorio dell'America. Aggiunsero in ultimo, che quando le soppraddette condizioni avesse il governo inglese adempite, sarebbero le colonie all'antica congiunzione ed amicizia colla Gran-Brettagna ritornate. Ma che diversamente dovesse la confederazione esser perpetua. Fu lasciato luogo ad entrar nella lega alle province di Quebec, di San Giovanni, della Nuova-Scozia, delle due Floride, ed alle Bermude. Questi furono i fondamenti gettati dal congresso alla grandezza dell'America.

Ma le colonie nell'accettar questi articoli fluttuarono. La Carolina Settentrionale apertamente gli ricusò. Le cose non erano ancora a tal maturità pervenute, che già si potesse venire allo stabilimento della lega. I popoli si lasciano troppo spesso condurre o da vani timori, o da vane speranze. Ed a quel tempo l'universale dei coloni andavasi tuttavia lusingando di poter ritornare, quando che fosse, con onorati termini all'antica unione colla Gran-Brettagna. Si vedeva in vero, a qual fine mirasse il congresso. Ei considerava la riconciliazione come se fosse, se non affatto impossibile, almeno molto improbabile. E se vi fosse stata tuttavia qualche speranza di componimento, questi stessi capitoli (e perciò forse il congresso gli aveva messi avanti) l'avrebbero molto attenuata, per non dir del tutto spenta. Imperciocchè, passando anche sotto silenzio le acerbe e minaccevoli parole, e gli stabiliti ordini pubblici affatto lontani dalla costituzione inglese, e dal tenore dei diplomi, solo questa nuova pretensione dei compensi sarebbe stata sufficiente per rompere ogni pratica d'accordo; poichè nissuna speranza si poteva avere, che il governo britannico fosse per calare a sì vituperevoli condizioni. Laonde essa era una cosa molto manifesta, che nel mentre che le due parti protestavano di volersi appuntar l'una e l'altra, facevano ogni sforzo per disgiungersi e vieppiù discostarsi. Da questo si vede ancora, che quando nel Parlamento si proponevano dagli avversarj dei ministri concessioni e condizioni d'appuntamento, molto a ragione gli ridarguivano i ministri, dicendo, ch'esse concessioni e condizioni non solo sarebbero inutili state, ma eziandio dannose, perciocchè avrebbero dato animo ai coloni a tirarsi su maggiormente colle dimande. E se i ministri stessi poi proposero e vinsero una provvisione di accordo, ciò fu per colorire e per dividere, e non per accordare. Avevan adunque i ministri la ragione, quando volevano ad ogni modo continuare la guerra; ebbero bensì il torto a non averla esercitata coll'armi sufficienti.